Crollo ingegneria: «errori nei lavori e nessun controllo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5094

L'AQUILA. Nuove drammatiche conferme dalle perizie richieste dalla Procura sui crolli degli edifici pubblici del 6 aprile scorso. * CONSORZI, CIALENTE E CHIODI: «ATTENTI AI MILLANTATORI» * PROTEZIONE CIVILE SPA: «COSÌ PICCOLA E AGILE»
Nell'esecuzione dei lavori della sede della Facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila, a Roio, non ci furono verifiche e controlli e i lavori sono stati caratterizzati da errori nell'esecuzione.
Sono le risultanze della perizia sul crollo della struttura universitaria che secondo il Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, in caso fosse avvenuto di giorno, avrebbe potuto provocare anche 2.000 morti.
Questo perché la zona interessata dai crolli più gravi era di solito frequentata da moltissimi studenti, ma per fortuna il destino ha voluto che la scossa devastatrice ci fosse alle 3.32 di notte.
E vengono così a galla alcuni errori umani che potevano veramente portare ad una tragedia senza eguali tra i giovani universitari che avevano scelto L'Aquila per compiere i propri studi.
«L'inopportuna modalità di esecuzione del sistema di appoggio della vetrata strutturale sovrastante l'ingresso principale - si legge nella perizia - ha fatto sì che i paramenti murali in blocchetti slittati sottostanti, mal eseguiti, abbiano impropriamente assunto la funzione di elemento strutturale. L'inadeguatezza - si legge ancora - di tali elementi ad avere valenza strutturale ha causato la gran parte dei crolli».
Per i consulenti nominati dalla Procura «dai documenti disponibili non emerge la sussistenza di verifiche e controlli relativamente alla correttezza delle lavorazioni suddette da parte della direzione lavori».
La combinazione degli errori di esecuzione ha prodotto «condizione di estremo pericolo per gli utenti degli edifici».
Il filone di inchiesta sul crollo della sede della Facoltà di Ingegneria ha portato all'emissione di nove avvisi di garanzia con l'ipotesi di reato di disastro colposo.
La Procura della Repubblica ha inviato l'avviso di conclusione delle indagini confermando il numero degli indagati (nove) e le ipotesi di reato.
Come per gli altri due filoni della maxi inchiesta sul terremoto (Casa dello Studente e Convitto nazionale) anche per questo crollo la Procura sta per formulare le richieste di rinvio a giudizio o le archiviazioni.
Intanto si pensa che entro il prossimo mese di luglio, ad un anno e tre mesi circa dal sisma del 6 aprile scorso, potrebbe svolgersi l'udienza preliminare per il crollo della casa dello studente, il primo filone della maxi inchiesta della Procura della Repubblica sul terremoto.
Di conseguenza si potrebbe sapere chi tra i 15 indagati sarà processato per uno dei casi simbolo del sisma aquilano visto che nella struttura residenziale universitaria sono morti otto giovani.
Se la scadenza dovesse essere rispettata, allora si dovrebbe parlare di tempi record; in situazioni analoghe all'udienza preliminare si arrivò infatti dopo anni.
Solo la velocità della Procura de L'Aqula potrebbe così permettere di superare l'ostacolo del processo breve.
04/02/10 10.45

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK


[pagebreak]

CONSORZI, CIALENTE E CHIODI: «ATTENTI AI MILLANTATORI»

L'AQUILA. «Sono incomprensibili i motivi che hanno spinto l'amministrazione comunale a pubblicare un bando senza criteri di selezione, rinunciando anche all'individuazione dei terreni». Così Luigi D'Eramo (La Destra), consigliere del Comune dell'Aquila che con Enrico Perilli (Prc) e Francesco Valentini (Pd), Luigi Faccia (L'Aquila Città Unita) Giuseppe Bernardi (Sinistra per L'Aquila), ha presentato una mozione urgente con la quale si chiede di annullare la gara d'appalto che ha portato ad individuare alcune ditte che dovrebbero realizzare gli insediamenti Moduli abitativi removibili (Mar).
Una mozione di cui si è discusso ieri pomeriggio, nel corso di un'assemblea cittadina.
«Preciso - ha spiegato D'Eramo a nome degli altri - che non siamo contrari ai Mar, ma ci saremmo aspettati - ha proseguito - che l'amministrazione identificasse aree collettive o che procedesse ad esproprio e che la gestione dei Mar fosse in capo al Comune stesso».
A lui ha replicato l'assessore alle Politiche abitative, Giustino Masciocco: «condivido le perplessità in fase di attuazione - ha detto - ma il bando è stato elaborato conformemente all'ordinanza».
Intanto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il suo vice, Massimo Cialente, hanno chiesto di fare attenzione ai consorzi «perche' si ha notizia di tanti millantatori e quindi nel momento in cui scelgono i partener bisogna stare molto attenti perchè c'è il rischio di incontrare persone che non sono in grado di portare avanti i processi».
«Nei prossimi giorni lanceremo un avviso conoscitivo ai cittadini sull'ipotesi dei consorzi. Chiederemo ai cittadini - ha detto Cialente - quali sono le indicazioni perche' poi verranno analizzate e assieme ai cittadini noi vedremo quali saranno i consorzi piu' giusti, quali saranno gli ambiti piu' giusti come ricostruire e soprattutto inviteremo i cittadini a evitare di finire in situazioni non garantite. Le esperienze - ha proseguito il sindaco dell'Aquila - delle case 'B' e 'C' hanno insegnato questo, e' vero che il meccanismo e' farraginoso, e' vero pero' la denuncia che quotidianamente mi fanno tanti cittadini e' anche di aver avuto pesanti ritardi nelle progettazioni, rimanendo prigionieri dei condomini, oppure di ditte che hanno preso troppi incarichi».
«Non stiamo dicendo che si tratta di truffe - ha spiegato il commissario - c'é il rischio di finire nelle mani di improvvisatori e millantatori e noi ci sentiamo di operare per evitare questo».
Da alcuni giorni sono partiti da parte di alcune squadre dei controlli per verificare se chi ha avuto il definitivo finanziamento ha cominciato i lavori, molti non hanno iniziato e stanno arrivando le proteste.
«Noi non accettiamo tutto questo, le B e le C devono partire - ha concluso Cialente - subito, l'ordinanza parla chiaro e controlleremo che nei cantieri si lavori sul serio».

