Inchiesta crolli: rabbia e fretta per scongiurare il processo breve

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4453

Inchiesta crolli: rabbia e fretta per scongiurare il processo breve
L'AQUILA. Due sit-in di protesta contro il processo breve sono stati promossi all'Aquila dal Comitato familiari vittime della Casa dello studente il 28 e il 30 gennaio prossimi. * PEZZOPANE: «IL NOSTRO DRAMMA NON E' RISOLTO» * L'AQUILA, ORA SI PENSA ANCHE ALLE STRUTTURE SPORTIVE
Quella che si sta delineando è una vera sciagura per chi ha perso persone care e potrebbe veder chiudere il processo con un nulla di fatto.
In una nota, il Comitato chiede agli italiani di opporsi al disegno legge «sul processo breve, già passato in Senato e in procinto di approdare alla Camera, che vanificherebbe il diritto alla chiarezza alla giustizia; un diritto che riguarda tutti».
C'é preoccupazione da parte dei membri del Comitato, che da oltre un mese hanno avviato una petizione nazionale contro il disegno di legge, perché il processo breve, scrivono, «vanificherebbe il lavoro di inchieste complesse in corso di svolgimento all'Aquila, a seguito del sisma» del 6 aprile 2009.
Così accadrebbe non solo per i processi in corso che riguardano il presidente del Consiglio (Mills, compravendita dei diritti TV ecc...) ma, ed è molto più grave, per decine di migliaia di procedimenti che vedono come parte lesa migliaia di italiani: si pensi solo ai i crack di Parmalat e Cirio, la scalata alla Banca Antonveneta e Bnl, le morti bianche alla Thyssen, i morti per l'amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano.
E poi reati contabili e societari.
Stessa sorte per inchieste complesse in corso di svolgimento a L'Aquila, come quello per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale, ma anche per i crolli di altri numerosissimi palazzi, tomba di decine e decine di persone, rispetto ai quali devono ancora prendere avvio le inchieste.
Si indaga, per i primi due crolli, per omicidio e disastro colposo, reati puniti da Codice con una pena fino a 10 anni.
In questo modo le inchieste rientrerebbero nel processo breve e sarebbero destinate a perdersi per strada.
Il risultato? Resterebbero impuniti i colpevoli e coloro che sono stati colpiti da lutti strazianti ed non medicabili non avranno più giustizia.
Fissare tempi contingentati per celebrare le cause, senza fornire strumenti e risorse alle procure, significa condannare alla prescrizione dei processi importanti.
«La lunghezza degli stessi», ricordano i parenti delle vittime, «va imputata sia alle mancanze di risorse per poterli celebrare in maniera più' efficiente, sia alla mancanza di una legislazione che possa realmente snellirli».
E' della settimana scorsa la notizia di un provvedimento del ministro Alfano circa tagli sul personale giudiziario che andranno ad interessare i maniera rilevante anche il tribunale de L'Aquila.
«Che senso ha una scelta del genere specie per quanto riguarda la Procura de L'Aquila, che sta affrontando una enorme mole di lavoro in un contesto di assoluta criticità'? Come si pensa di accelerare l'iter dei processi se si riducono risorse umane?», chiedono i parenti delle vittime.
«Chiediamo a tutti coloro che nel nostro Paese hanno a cuore la giustizia di mobilitarsi e di essere al nostro fianco affinché' venga scongiurata quella che l'Associazione Nazionale Magistrati ha definito “una tragedia per il mondo del diritto”».

