Berlusconi: «ricostruzione lunga e difficile». E la terra trema ancora

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nuova scossa di terremoto questa mattina di intensità 2.6. Intanto ieri in città Berlusconi ha spiegato che «la ricostruzione sarà lunga e difficile, anche se ci metteremo mano da subito». * «NON CI SONO CASE PER SINGLE E ANZIANI»





L'AQUILA. Nuova scossa di terremoto questa mattina di intensità 2.6. Intanto ieri in città Berlusconi ha spiegato che «la ricostruzione sarà lunga e difficile, anche se ci metteremo mano da subito».




* «NON CI SONO CASE PER SINGLE E ANZIANI»








Il premier è arrivato ieri pomeriggio a Coppito per partecipare al passaggio di consegne tra il Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e il presidente Chiodi, nominato commissario ad acta per la ricostruzione.
Tutte le competenze passano quindi dal Governo alla Regione e per il 'disoccupato' Bertolaso (che dovrebbe rimanere per un anno ancora alla Protezione Civile) Berlusconi sta pensando già ad un futuro da ministro. Di che dicastero non è ancora chiaro.
«Dopo quello che ha fatto qui a L'Aquila, il minimo che possiamo fare per Guido Bertolaso e' di nominarlo subito ministro», ha detto ieri il premier.
Il diretto interessato ha assicurato di essere caduto dalle nuvole: «l'ho sentito anche io adesso come tutti. Non ne so nulla», ha detto rispondendo alle domande dei cronisti, che gli chiedevano se fosse a conoscenza dell'investitura.
Berlusconi ha parlato anche della ricostruzione: «vogliamo che parta subito un piano di rilancio economico», ha detto, «e inviterò a Roma il Commissario e i vice Commissari dei comuni colpiti, per varare un vasto progetto e aiutare chi opera nel mondo del lavoro dell'impresa».
«Questo e' un impegno - ha aggiunto Berlusconi - perchè dopo aver superato questa prima difficile fase ci troviamo di fronte ad una seconda e ad una terza fase che sono ancora più impegnative. Ma tutto quello che e' stato fatto - ha concluso - e' la dimostrazione che noi siamo un grande popolo e quando ci vogliamo bene e operiamo con amore siamo capaci di fare cose straordinarie e mirabili». Non sono mancate stoccate a «troppi giornali» che per il premier sono «fabbriche di invidia e odio».
«Gli italiani sono brave persone che si vogliono bene, quando riusciamo a volerci bene facciamo cose straordinarie e non quello che leggiamo in troppi giornali, fabbriche di invidia sociale e di odio».

CHIODI: «CE LA FAREMO»

«Si apre oggi una fase difficile e impegnativa», ha detto invece Chiodi.
Rivolgendo un caloroso ringraziamento al presidente del consiglio per l'opera svolta dalla protezione civile e da tutto il governo, Chiodi ha detto che «mai, prima di ora, un capo di governo è stato così vicino alla popolazione colpita da una tragedia, affrontando tutte le situazioni con passione e curando tutti i particolari nelle operazioni di emergenza».
«Qui all'Aquila si è vista la politica del fare e della concretezza», ha aggiunto il governatore che parlando del futuro e della ricostruzione ha detto che la seconda fase della ricostruzione «non vedrà solo un uomo al comando, ma una squadra, sullo stile di quella della protezione civile nazionale, composta da tutti i sindaci, i sovrintendenti, gli enti locali e tutte le componenti sociali e civili interessate alla ricostruzione».
La cerimonia si è conclusa sulle note di “Domani” la canzone scritta dai diversi cantanti italiani pochi giorni dopo il terremoto e interpretata per l'occasione da Claudio Baglioni, accompagnato dai ragazzi abruzzesi e da tutti i protagonisti dell'emergenza e della ricostruzione: il presidente del Consiglio, Guido Bertolaso, le autorità locali, i sindaci del cratere con la fascia tricolore, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa, le Forze Armate.
Nonostante il passaggio di consegne, la Protezione Civile non lascia definitivamente l'Abruzzo: uno staff del Dipartimento affiancherà infatti per qualche settimana la nuova struttura di coordinamento istituita del neo commissario Chiodi.