04/02/10 10.56
[pagebreak]
PROTEZIONE CIVILE SPA: «COSÌ PICCOLA E AGILE»

ROMA. Sarà una società «piccola, snella e agile»: è il profilo della nuova Protezione civile SpA tracciato dal sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso, intervenuto in Senato a conclusione della discussione generale sul dl emergenze.
Bertolaso ha anche chiarito la natura «tutta pubblica» che manterrà la futura Protezione.
Ma se la legge che istituisce la nuova Spa non c'è ancora e nei giorni scorsi su alcuni giornali nazionali è comparso un annuncio in cui si cerca figure di vertice per la nuova società, ieri è stato proprio Bertolaso a sciogliere ogni dubbio (se mai e ne fossero ancora).
L'intervento è stato anche l'occasione per tracciare un bilancio dei 10 mesi trascorsi da quando, il 6 aprile 2009, il sisma devastò la città de L'Aquila.
E per ringraziare il Senato e i suoi membri per la raccolta di 869.515 euro donati alle popolazioni abruzzesi: «saranno impiegati per la costruzione di una scuola materna».
La somma raccolta dal Senato va ad aggiungersi ai circa 70 milioni di euro donati dagli italiani alla Protezione civile, confermando così «il lavoro eccellente svolto dalla Protezione - ha chiosato Bertolaso - come è testimoniato dal consenso non solo in Italia ma nella realtà internazionale».
I soldi donati alla Protezione e da essa reimpiegati vengono monitorati da un Comitato di garanti, ha ricordato il sottosegretario, presieduto dall'ex giudice della corte costituzionale Fernanda Contri. «Ci vorrà in ogni caso un bel po' di tempo - ha proseguito Bertolaso - per la fine dell'emergenza in Abruzzo. Basti pensare che l'emergenza del terremoto nelle Marche è stata chiusa solo l'anno scorso, cioé dopo 12 anni».
Bertolaso ha sintetizzato in alcune cifre il bilancio del lavoro fatto in Abruzzo: oltre 1300 contratti firmati, 2 contratti risolti con due imprese sulla base delle disposizioni del Prefetto.
«Seguiamo il criterio della tracciabilità. Quindi in tutti i contratti firmati - ha sottolineato - viene disposto che i pagamenti alle imprese avverranno con assegno su c/c dedicati».
Il sottosegretario si è detto «orgoglioso di essere il responsabile di un gruppo di ragazzi che hanno lavorato senza un attimo di pausa e di riposo: l'età media del nostro personale è la più bassa nella Pubblica amministrazione».
Quanto alle critiche ricevute per la pubblicazione su due quotidiani, prima ancora che il decreto venisse convertito, dell'avviso per la ricerca di due figure dirigenti, Bertolaso si é giustificato osservando che la norma del provvedimento assegna appena 90 giorni, un tempo troppo breve per espletare tutte le formalità di rito.
Un'ulteriore precisazione, che assomigliava tanto a un sassolino nella scarpa, Bertolaso l'ha fornita sulle procedure seguite dalla Protezione.
«Non c'é ordinanza di protezione civile - ha scandito - che non sia stata richiesta dagli enti locali interessati. La protezione civile è infatti materia concorrente. Possiamo portare una richiesta di emergenza in Consiglio dei ministri solo se c'é una richiesta specifica di una Regione. Se noi adottassimo una richiesta di emergenza senza che questa sia venuta da una Regione, potrebbe essere cancellata da un ricorso al Tar».
Ultimo punto: il doppio incarico e, quindi il doppio emolumento in quanto capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio. «E' noto a tutti - ha detto Bertolaso - che per quello che mi riguarda non ho chiesto nulla. Sono stato capo della Protezione civile a livello tecnico e sono orgoglioso di aver fatto questo lavoro. Do il mio parere favorevole, a nome del governo, all'emendamento presentato dai senatori Zanda e Gasbarri con il quale si chiede di abolire il doppio emolumento».
Per quanto riguarda infine la Croce Rossa, Bertolaso, preoccupato dell'immagine di una Protezione civile onnivora, ha spiegato che «é stata la stessa CRI a chiedere di esser messa sotto la vigilanza del dipartimento e non noi ad avanzare richiesta».
04/02/10 11.07