Terremoto, l'Ateneo aquilano regge: 20 mila gli iscritti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2996

L'AQUILA. La fuga non c'é stata e oggi l'Università dell'Aquila può contare, nel primo anno accademico dopo il sisma, su 19.627 iscritti. * EX PRESIDENTE ADSU CHIEDE INCONTRO CON MAGISTRATI
Un risultato più che positivo che conta appena settemila studenti in meno rispetto ai 27 mila dell'anno precedente.
Addirittura entro maggio potrebbero diventare quasi 23.000, una volta conclusa la valutazione di pratiche relative a trasferimenti e specializzazioni.
Un "record", quindi, come sottolinea lo stesso rettore, Ferdinando Di Orio, al quale moltissimi avevano pronosticato una brusca caduta di iscritti e un possibile oblio di quella che rappresenta forse il maggior settore di reddito del capoluogo.
E' vero che c'é stata una diminuzione del 22 per cento delle immatricolazioni (i nuovi iscritti sono 4.952), «ma - afferma il rettore - si tratta comunque di un dato confortante, visto che si vive ancora in emergenza post sisma».
Significa, anche, la scelta di migliaia di studenti di non cambiare ateneo e di voler tornar all'Aquila, dove fino a giugno non si pagano le tasse di iscrizione:»"Mio figlio - spiega all'Ansa un pescarese - la notte del 6 aprile era all'Aquila, si è salvato dal terremoto. Era iscritto al primo anno ed ha voluto tornare. Fa il pendolare, ma prima o poi, quando ci sarà l'opportunità, troverà una casa».
Una scelta confermata da tantissimi altri. Lo conferma lo stesso rettore che aggiunge: «Pochi credevano a una ripresa così immediata della nostra università. Queste cifre testimoniano che gli studenti hanno comunque premiato la qualità della nostra didattica».
Le segreterie registrano 903 iscritti a Biotecnologie, 1.507 a Economia, 4.510 a Ingegneria, 1.931 a Lettere e Filosofia, 3.078 a Medicina e Chirurgia, 2.105 a Psicologia, 2.054 a Scienze Matematiche, fisiche e naturali, 702 a Scienze Motorie e 2.837 a Scienze della Formazione che, addirittura, ha avuto più immatricolazioni del precedente anno accademico: 903 contro 779.
Per ora c'é molto pendolarismo perché le residenze per gli studenti restano il problema principale; e vi sono anche difficoltà per le mense, la viabilità, i trasporti urbani.
Ma, nonostante questo, l'ateneo continua nella sua politica di mantenere a tutti i costi le sedi delle facoltà all'Aquila, non cedendo all'ospitalità offerta da altre città (Celano, Sulmona, Avezzano, Lanciano, Chieti e Pescara), con per il timore che la situazione potesse poi diventare definitiva. «Abbiamo apprezzato la disponibilità - spiega Di Orio - ma abbiamo sempre avuto ben chiaro l'obiettivo di riportare tutto in città per l'inizio del nuovo anno, e così è stato».
Il momento più difficile? «L'assemblea pubblica a Pescara nelle prime settimane dell'emergenza: c'erano madri che mi scongiuravano di trasferire l'università perché temevano per i loro figli. Io ho ribadito che gli studenti sono sempre stati al centro del nostro progetto e che L'Aquila avrebbe mantenuto un servizio d'eccellenza».
«L'Università dell'Aquila», ha detto l'assessore all'Istruzione, Paolo Gatti, «grazie al decisivo contributo di tutti gli attori istituzionali, in primis il Governo nazionale, è riuscita a vincere una scommessa molto difficile e prova ne è il dato sugli iscritti. Tuttavia in Abruzzo non esiste solo l'ateneo dell'Aquila, ma in tutta la regione ci sono altre decine di migliaia di studenti con i medesimi diritti».
Il riferimento dell'Assessore è anche alla tassa regionale: «Il fatto che il Rettore non capisca la scelta di mantenere il contributo regionale di 90 euro a carico degli studenti (pari a circa il 10 per cento delle tasse universitarie dovute prima del terremoto) è alquanto curioso, quando invece tutti gli studenti hanno apprezzato una scelta che va a favore dei ragazzi meno abbienti».
«Anche l'Unione degli studenti universitari - conclude Gatti - ha ritenuto positiva la decisione di mantenere la tassa, la cancellazione della quale sicuramente avrebbe prodotto esiti ingiusti».

16/01/2010 9.49
[pagebreak]
EX PRESIDENTE ADSU CHIEDE INCONTRO CON MAGISTRATI

L'AQUILA. L'ex presidente dell'azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell'Aquila, Luca D'Innocenzo - dimessosi da assessore comunale alle politiche sociali perché indagato nell'inchiesta per il crollo della casa dello studente - ha chiesto alla Procura della repubblica di essere interrogato per convincere i magistrati ad archiviare la sua posizione.
L'interrogatorio sarà fissato nei prossimi giorni.
Lo ha reso noto il legale di D'Innocenzo, Fabio Alessandroni, il quale ha presentato contestualmente anche la memoria difensiva, una prassi che segue l'avviso di conclusione delle indagini da parte della procura che ha confermato gli addebiti ai 15 indagati.
Già nelle settimane scorse il difensore aveva ribadito che l'ex presidente dell'Adsu «sicuramente non era a conoscenza» delle carenze strutturali degli edifici crollati.
«All'interno dell'Adsu – aveva spiegato l'avvocato- c'erano degli organi tecnici, l'ex presidente dell'Adsu era solo una figura politica e lui e' responsabile solo per le decisioni di indirizzo politico non certamente per questioni strutturali».
Dopo la lettura delle 168 pagine delle risultanze dei periti che avevano evidenziato la mancanza di un pilastro fondamentale nella Casa dello studente D'Innocenzo ha tirato un sospiro di sollievo.
«La perizia depositata prima di Natale parla chiaro», ha commentato «ci sarebbero 14 persone che nella vicenda del crollo della residenza universitaria hanno delle responsabilità a fronte dei 15 indagati. Manca il mio nome tra i responsabili nonostante sia ancora indagato, ed è giusto che sia così: io non c'entro niente».
«In questa vicenda - ha ripetuto più volte - ci sono finito per sbaglio. A leggere le 3 mila pagine depositate è evidente che il mio nome non serve alle indagini. Ho sentito parlare di mancanza di pilastri, e non tocca a me dare giudizi. Ma ad una sommaria lettura della perizia si parla semmai di errori progettuali: mancherebbe un pilastro perché non sarebbe stato calcolato e nessuno dalla data della costruzione del fabbricato di via XX settembre si sarebbe preso la briga di ricalcolare i dati progettuali. Fu sbagliato il progetto, mi è sembrato di capire».
Per il crollo della casa dello studente le accusa sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Tra questi si sono gli eredi di quattro persone scomparse.
Alessandroni ha ribadito che ci sono tutti gli elementi che dimostrano l'innocenza del suo assistito. Da fonti della procura, emerge che tra le fine di gennaio e l'inizio di febbraio la procura potrebbe chiedere il rinvio a giudizio al Gup o l'archiviazione al Gip.
16/01/10 9.54