PROBABILE IN LUGLIO UDIENZA CROLLO CASA STUDENTE

Intanto si pensa che entro il prossimo mese di luglio, ad un anno e tre mesi circa dal sisma del 6 aprile scorso, potrebbe svolgersi l'udienza preliminare per il crollo della casa dello studente, il primo filone della maxi inchiesta della Procura della Repubblica sul terremoto.
Di conseguenza si potrebbe sapere chi tra i 15 indagati sarà processato per uno dei casi simbolo del sisma aquilano visto che nella struttura residenziale universitaria sono morti otto giovani.
Se la scadenza dovesse essere rispettata, allora si dovrebbe parlare di tempi record; in situazioni analoghe all'udienza preliminare si arrivò infatti dopo anni.
Solo la velocità della Procura dell'Aqula potrebbe così permettere di superare l'ostacolo del processo breve.
Secondo quanto si è appreso da fonti interne alla Procura dell'Aquila, il programma prevede che nelle prossime settimane, il procuratore capo, Alfredo Rossini, invierà i provvedimenti di richiesta di rinvio a giudizio al Gup e quelli di proscioglimento al Gip.
Per il crollo della casa dello studente sono indagate 15 persone, tra cui quattro eredi in rappresentanza di personaggi scomparsi.
Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni: la procura ha notificato a dicembre l'avviso di conclusione delle indagini confermando la condizioni di indagati per le 15 persone entrate inizialmente nell'inchiesta.
In questi giorni Rossini ed i suoi colleghi stanno verificando le memorie difensive e le documentazioni presentate dai presunti responsabili a loro discolpa; a tale proposito, l'atto conclusivo potrebbe essere l'interrogatorio dell'ex presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell'Aquila, Luca D'Innocenzo, assessore dimissionario al Comune dell'Aquila, chiesto dal suo legale Fabio Alessandroni in sede di consegna della memoria difensiva seguita alla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini. L'interrogatorio non é stato ancora calendarizzato.

QUARTO FILONE INCHIESTA, AVVISI A FEBBRAIO
Sarà invece il crollo del palazzo di via Gabriele D'Annunzio, all'Aquila, dove ci sono state sette vittime, il quarto filone della maxi inchiesta.
Questo caso introdurrà la serie di provvedimenti da parte della Procura della Repubblica sui crolli nel centro storico dove ci sono stati più vittime.
Ma anche se i consulenti hanno ormai definito la perizia, gli avvisi di garanzia ai presunti responsabili non saranno inviati prima della metà di febbraio.
La procura è impegnata infatti nella definizione del filone sulla casa dello studente per le procedure relative all'invio delle richieste di rinvio a giudizio al Gup e di proscioglimento al Gip.
Per i crolli dei condomini nel centro storico, secondo quanto si è appreso, i rilievi dei consulenti nominati dalla procura avrebbero evidenziato responsabilità umane nella filiera costruttiva.

25/01/2010 9.00
[pagebreak]

PEZZOPANE: «IL NOSTRO DRAMMA NON E' RISOLTO»


