Inchiesta crolli e sistemazioni antisismiche, la città prova a reagire

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La città è bloccata nonostante si lavori senza sosta: le indagini sui crolli proseguono a ritmo serrato così come la distribuzione delle case antisismiche, tra dubbi e difficoltà.


L'inchiesta sui crolli va avanti senza stop. La Procura conta di chiudere a breve anche nuovi filoni di indagine.
Gli inquirenti non si sono fermati neppure durante le festività natalizie e i sopralluoghi, nei siti interessati dai crolli causati dal terremoto, sono andati avanti.
Hanno lavorato così senza sosta i consulenti nominati dalla Procura dell'Aquila, accompagnati dagli uomini dell'interforze della polizia giudiziaria e dai Vigili del fuoco.
Il gruppo ha sfidato le precarie condizioni meteo per rispettare il programma della maxi inchiesta. L'attenzione adesso è incentrata sui condomini di via XX settembre e strade limitrofe, dove c'é stato il maggior numero di morti.
I tecnici sono al lavoro per cercare le cause del crollo del condominio di via Campo di Fossa 6, dove sono morte una trentina di persone.
Il procuratore, Alfredo Rossini, ha annunciato che il prossimo filone di inchiesta, che si aprirà con l'invio di avvisi di garanzia ai presunti responsabili del crollo, è quello del palazzo in via Gabriele D'Annunzio all'Aquila, con numerose vittime.
Altri due condomini dovrebbero essere quello in via XX settembre 123 e quello crollato su se stesso in via Campo di Fossa 6.
Finora, il procuratore capo e i suoi collaboratori hanno chiuso i tre filoni relativi alla Casa dello studente, dove sono morti 8 giovani, il convitto nazionale (3 morti) e la sede della facoltà di Ingegneria dell'Università nella frazione Roio, senza vittime. Complessivamente sono 26 gli indagati: 15 per la Casa dello Studente, 2 per il convitto nazionale e 9 per la facoltà di Ingegneria.
I reati contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per i primi due casi, disastro colposo per il terzo.

GLI ALLOGGI ANTISISMICI

Va avanti anche il lavoro del Comune che sta cercando di dare una risposta abitativa a quante più persone possibile «senza però rinunciare alla qualità delle sistemazioni», ha detto il sindaco Cialente.
«In primo luogo - ha spiegato - ci tengo a chiarire che i 19 nuclei monofamiliari assegnati sono stati riservati a persone sopravvissute ai crolli o a donne in attesa. Per questo motivo - ha proseguito - abbiamo dovuto adattare delle abitazioni più grandi».
«Lavoriamo con la consapevolezza che i nuclei da tre persone troveranno tutti una sistemazione, come assicurato dalla Protezione civile».
In questi giorni si sta lavorando ad un'operazione di razionalizzazione su base volontaria.
«Ove possibile - ha detto il sindaco - cerchiamo di accontentare nuclei di almeno tre persone che fanno fatica ad organizzarsi nello spazio del loro appartamento assegnatogli, suggerendo delle sistemazioni alternative in altri quartieri del progetto Case o nei Map».
Gli spostamenti si effettuano su base volontaria.
Il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, ha spiegato che la distribuzione degli alloggi antisismici è stata un'operazione particolarmente impegnativa.
«Non è stato un lavoro facile - ha detto Gabrielli - una partita in cui rientrano migliaia di nuclei familiari e bisogna rispettare varie componenti, tra cui la territorialità. In una prima fase - ha proseguito - in accordo con Comune e Protezione civile si è privilegiato un sistema rigido di assegnazione».
Di qui l'''algoritmo gioiello''. «Avevamo l'esigenza di stabilire un principio - ha commentato Gabrielli - che desse risposte le più asettiche possibili, quindi le meno condizionate da pressioni esterne. Rimasi meravigliato quando seppi che l'algoritmo aveva messo il nucleo dell'ex assessore Luca D'Innocenzo in lista di attesa, a dimostrazione che il programma non era andato a vedere la colorazione politica».
Ora servono però altri parametri. «Ovviamente la rigidità - ha detto ancora Gabrielli - non riesce a raccogliere le sfumature della vita e ci sono vari interventi di adattamento da fare. Però - ha concluso - lo sforzo che abbiamo compiuto è grande e lo rivendico».

11/01/2010 9.52