Terremoto, 35 mln per le imprese. Ecco chi può fare domanda

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ammontano a 35 milioni gli euro a disposizione delle Piccole e medie imprese e dei titolari di partita Iva produttori di reddito per la ripresa dell'attività economica interrotta a causa del terremoto del 6 aprile. * «ANNULLARE L'APPALTO SUI MAR» * UNIVERSITÀ L’AQUILA: SALGONO A 291 I POSTI-LETTO PER STUDENTI





La misura è stata illustrata stamane dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, insieme con l'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, e al responsabile del Servizio attività internazionali della Regione Abruzzo, Giovanna Andreola.
Si tratta, in sostanza, della rimodulazione di alcuni fondi Por-Fesr effettuata dalla Giunta regionale all'indomani del terremoto.
Il bando, che riguarda le imprese e titolari di partita Iva che al 6 aprile avevano e continuano ad avere sede nei comuni del cratere, rimarrà aperto fino al 15 marzo e i fondi, ha assicurato il presidente Chiodi, «verranno messi in circolazione entro 60 giorni dall'accettazione delle domande di ristoro».
«Sono risorse - ha spiegato meglio il presidente Chiodi - che sono a disposizione di aziende che hanno registrato danni a seguito del terremoto e che attingendo da questo fondo hanno possibilità di ripresa dell'attività economica e commerciale garantendo almeno il 50% dei livelli occupazionali registrati prima del terremoto».
Il presidente ha poi annunciato che «presto arriveranno altri 11 milioni di euro che riguarderanno un percorso di attrattività», cioè risorse destinate a quelle attività che vorranno localizzarsi nei comuni del cratere.

CHI PUO' BENEFICIARE

I soggetti beneficiari sono: le imprese, escluse quelle del settore trasporti e della produzione primaria dei prodotti agricoli; i lavoratori autonomi (professionisti, artisti, ecc…); le associazioni, costituite in qualunque forma, purchè svolgano attività economica.
Il bando prevede tre forme di contributi:

A) COPERTURA DEI DANNI, calcolato in riferimento all'ammontare delle spese ritenute ammissibili per i danni subiti ai beni mobili e immobili, ivi compreso le scorte nella misura necessaria alla ripresa economica dell'attività, e in ogni caso per un valore non eccedente il 20% del danno subito dalle stesse scorte;

B) COPERTURA DEI COSTI DI TRASFERIMENTO della sede o dell'unità produttiva. In alternativa a questo contributo il bando prevede la terza tipologia di risarcimento:

C) COPERTURA DEI DANNI SUBITI PER LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DELL'ATTIVITA'.

«È bene chiarire», ha specificato Giovanna Andreola, che «i contributi di cui ai punti A e B/C sono cumulabili e concessi esclusivamente ai fini della riattivazione dell'attività, con l'impregno dei beneficiari al ripristino almeno del 50% dei livelli occupazionali al 6 aprile 2009».
Per quanto riguarda il punto A sono dichiarati ammissibili i danni subiti da beni immobili, fabbricati, opere murarie, i danni subiti da beni mobili quali impianti, macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto solo se direttamente funzionali all'azienda, i danni subiti dalle scorte aziendali. Per i risarcimenti dei danni al punto B sono ammessi: i costi di trasferimento delle attrezzature, i costi di disattivazione e riattivazione di macchinari, nuovi raccordi relativi alle utenze e costi di locazione/acquisto moduli prefabbricati.
Per quanto riguarda infine l'entità del contributo, il bando prevede che il contributo di cui al punto A può essere coperto fino al 100% del valore del danno subito fino a un massimo di 5 milioni di euro; il contributo di cui al punto B, è pari al 100% del costo del trasferimento dell'attività, ivi compresi quelli per il rientro nella sede originaria: tale contributo non potrà in ogni caso eccedere la misura di 100 mila euro e i contributo di cui al punto C, concesso per un periodo di tempo non superiore alla data di ultimazione dei lavori di riattivazione, è pari al 100% dei mancati redditi non conseguiti dall'impresa durante la sospensione: in ogni caso il contributo non potrà eccedere la misura di 500 mila euro.

LA RICOSTRUZIONE FA CAPO AL GOVERNO

«La ricostruzione fa ancora capo al Governo nazionale», ha poi specificato Chiodi. «Io e il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, è bene precisare, siamo commissario e vicecommissario governativi per la ricostruzione». «Dico questo - ha aggiunto Chiodi - per chiarire che la ricostruzione non è passata dal Governo alla Regione, come è stato erroneamente detto e scritto in questi giorni, ma che il Governo è ancora presente tramite le due figure governative del commissario e del vicecommissario e questo sta a significare che questa situazione assume una straordinarietà tale che investe l'intero Paese. Voglio inoltre chiarire che noi da oggi stiamo lavorando con una struttura che sarà commissariale».
Tale struttura, ha precisato Gianni Chiodi, «sarà composta di 98 persone che sono state già selezionate dalla Protezione civile in base a carattere esclusivamente meritocratico e oggi verranno confermati. Poi - prosegue il Commissario alla Ricostruzione - ci sarà una struttura tecnica di missione che sarà composta da 30 persone, che verranno prese in parte da diversi ministeri e in parte da una selezione pubblica. Ed infine ci sarà la struttura del Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà di fondamentale importanza in quanto soggetto attuatore. Accanto a queste strutture tecniche - ha concluso Chiodi -ci saranno poi le cabine di regia delle istituzioni e degli agenti sociali che avranno una funzione essenzialmente di strategia e di condivisione dei programmi».