ACQUASPARTA (TERNI). «Far credere che il dramma delle tante famiglie dell'Aquila e dei tanti borghi della provincia distrutti dal terremoto del 6 aprile scorso sia risolto, è profondamente sbagliato e demotivante».
Lo ha detto sabato scorso nel suo intervento all'Assemblea nazionale dell'associazione Articolo 21 (associazione per la difesa della libera informazione) in corso ad Acquasparta il presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane.
La presidente ha quindi lanciato un appello ai direttori delle testate giornalistiche italiane affinché non sia abbassata l'attenzione sulla ricostruzione in Abruzzo.
Pezzopane ha elencato i numeri sulla ricostruzione evidenziando la «parzialità dei dati» che ogni giorno vengono trasmessi dalla maggior parte dei media nazionali.
«Evidenziare la riapertura di una bottega nel centro storico, dello svolgimento di una funzione religiosa in una delle chiese della città o fare vedere le strutture assegnate a famiglie che per molti mesi sono stati nelle tende - ha osservato - significa dare una visione parziale, molto parziale, della realtà».
E ancora: «Ci sono giovani coppie che, coraggiosamente e con una intenzione di lanciare un segnale di speranza per il futuro, hanno fatto nascere i loro figli nella città distrutta: tra mille disagi. A questi bambini dobbiamo dare la possibilità di crescere dignitosamente nella loro città, nei loro borghi».
La Pezzopane nei prossimi giorni presenterà un piano straordinario per il lavoro per far fronte all'emergenza occupazionale nel territorio, uno dei drammi più pesanti adesso per il territorio.
Dieci le proposte di interventi per il rilancio dell'economia del territorio. Si va dalla stipula di Accordi di Programma al riconoscimento della ricerca come priorità.
«In questo contesto le professionalità come quelle di Technolabs vanno assolutamente valorizzate. Non si può più consentire a qualche imprenditore spregiudicato di proseguire la politica del "mordi e fuggi". Su questo la Regione e il Governo hanno il dovere di assumere impegni precisi, mantenendo fede alle assicurazioni date dal Ministro Scajola, che prima delle elezioni, a L'Aquila, si proclamò garante del rilancio industriale. Su Finmek L'Aquila e Sulmona, come su altre aziende da tempo in cassa integrazione, va trovata una soluzione industriale concreta e definitiva. Anche per la Reiss Romoli vanno accelerati i tempi e va chiuso subito l'accordo con Telecom. Va rilanciato il ruolo di Abruzzo Engineering. Il progetto della banda larga è quanto mai necessario per consentire le comunicazioni nei piccoli centri, a partire da quelli del cratere. Il centro storico de L'Aquila potrebbe diventare un laboratorio ad alta tecnologia, dotandolo finalmente di reti potenti».
Intanto prosegue ancora la mobilitazione contro la creazione della 'Protezione Civile servizi spa', la società per azioni collegata al Dipartimento della Protezione Civile.
Su invito di alcuni comitati sorti dopo il sisma del 6 aprile 2009 - come il "3e32" - alcune decine di persone si sono riunite all'auditorium Carispaq per discutere sul decreto legge 30 dicembre 2009 che sancisce la costituzione della Protezione civile servizi Spa.
«Mentre si afferma che tutto ciò viene fatto per garantire un risparmio di tempi e risorse - spiegano i promotori della mobilitazione -, ciò risulta uno dei tanti fenomeni di privatizzazione all'italiana. Si costituisce una Spa a capitale interamente pubblico, che può di fatto agire da general contractor: si privatizza così la gestione delle emergenze».
Gli organizzatori dell'incontro hanno poi reso noti quelli che secondo loro sono stati costi per l'assistenza alla popolazione: «800 milioni del Progetto Case (esclusa Iva ed espropri) e 90 per i Moduli abitativi provvisori (Map). Ci sono poi 126 milioni per l'assistenza in tendopoli, cui vanno aggiunti 5 milioni per il disimpianto dei campi e, infine, 194 milioni impiegati per la popolazione assistita negli alberghi».
25/01/2010 9.00

[pagebreak]

L'AQUILA, ORA SI PENSA ANCHE ALLE STRUTTURE SPORTIVE

L'AQUILA. Migliorare le strutture sportive esistenti, realizzarne altre e razionalizzare gli spazi.
E' quanto prevede il progetto "Linee guida per la razionalizzazione e lo sviluppo degli impianti sportivi del Comune de L'Aquila" illustrato dal vice sindaco del Comune dell'Aquila, con delega allo sport, Giampaolo Arduini e dal gruppo di lavoro istituito ad hoc per il rilancio delle strutture sportive e delle attività ad esse collegate.
Arduini ha mostrato attraverso delle schede com'era la situazione degli impianti sportivi prima del 6 aprile e dopo l'eventi tellurico in cui gli spazi erano stati occupati dalle tendopoli.
Per Arduini il primo passo e' quello, finita l'emergenza terremoto, di ripristinare lo stato dei luoghi. «E' evidente - ha detto l'assessore comunale allo sport - che occorrono i finanziamenti, occorrono molti milioni di euro e ci aspettiamo in questo senso che la Protezione civile ci sia a fianco come promesso visto e considerato che soprattutto gli impianti sportivi presistenti sono state utilizzate dalla Protezione civile per la sistemazione delle tendopoli».
Per Arduini le linee guida «non sono altro che una traccia per dare alla città finalmente l'attenzione dovuta verso l'impiantistica sportiva».
Tra gli interventi a breve e medio termine (da 1 a 5 anni) quello del campo sportivo di Centi Colella, dove il Cus ha presentato un progetto che prevede tra le altre cose la costruzione di un altro campo insieme alla foresteria per ospitare le squadre. Su Piazza d'Armi oltre al progetto della Onlus "Forza l'Aquila", che prevede la realizzazione di una cittadella dello sport, l'amministrazione comunale avvierà i lavori di risistemazione dei tre campi esistenti. Sul Circolo Tennis, Arduini ha annunciato la disponibilità finanziaria da parte di emigranti svizzeri per farlo diventare di caratura internazionale, puntando ad ospitare la nazionale italiana tennis per la Coppa Davis.
Anche per il Palazzetto dello sport c'è un interesse privato mentre per i campi di calcio e rugby e' stata rimarcata la disponibilità delle federazioni.
L'assessore allo sport al Comune ha ribadito l'importanza che tutti i centri (soprattutto quelli in cui insistono le casette antisismiche del progetto Case) devono essere dotati di strutture sportive. A Cese di Preturo prevista la realizzazioni di una palestra per le arti marziali e campi di calcetto, a Sassa un palazzetto dello sport, una palestra e un campo da rugby, a Bazzano un bocciodromo.
Nel medio lungo periodo prevista la realizzazione a Bagno di un centro di aggregazione giovanile, a Roio altri campi polifunzionali, a Paganica un altro campo da calcio.
Al vaglio dell'amministrazione anche il progetto per la realizzazione di un nuovo stadio a Bazzano.