STAMATTINA UNA NUOVA SCOSSA

E intanto stamattina è stata registrata una nuova scossa sismica in provincia dell'Aquila.
L'evento - spiega un comunicato del Dipartimento Protezione civile - è stato avvertito dalla popolazione nei comuni di Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Vallecupa.
Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento, non risultano danni a persone o cose.
Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico si è verificato alle ore 07.28 con magnitudo 2.6.

RISOLTO GIALLO DEI DOCUMENTI

Intanto è certo che si è risolto il giallo dei documenti sulla complessa storia realizzativa dell'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila, non ritrovati nei mesi scorsi dalla Procura della Repubblica, impegnata a indagare sulle cause del crollo e delle lesioni che hanno portato all'inagibilità della struttura poche ore dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Alcune porzioni dei due faldoni sono state acquisite nei locali dell'ospedale San Salvatore, altre in quelli del Genio Civile. Ora i consulenti possono chiudere la perizia e il procuratore capo, Alfredo Rossini, procedere ad aprire un altro filone di indagine, con l'emissione di avvisi di garanzia nei confronti dei presunti responsabili di omissioni ed errori che avrebbero potuto causare i crolli. L'ospedale è stato progettato negli anni '70 e realizzato in varie fasi in oltre trent'anni caratterizzati anche da inchieste della magistratura. Proprio per la mancanza di documenti, la Procura, che ha anche pensato a una sparizione dolosa, ha dovuto rinviare la definizione dell'indagine e le iscrizioni nel registro degli indagati di progettisti, tecnici e amministratori.
La richiesta di documentazione era stata formulata al precedente direttore generale della Asl, Roberto Marzetti.
E' stato il nuovo manager, Giancarlo Silveri, a contribuire a sbloccare la vicenda: il manager, infatti, una volta letta la notizia sugli organi di stampa, ha contattato la Procura mettendosi a disposizione.
I documenti sono stati quindi acquisiti dalla Procura.

30/01/2010 10.16

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«NON CI SONO CASE PER SINGLE E ANZIANI»


PAGANICA. Nei giorni scorsi l'associazione “salviamo Paganica” ha indetto una assemblea pubblica invitando la Protezione Civile (non presente), il Comune e la circoscrizione e usi civici, per avere dei chiarimenti riguardo la sistemazione dei nuclei familiari mono componenti, (la maggiore sono anziani).
«Dopo una discussione molto animata da parte di tanti cittadini che chiedevano spiegazioni e risposte in merito al fatto che per i singoli non c'erano attualmente posti disponibili nelle strutture del progetto C.a.s.e. e map», racconta Giuseppe Russo, «si e' potuto constatare che non c'erano risposte e che gli organi competenti. Secondo la protezione civile i singoli se ne possono stare tranquillamente nelle strutture alberghiere, perché per loro non sono stati previsti appartamenti di tipo mono familiare e che quindi resteranno dove sono o al massimo per chi sta sulla costa o distante dall'Aquila verranno spostati in strutture più vicine….questo e' la risposta della “protezione civile” a queste esigenze».
«E' una vergogna», continua Russo, «si parlava dopo il terremoto che le persone piu' indifese sarebbero state le prima a essere sistemate».
I cittadini si chiedono come mai la protezione civile «quando ha emanato il bando per la costruzione del progetto C.a.s.e e Cap, non si è preoccupata di verificare che all'interno del progetto ci fossero la disponibilità di alloggi adeguati a tale esigenze sapendo che esistevano i nuclei mono familiari, sapendo che erano un buon numero ovvero più di mille?».
Paganica ha avuto una maggiorazione di piastre per il forte numero di richieste di alloggi da parte dei nuclei familiari; «si poteva prevedere che in questi nuclei esistevano anche singoli e coppie?»
«Attualmente da noi», continua Russo, «ci troviamo in una situazione di occupazione degli alloggi per 3 persone che sono per la maggiore cittadini non residenti di Paganica, ma Paganica non era un paese vincolante? Si doveva salvaguardare la territorialità di questa zona. Come si fa a riprendere la cultura e le tradizioni del nostro paese in queste condizioni?»

30/01/2010 10.23