01/02/2010 14.49

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«ANNULLARE L'APPALTO SUI MAR»

L'AQUILA. Domani i consiglieri Luigi D'Eramo (La Destra) Enrico Perilli (Rifondazione Comunista) Francesco Valentini (PD), Luigi Faccia (L'Aquila Città Unita) Giuseppe Bernardi (Sinistra per L'Aquila) presenteremo una Mozione urgente con la quale si chiede l'annullamento della gara d'appalto che ha portato alla individuazione di alcune ditte che dovrebbero realizzare gli insediamenti MAR (moduli abitativi removibili).
«Troppe sono le ombre che emergono dall'iter amministrativo messo in atto dall'Amministrazione Comunale», dicono i consiglieri. «Un'operazione da 44 milioni di euro che sembrerebbe solo un grande affare per gli imprenditori che hanno vinto la gara».
«Incomprensibili», secondo i richiedenti, «i motivi che hanno spinto l'Amministrazione Comunale a pubblicare un bando senza criteri di selezione, a rinunciare all'individuazione dei terreni su cui posizionare i MAR, a rinunciare a stabilire il prezzo che la pubblica amministrazione dovrà pagare all'imprenditore (34 euro al giorno a persona), ad estromettere il Settore Urbanistica naturale deputato alla pianificazione, a scavalcare il Consiglio Comunale, a sostenere il fatto che il Provveditorato alle Opere Pubbliche dovrà pagare l'urbanizzazione dei terreni privati con i soldi pubblici (si ipotizza una spesa di circa 16 milioni di euro)».
«Ancora più sconcertanti» sarebbero per i consiglieri «gli accordi extra bando sottoscritti tra il Comune de L'Aquila e le imprese con i quali si stabilisce che tutti i costi per l'allaccio di acqua, luce, gas saranno a carico della Pubblica Amministrazione e che se il Provveditorato alle Opere Pubbliche creerà dei ritardi sulla consegna dei lavori per la costruzione dei sottoservizi la Pubblica Amministrazione risarcirà le imprese per il mancato guadagno».
«Non meno imbarazzanti», scrivono ancora nell'interrogazione, «sono gli accordi verbalizzati pre bando tra l'Amministrazione Comunale ed un imprenditore con il quale ci si accorda sulla disponibilità ad offrire al Comune terreni agricoli a fini alloggiativi. Restiamo fermamente convinti dell'opportunità di insediare moduli abitativi removibili per ospitare gli Aquilani rimasti senza casa. Ci saremmo aspettati che l'Amministrazione Comunale identificasse aree collettive o che procedesse ad esproprio, come avvenuto per il progetto CASE e MAP e che la gestione delle casette MAR fosse in capo al Comune che avrebbe potuto incassare i 34 euro al giorno di rimborso ad personam ospitata, soldi da destinare alla ricostruzione piuttosto che finire nei ricchi conti correnti di qualche imprenditore».

01/02/2010 15.02

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UNIVERSITÀ L'AQUILA: SALGONO A 291 I POSTI-LETTO PER STUDENTI


L'AQUILA. Il rettore di Orio: «L'impegno della nostra Università è quello di arginare il fenomeno sempre più ampio del pendolarismo».
Dopo le decisioni del senato accademico e del consiglio di amministrazione, l'Ateneo dell'Aquila, mette a disposizione dei propri studenti fuori-sede, ulteriori 80 posti-letto nell'ex Scuola Superiore “G.Reiss Romoli” di Coppito, attuale sede del Rettorato e della Facoltà di Economia.
I nuovi posti-letto si aggiungono ai 211 già affidati in gestione dall'Università all'Adsu (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari della Regione Abruzzo) fin dallo scorso mese di novembre, all'interno della stessa struttura.
«E' questo finora l'unico complesso residenziale studentesco presente in città, a gestione totalmente pubblica – afferma il Rettore dell'Ateneo aquilano, Ferdinando di Orio - La nostra Università si conferma come l'unico ente che concretamente sta rispondendo al bisogno di residenzialità della popolazione studentesca. Al di là delle polemiche di questi giorni, sottolineo che gli alloggi consegnati all'Adsu risultano in condizioni di garantita sicurezza. Gli edifici interessati sono stati sottoposti ai necessari restauri post-sisma, per il ripristino delle loro normali condizioni di agibilità»
Va ricordato che, sempre l'Università dell'Aquila, in risposta al crescente fabbisogno di servizi e infrastrutture per studenti, le cui iscrizioni hanno superato quota 20.000 unità, sta dando seguito a quanto deliberato durante l'estate scorsa, in merito all'avvio di un ‘project-financing' per la realizzazione diretta di 700 alloggi per studenti, su terreni di proprietà dell'Ateneo.
«Mi auguro che ai tanti sforzi profusi dalla nostra Università – prosegue di Orio - corrisponda un altrettanto concreto contributo da parte della Protezione Civile, del Comune dell'Aquila e dell'Adsu che ad esempio, in occasione della Conferenza dei Servizi sulla Residenzialità Studentesca, svoltasi a L'Aquila lo scorso anno, si sono impegnati a realizzare alloggi presso la Caserma Campomizzi, moduli abitativi provvisori e servizi-mensa per gli studenti, che non risultano ancora disponibili.
L'Università, pur non avendo competenze in materia, continuerà a vigilare sulle modalità e i tempi di attuazione di questi progetti, dato che la sua principale preoccupazione è da sempre la tutela degli interessi degli studenti, molti dei quali, purtroppo, continuano ad essere pendolari rispetto alle strutture didattiche dell'Ateneo, provenendo da luoghi anche lontani dalla città dell'Aquila».

01/02/2010 15.02