LA GIUNTA COMUNALE SI AUTOREGOLAMENTA

Intanto la Giunta Comunale si e' dotata, per la prima volta, di un regolamento interno, allo scopo di puntualizzare il suo funzionamento sia sotto l'aspetto dell'attività, che sotto quello dei passaggi procedurali.
Il regolamento, rappresenta pertanto una garanzia, tanto per l'efficacia, quanto per l'efficienza dei lavori di Giunta.
Per uno snellimento dei lavori, ad esempio, e' stato regolamentato il modo in cui una documentazione deve pervenire alla giunta, i tempi e le procedure per ridurre al minimo l'eventualità che, pervenendo il documento in forma errata, la Giunta sia costretta a rinviarlo all'ufficio che l'ha sottoposto alla sua attenzione, con una conseguente perdita di tempo. Regolamentata anche la trasparenza delle deliberazioni di Giunta, che, contestualmente all'affissione all'Albo Pretorio per quindici giorni, verranno inserite nel sistema informatico del Comune.
«L'autoregolamentazione della Giunta - ha commentato il sindaco Massimo Cialente - non solo serve ad assicurare il buon andamento dei lavori ma, anche, a sveltirne i tempi, il tutto sotto l'aspetto fondamentale della trasparenza. I membri di Giunta ma anche quelli del Consiglio Comunale infatti, avranno a disposizione, una chiavetta che il Comune ha acquistato sottoscrivendo un contratto low cost con Telecom, mentre, coloro che ne sono sforniti, verranno dotati di un computer portatile. In tal modo, tutte le decisioni potranno essere trasmettesse in tempo reale, aspetto fondamentale sia sotto il lato dell'immediatezza, sia sotto quello del risparmio della carta, come dettato dalla legge, ma anche dei messi. Trasparenza ed immediatezza dei lavori, lo ribadisco, diventano così - conclude Cialente - regole imprescindibili per Giunta e Consiglio».


A POPOLI RIAPRE PRIMO NEGOZIO DOPO TERREMOTO

Ha riaperto sabato nel centro storico di Popoli, il primo esercizio commerciale, dopo il sisma del 6 aprile scorso che lo ha fortemente danneggiato.
Si tratta di una profumeria, che si affaccia lungo corso Gramsci, situata in un palazzo antico, dichiarato inagibile subito dopo il terremoto, e classificato “b”.
Il negozio può tornare a svolgere la propria attività grazie ad un rapido intervento di ristrutturazione effettuato sull'intero stabile ed eseguito sulla base di un progetto redatto dallo Studio D'Ercole Srl di Pescara, in collaborazione con il geometra Emidio Aloisantonio.
I lavori sono stati realizzati dall'impresa EdilBreda di Scafa.
«Sono molto soddisfatto – ha sottolineato l'architetto Alfredo D'Ercole, progettista dell'omonimo Studio – in quanto la riapertura di questo esercizio commerciale segna un po' anche la ripresa della vita a Popoli, che è stato fra i centri della provincia di Pescara più colpiti dal terribile sisma, avendo riportato danni a molti edifici pubblici, tra cui il palazzo del municipio e gli edifici scolastici, e a chiese e monumenti. Voglio, inoltre, ringraziare per l'impegno profuso l'amministrazione comunale ed il sindaco Castricone».

25/01/2010 9.01