Zona rossa, la Cna: protagoniste della ricostruzione le 1.800 attività bloccate

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Del Re: no ai maxi appalti, il sindaco coinvolga piccole imprese, cittadini, professionisti


Nella ricostruzione del centro storico aquilano occorre tener conto anche dell'orientamento degli oltre milleottocento titolari di attività produttive, che dal 6 aprile scorso hanno dovuto interrompere forzatamente le proprie attività.
Lo afferma il direttore della Cna aquilana, Agostino Del Re, secondo il quale nei diversi modelli prospettati nel dibattito delle ultime settimane (maxi comparti affidati a genaral contractor oppure consorzi con la partecipazione attiva e protagonista dei piccoli proprietari) non è certo indifferente ascoltare l'opinione dei titolari di tante piccole attività artigianali, commerciali, professionali, tecniche, che la furia del sisma ha spazzato via. «Solo un forte protagonismo delle diverse forze della città coinvolte – afferma Del Re – può creare le condizioni per avere un modello di ricostruzione partecipato, condiviso, rapido. Voglio ricordare che nei giorni scorsi le strutture regionali di Cna Costruzioni e altre associazioni di categoria fortemente rappresentative del mondo della piccola e media impresa, diffondendo le proprie “Linee guida” hanno delineato un modello efficace fondato soprattutto sul protagonismo di piccoli proprietari e piccole imprese».
Nella sua nota, il direttore della Cna aquilana ricorda come lo stesso primo cittadino, Massimo Cialente, nei giorni scorsi abbia rilanciato sull'inserto “Edilizia e Territorio” del Sole 24 Ore l'idea di in centro storico ricostruito evitando la logica dei maxi appalti.
«Lo stesso Cialente - dice - deve adesso passare alla fase operativa, coinvolgendo direttamente i diversi protagonisti presenti sul territorio: piccoli proprietari, piccole imprese edili, titolari delle attività un tempo presenti nella “zona rossa”. In questo modo, crediamo possa essere prospettato un modello per la rinascita della città originale e “dal basso”».
Il direttore della Cna del capoluogo ricorda infine come nella sede di via Pescara 2 (centro direzionale Strinella 88) sia operativo e a disposizione di imprese e cittadini l'ufficio di “Affidabita”, il marchio di qualità voluto da Cna Costruzioni a garanzia di un progetto di ricostruzione a “regola d'arte”.

DI CESARE (CGIL), CONSORZI INDUSTRIALI NECESSARI

E c'é preoccupazione da parte del segretario generale della Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, di fronte alla possibilità che il Master plan industriale per la regione possa determinare la liquidazione dei 7 consorzi industriali.
«Abbiamo avanzato perplessità alla Regione Abruzzo - ha spiegato in una conferenza stampa - per quello che riguarda questo Master plan, il documento con cui vengono indicate al governo le priorità per il rilancio industriale. Uno strumento - ha proseguito - essenziale per il terriorio».
Di Cesare rilancia l'importanza dei 3 consorzi della Provincia dell'Aquila, Avezzano, Sulmona oltre a quello del capoluogo, anche di fronte alla crisi occupazionale amplificata dal terremoto. «Abbiamo chiesto un incontro col sindaco dell'Aquila - ha commentato a tale proposito - in città la riorganizzazione del consorzio è tanto importante quanto la ricostruzione del centro storico. Questi consorzi per noi devono continuare a svolgere la funzione per il rilancio del lavoro. Quando noi costruiamo consorzi con infrastrutture forti - ha sottolineato - aumenta la capacità di essere competitivi».
Presenti alla conferenza Sandro Giovarruscio e Umberto Trasatti (Cgil L'Aquila).
«L'Aquila rischia di essere messa da parte - ha detto ancora Di Cesare - quando i fondi del terremoto sono parte integrante del Masterplan. Il masterplan prevede complessivamente 1.873 milioni di euro da spalmare sui prossimi anni, di cui oltre 1 miliardo provengono dall'articolo 10 relativo al terremoto, mentre 154 milioni dai fondi europei e la differenza dai fondi delle imprese».

23/01/2010 9.27