Chiodi e Cialente: «adesso al via la ricostruzione leggera»

Alessandro Biancardi

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Chiodi e Cialente: «adesso al via la ricostruzione leggera»
L'AQUILA. Primi decreti firmati dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo.
Si tratta della istituzione della struttura di gestione dell'emergenza Sge e della struttura tecnica di missione.
Quest' ultima sarà coordinata dall'ex direttore generale dell'Ance, Gaetano Fontana, che assume ufficialmente l'incarico dopo essere stato per alcuni mesi consulente della Regione.
I due provvedimenti sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila.
La struttura del commissario è composta da tre macroaree: la Struttura per la gestione dell'emergenza (Sge), la Struttura tecnica di missione (Stm) e il Provveditorato alle Opere pubbliche, quest'ultimo come soggetto attuatore.
Il primo decreto costituisce la Struttura per la gestione dell'emergenza (Sge) composta da cinque aree funzionali ed una struttura di supporto, con personale della Regione Abruzzo, del Comune dell'Aquila e personale co.co.co. proveniente dalla Protezione civile nazionale. Il tavolo di coordinamento delle cinque aree funzionali è diretto da Carlo Visca, già direttore Protezione civile Abruzzo. All'interno della Sge sono individuate l'area tecnica (responsabile Vincenzo Antenucci), l'area infrastrutture (Altero Leone), l'area volontariato (Federico D'Aulerio), l'area amministrativo-contabile (Antonella Di Felice) e l'area comunicazione-stampa e Urp (Carlo Gizzi).
Il secondo decreto costituisce la Struttura tecnica di missione (Stm), nominando coordinatore l'architetto Gaetano Fontana.
La struttura sarà composta da non più 30 unità di personale, di cui la metà proveniente da pubbliche amministrazioni o enti locali e l'altra metà con "avviso finalizzato a reclutare personale laureato con il massimo dei voti e di età non superiore ai 40 anni" con contratto a tempo determinato.

TROPPI INCARICHI, ARRIVA IL TETTO

«Per evitare che la cosiddetta ricostruzione leggera sia rallentata dai troppi incarichi presi da tecnici ed imprese stiamo pensando ad una norma che stabilisca un tetto per ogni azienda ed ogni professionista», hanno spiegato Chiodi e Cialente. L'eccessivo numero di incarichi in mano ad alcuni professionisti è stato finora uno delle cause del mancato avvio della cosiddetta ricostruzione leggera.
Da una stima emerge che sono 15 mila nel cratere del terremoto e 10 mila all'Aquila gli interventi da fare per il recupero di immobili B e C danneggiati dal sisma.
«Con queste cifre ci sarà lavoro per tutta Italia - ha proseguito Chiodi -, e se questi sono i numeri a maggior ragione é necessario stabilire un tetto massimo».
Intanto sei squadre di tecnici comunali stanno effettuando controlli sui lavori relativi alle ristrutturazioni di condomini con danno classificati B e C, i cui proprietari hanno avuto l'autorizzazione definitiva e l'ufficiale autorizzazione all'erogazione del finanziamento statale.
Infatti la cosiddetta ricostruzione leggera non è ancora decollata.
«Bisogna che chi ha avuto l'autorizzazione cominci i lavori - spiega Cialente -, ho sentito di proteste da parte dei progettisti nei confronti delle imprese. A noi tutto ciò non interessa, i lavori devono partire ed essere gestiti secondo le norme».
In particolare, le sei squadre devono controllare se c'é rispondenza tra la realizzazione in corso e il progetto, se c'é rispondenza tra la perizia ed i danni effettivi e poi il rispetto dei tempi. In riferimento a quest'ultimo aspetto, la norma prevede che i lavori devono cominciare dopo 7 giorni l'autorizzazione definitiva e che si concludano entro sei mesi per le B ed entro sette per le C.

CIALENTE: «SONO OTTIMISTA»

«Ritengo si sia raggiunto un equilibrio tale da poter lavorare al meglio», ha detto ancora Cialente. «Gli strumenti ci sono, il mio augurio, oggi, va a tutte le amiche e gli amici chiamati a guidare questi grandi tavoli cui spetteranno delle forti responsabilità».
«Io sono molto ottimista su quello che ci aspetta e credo che avremo la possibilità di farlo», ha continuato.
«Mi hanno colpito molto le parole di Silvio Berlusconi – ha concluso Cialente - venerdì scorso, nel momento in cui ha affermato che, mentre fino a poco fa ci sono stati un commissario, Bertolaso, ed un vice commissario, il Prefetto Gabrielli, governativi, ora queste due figure passano a due persone abruzzesi e, soprattutto, elette democraticamente. Tutto questo, ora, ci impegna doppiamente, perché dobbiamo rispondere anche quelle persone che al momento del voto hanno confidato nelle nostre capacità. Le nostre responsabilità, sono, pertanto, doppie».

PEZZOPANE: «ORA APRIRE UN CONFRONTO»

«Prima di approvare le linee guida è opportuno riaprire il confronto con Comuni, Provincia ed ordini professionali per definire una strategia, un modello per la ricostruzione: il commissario Chiodi è ancora in tempo per farlo», ha chiesto però la presidente della Provincia Stefania Pezzopane
«L'ordinanza n.3833 sulla nuova gestione post terremoto - ha spiegato - affida importanti compiti di pianificazione alla Provincia dell'Aquila, che viene indicata anche come soggetto attuatore. Come viene specificato nell'articolo 2 del documento, i sindaci devono assicurare la pianificazione del territorio, sentito il presidente della Provincia e d'intesa con quest'ultimo».
«Vanno chiarite e definite - ha aggiunto - ad esempio, alcune idee forza: ricostruire tutto dov'era e com'era, oppure, come ritengo più opportuno, ricostruire meglio di com'era, introducendo alcuni elementi d'eccellenza e di modernità nel tessuto dei centri storici? La ricostruzione deve diventare un'opportunità preziosa, per fare dell'Aquila e dei Comuni del cratere centri d'innovazione tecnologica. La vera scommessa per il futuro sarà quella di conciliare storia e tradizione del territorio con la moderna tecnologia e con le forme della moderna architettura».

03/02/2010 16.50