Auditorium dal Giappone, sì al progetto osteggiato di Shigeru Ban

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Entro la primavera L'Aquila avrà un nuovo Auditorium. E' stata infatti sbloccata la proposta di donazione da parte del governo giapponese, arrivata subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

L'accordo, fa sapere la Provincia, è stato sottoscritto a Roma tra lo stesso ente, il Comune dell'Aquila, il Governo giapponese, la Protezione Civile, il Conservatorio "Casella" dell'Aquila, l'architetto Shigeru Ban e l'Università degli studi del capoluogo abruzzese.
Per consentire la realizzazione dell'opera, la Provincia ha messo a disposizione una parte dell'area contigua al nuovo Conservatorio, in via Francesco Savini e gli accessi.
La struttura sarà affidata al Comune e sarà a disposizione per le attività del Conservatorio, del Comune e della Provincia.
Per l'opera, progettata dall'architetto Shigeru Ban, il Giappone ha stanziato 500.000 euro che saranno donati al Dipartimento della Protezione Civile tramite l'Ambasciata del Giappone in Italia.
Nella realizzazione del progetto dell'Auditorium sarà esaminata anche la possibilità della partecipazione di studenti universitari con l'organizzazione e la selezione curata dalla Facoltà di Ingegneria dell'ateneo.
«Prima abbiamo pensato alla didattica con una stretta collaborazione di tutte le istituzioni e con un forte impulso da parte del Presidente e del Direttore del Conservatorio – ha affermato la presidente della Provincia Stefania Pezzopane. Poi non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di dotare il Conservatorio e la città di un Auditorium. Abbiamo chiesto al Governo giapponese di aumentare fino a 600.000 mila euro i fondi, per poter ampliare la struttura e avere un Auditorium in grado di ospitare fino a 300 posti».
Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra gli enti locali: «Grazie alla collaborazione di Comune e Provincia abbiamo portato a casa questo importante risultato per la nostra città».

UN PROGETTO CONTROVERSO CON QUALE INTOPPO

Il progetto offerto dall'architetto giapponese, come si ricorderà, in un primo momento era stato accolto di buon grado dall'Italia tanto che in una visita ufficiale dell'ex primo ministro Taro Aso era stata scattata una foto con il modellino dell'opera e il premier Silvio Berlusconi.
Poi qualcosa non ha funzionato.
La Protezione civile ha avviato così una gara per oltre 5 mln di euro.
Eppure l'architetto arrivò a L'Aquila dieci giorno dopo il sisma, incontrò il prorettore vicario della Facoltà di Ingegneria dell'Aquila, Roberto Volpe, per esporre le proprie intenzioni in favore della città e dell'Ateneo attraverso la sua competenza nella progettazione e nella realizzazione di strutture edilizie in contesti segnati da eventi catastrofici di notevole rilevanza.
Anche se dopo nove mesi adesso la questione sembra finalmente risolta.
19/01/2010 10.21




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