Sfollati fuori dal cratere, Sebastiani continua lo sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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SULMONA. «Proseguirò lo sciopero della fame finché non vedrò risultati concreti: gli sfollati sono tutti uguali».
Lo ha detto Rosanna Sebastiani, quarantacinquenne sfollata di Sulmona che digiuna da 23 giorni, per dare visibilità a quanti risiedono nei Comuni non compresi nel cratere del terremoto e quindi esclusi dai benefici per le aree che abbiano subito danni.
Nel corso della seduta di ieri del Consiglio regionale, a Pescara, la donna ha portato il suo caso e quello dei duemila terremotati della Valle Peligna all'attenzione del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
Si attende ancora la pronuncia del Tar sul ricorso presentato da alcuni Comuni, tra cui Sulmona, esclusi dalla lista.
«Il Presidente Chiodi conosce la situazione della Valle Peligna – ha detto la donna -, ma quando gli ho mostrato i numeri forniti dal Com è saltato sulla sedia. Quindi gli ho chiesto di scindere il ruolo di presidente della Regione da quello di commissario per la ricostruzione, affinché risolva il problema degli sfollati invisibili».
Sebastiani parteciperà, insieme ai sindaci dei Comuni esclusi dal cratere, a un incontro con i membri della seconda commissione del Consiglio regionale, ai quali spetterà il compito di stilare un documento programmatico con le richieste da avanzare alla Giunta Chiodi.
«Non esistono Comuni di serie A ne' di serie B»: ha detto sempre ieri la delegazione dei sindaci e dei rappresentanti dei comuni posti al di fuori del cratere del terremoto.
La delegazione, accompagnata dai consiglieri del Pd, Giuseppe Di Pangrazio, Marinella Sclocco e Claudio Ruffini, ha incontrato ai margini del consiglio regionale il Presidente Chiodi al quale ha lamentato la disparità di trattamento ricevuta da taluni comuni rispetto a quelli del comprensorio aquilano.
I rappresentanti dei Comuni - tra i quali il sindaco di Bolognano, Silvina Sarra, il sindaco di Catignano, Francesco Lattanzi, il primo cittadino di Manoppello, Gennaro Matarazzo, l'assessore all'urbanistica di Penne, Ennio Napoletano, il sindaco di Crognaleto, D'Alonzo, quello di Vallecastellana, Esposito, Gabriele Monosse, sindaco di Cortino, il sindaco di Campli, Gabriele Giovanili, - hanno sottolineato al Presidente della Regione le pesanti difficoltà che si trovano ad affrontare le popolazioni dei rispettivi comuni, costrette a fare i conti con i danni del terremoto senza per questo poter accedere ai benefici previsti per le municipalità ricomprese nel cratere del sisma del 6 aprile.
Chiodi ha invitato i rappresentanti dei comuni a far pervenire delle proposte concrete stilate sulla base di reali necessità, ribadendo il suo impegno anche presso le autorità locali, affinché vengano accolte le richieste, soprattutto in materia socio-assistenziale, da parte dei singoli cittadini. «Nessun comune è figlio di un dio minore - ha dichiarato Chiodi - semplicemente abbiamo dovuto agire sulla base delle priorità e delle emergenze emerse dalla ricognizione operata dagli uffici tecnici e dagli esperti della Protezione Civile. Ma la Regione non intende lasciare da parte nessuno».
27/01/10 10.23


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