L'inchiesta sui crolli va avanti e per lo smaltimento macerie altri due siti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si è riunito ieri, all'Aquila, il Tavolo Ambiente convocato dall'assessore Daniela Stati in merito al problema dello smaltimento delle macerie. * SCIOPERO FAME, PEGGIORANO CONDIZIONI SFOLLATA SULMONA * AVEZZANO, DOPO SISMA 860 RICOVERI


Nel corso della riunione sono state delineate le procedure per l'attivazione di altri due siti pubblici già individuati (Bazzano e Barisciano), da destinare al deposito temporaneo e al trattamento delle macerie sulla base del giudizio di idoneità tecnica fornito agli stessi dall'Arta e dall'Ispra e nei quali è stata ipotizzata la potenzialità complessiva giornaliera di trattamento di circa 1.600 tonnellate al giorno, che si aggiungerebbero ai circa 800 t/g del sito attivo ex Teges.
Secondo quanto riferito da fonti prossime all'assessore Stati, il comitato tecnico, anche su sollecitazione dell'Anci, al fine di accelerare al massimo tutte le procedure, ha richiesto al Dipartimento Nazionale di protezione civile di intervenire per l'allestimento di due siti.
Il Comitato ha affrontato inoltre le problematiche relative alla definizione di procedure amministrative-standard per l'appalto di attività di gestione delle macerie, rimandando ad un gruppo tecnico ristretto la stesura definitiva dei documenti. Sono stati infine elaborati, di concerto con i rappresentanti del Dipartimento Nazionale, i contenuti di una Ordinanza del presidente del CM al fine di prevedere ulteriori semplificazioni amministrative ed in particolare la possibilità di autorizzare l'attività di impianti di recupero anche in cave dismesse.
Intanto si moltiplicano i consorzi privati per la ricostruzione del centro storico dopo la costituzione del consorzio "piazza della Prefettura", il primo nato con un progetto pilota, in attesa della pubblicazione dell'ordinanza con le linee guida da seguire per l'avvio del recupero della zona rossa. «Siamo pronti a mettere a disposizione della città il nostro metodo di lavoro - ha spiegato Roberta Gargano, presidente del consorzio Pilota - siamo felice di assistere alla nascita di altre realtà a servizio della ricostruzione del centro storico, per iniziativa di cittadini che si mettono insieme e che vogliono ricostruire. Vogliamo condividere - ha proseguito - le tecniche sui recuperi condotti, dagli interventi sulle volte in muratura crollate al consolidamento strutturale».
L'esperienza dei consorzi rimette la ricostruzione nelle mani dei cittadini.
«L'impegno dei cittadini - conclude la presidente - anticipa le ordinanze, ci auguriamo che questo dia risultati significativi».


NUOVI SOPRALLUOGHI IN CONDOMINI AQUILA

Sul fronte dell'inchiesta giudiziaria che dovrà accertare le responsabilità umane dei crolli dello scorso 6 aprile la Procura dell'Aquila sta concentrando le attenzioni sui condomini privati del centro storico, in zona rossa e in ex zona rossa, dove con il terremoto del 6 aprile ci sono stati più morti. Ieri i consulenti hanno cominciato i sopralluoghi nel condominio di via Poggio Santa Maria, vicino a via XX settembre, dove ci sono state vittime.
Contestualmente, i consulenti stanno ancora operando in altre strutture crollate, tra cui quella in via campo di Fossa n.6, dove ci sono stati 27 morti.
Sarebbero in via di ultimazione i sopralluoghi in via XX Settembre n.123 e in via Gabriele D'Annunzio; quest'ultimo potrebbe essere il prossimo filone di inchiesta.
I consulenti sono accompagnati dai vigili del fuoco e dagli uomini dell'interforze della polizia giudiziaria.
Nei siti dove si effettuano rilievi ci sono anche legali e tecnici di parte civile.
Finora sono tre i filoni di inchiesta chiusi: Casa dello studente, dove sono morti otto giovani, convitto nazionale (tre morti) e facoltà di Ingegneria dell'Università (nessuna vittima). Complessivamente sono 26 gli indagati: 15 per la Casa dello Studente, 2 per il convitto nazionale e 9 per la sede della facoltà di ingegneria.
I reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per i primi due casi, disastro colposo per il terzo.

13/01/2010 9.09
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SCIOPERO FAME, PEGGIORANO CONDIZIONI SFOLLATA SULMONA


SULMONA. Sono leggermente peggiorate le condizioni di Rosanna Sebastiani, la donna che da nove giorni sta attuando lo sciopero della fame in segno di protesta contro il disagio e le penalizzazioni che vivono gli sfollati fuori dal cratere dei paesi terremotati.
«La situazione va tenuta sotto controllo con esami del sangue e dell'urine - afferma il medico della donna, Filadelfio Manasseri - dopo aver consumato lo strato dei grassi l'organismo potrebbe andare in acetonite con pesanti ripercussioni sulla salute».
Dall'inizio della protesta la donna ha già perso 5 chili. A sostegno della Sebastiani si sta innescando una catena di solidarietà sulle caselle di posta elettronica e sui social network con un messaggio volto a sensibilizzare i mezzi di informazione, le istituzioni e la gente in generale sulla disperata condizione che vivono gli «sfollati invisibili».
Anche la Lega popolare è scesa in campo a sostegno della protesta.
In una nota del portavoce di Lp, Francesco di Nisio, si esprime solidarietà alla donna, che ha avuto il coraggio di «parlare della sua personale situazione» e di agire a difesa di quei diritti che dovrebbero essere garantiti e non chiesti o peggio ancora elemosinati.
Allo stesso modo LP «esprime solidarietà a tutte quelle persone, residenti a Sulmona e in altri centri peligni, che silenziosamente soffrono lo stesso e identico disagio.
Il governo centrale, quello regionale e quello provinciale, probabilmente, non hanno ancora potuto rilevare l'entità dei danni».
«Continuerò lo sciopero della fame - ripete la donna - fino a che tutti gli sfollati della conca sulmonese vedranno attese le loro aspettative. Anche noi abbiamo bisogno della nostra dignità e vogliamo che le istituzioni se ne facciano carico - conclude Rosanna Sebastiani - come stanno facendo in altri territori dell'aquilano».

13/01/2010 9.09

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AVEZZANO, DOPO SISMA 860 RICOVERI

Tra il 6 aprile e l'ottobre dello scorso anno 860 persone, residenti nel comprensorio aquilano, sono state ricoverate nei 5 ospedali della ex Asl Avezzano-Sulmona (Avezzano,Sulmona, Tagliacozzo, Pescina e Castel di Sangro) in conseguenza del sisma.
Quaranta i decessi, 647 le dimissioni ordinarie, 31 quelle volontarie.
A fine ottobre 2009 i ricoverati, nei cinque ospedali, erano 50.
Le prestazioni di Pronto Soccorso, riferite al periodo 6 aprile - ottobre 2009, sono state complessivamente, nei 5 ospedali, 1247.
«Questi dati», afferma la Direzione della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, «oltre a dimostrare lo spirito di solidarietà e abnegazione verso la popolazione colpita dal sisma, sono indicativi della professionalità di tutti gli operatori sanitari dei 5 ospedali, impegnati nell'opera di primo soccorso e di assistenza. A loro va il ringraziamento della Direzione aziendale per l'impegno profuso e per le capacita' professionali dimostrate. Si tratta di risorse importanti che serviranno alla concreta costruzione della nuova Azienda Sanitaria, in un'ottica di sinergia e reciproca collaborazione a beneficio del cittadino-utente».

13/01/2010 9.09