Crollo casa studente, Codacons: «i responsabili non potevano non sapere»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Invitiamo la Procura a procedere non più per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, bensì per dolo eventuale e strage». * LA RETE RICORDA ALESSANDRA CORA NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO
Dopo le indiscrezioni emerse dalla perizia consegnata alla Procura della Repubblica dell'Aquila, seconda la quale l'ala nord della casa dello studente dell'Aquila sarebbe crollata anche per la mancanza di un pilastro portante, la scala di emergenza perchè non era saldamente attaccata alla struttura, mentre le travi e i pilastri del piano terra erano intrisi di umidità, il Codacons rivolge un appello alla magistratura che indaga sul crollo della struttura che causò la morte di 8 studenti.
«I responsabili delle gravi carenze che hanno determinato il crollo della casa dello studente non potevano non conoscere i rischi corsi dagli studenti», spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Ciò al pari di chi si mette alla guida di un automobile ubriaco e sotto effetto di stupefacenti, pur sapendo di rappresentare un pericolo per l'incolumità altrui. I risultati delle perizie non lasciano alcun dubbio - conclude Rienzi - e suggeriscono di non procedere piu' per omicidio colposo nei confronti dei responsabili, per i quali chiediamo si contestino i reati di dolo eventuale e strage».
Intanto i pm confermano piena fiducia nelle perizie: «in pochi mesi», ha ribadito ieri il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, «abbiamo terminato le indagini e siamo quasi al dibattimento per i crolli più esposti all'attenzione dell'opinione pubblica a causa delle numerose vittime. Una cosa mai avvenuta in casi analoghi».
«Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti ed anche del fatto che la gente ha capito la complessità del lavoro che stiamo svolgendo».
In riferimento alle responsabilità emerse nei primi tre filoni dell'inchiesta, la casa dello studente, il convitto nazionale e la facoltà di ingegneria dell'università dell'Aquila, Rossini ha ribadito la piena fiducia nelle perizie fatte dai consulenti, sulle quali sono stati emessi gli avvisi di garanzia. «L'acquisizione delle perizie è stata una cosa centrale, non opinabile perché costruite da tecnici di altissimo livello. Con le perizie ed anche con altri strumenti di indagine - ha continuato Rossini - abbiamo ritenuto di chiudere le indagini preliminari».
Rossini ha sottolineato «che se nelle memorie o negli interrogatori, se saranno richiesti dagli indagati, non emergeranno elementi che allontanino le ipotesi criminose, allora si chiederanno i processi per i responsabili dei crolli».

NEL PROCESSO TUTTI GLI AQUILANI SAPRANNO


Il procuratore ha anche sottolineato che gli aquilani «potranno seguire passo passo in aula gli sviluppi - ha spiegato il procuratore -, e questo non solo per i filoni più gravi».
Rossini ha spiegato che il lavoro, molto gravoso, sta procedendo in maniera veloce, e man mano alla definizione tutti i crolli con la chiusura delle indagini ed i processi «fasi nelle quali verranno garantiti tutti gli spazi agli indagati e alle loro difese».
Il programma di massima è quello di definire altri tre filoni di inchiesta sui crolli che hanno causato più morti, il palazzo in via D'Annunzio e due condomini di via XX settembre entro i primi tre mesi dell'anno.
Gli altri due condomini dovrebbero essere quello in via XX settembre al civico 123 e quello in via campo di Fossa 6, una traversa di via XX settembre.
Probabilmente sono quindi in dirittura d'arrivo le perizie dei consulenti, che hanno già concluso i sopralluoghi nei tre siti.
«Stiamo rispettando il nostro programma, scandito da ritmi veloci - ha spiegato il procuratore capo -. Ora ci stiamo concentrando sui casi più gravi, ma svolgeremo indagini su tutti i siti oggetto dell'inchiesta».
Sono circa duecento i siti sotto la lente d'ingrandimento della Procura: secondo Rossini costituiranno i filoni della maxi inchiesta e poi del maxi processo.
08/01/10 9.24
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INTERNET RICORDA ALESSANDRA CORA NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO

L'AQUILA. Domenica 10 gennaio, alle ore 12, presso il piazzale della nuova Chiesa realizzata all'interno del Villaggio MAP “Borgo Trento” di Villa Sant'Angelo, si terrà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato alle diciassette vittime del terremoto.
L'opera è stata realizzata dallo scultore Pasquale Liberatore, residente nel borgo aquilano duramente colpito dal sisma del 6 aprile scorso, grazie al contributo raccolto dall'Associazione nazionale alpini di Lettomanoppello e al finanziamento stanziato dall'amministrazione comunale.
La statua, in pietra bianca della Majella, rappresenta un germoglio, a significare la voglia di rinascita dopo la tragedia con la consapevolezza dell'importanza dei sentimenti del ricordo e della memoria.
Intanto oggi L'Aquila ricorda una delle tante vittime del sisma: Alessandra Cora che proprio oggi avrebbe compiuto 24 anni.
Alessandra si era trasferita da Capri a L'Aquila negli anni passati. Con lei la notte del 6 aprile sono morte anche la madre Patrizia e la sorella Antonella. Il padre Maurizio si è salvato per miracolo e molto spesso in questi mesi ha parlato anche pubblicamente del suo infinito dolore. Sempre con compostezza e dignità.
Alessandra era una promessa della musica, i suoi video musicali caricati su You Tube hanno fatto il giro del web dopo la sua morte.
E oggi proprio sulla pagina personale della ragazza, dove sono visibili ancora tutte le sue performance, amici e sconosciuti le lasciano messagi di auguri.
«Ciao Alessandra», scrive Colibri, «non ci conoscevamo ma ogni tanto passo di qui e ascolto la tua voce stupenda....mi dicono che oggi è il giorno del tuo 24esimo compleanno....dedico il canale alla tua meravigliosa voce rip!»
Il 3 gennaio scorso sarebbe stato anche il compleanno della sorella Antonella, che avrebbe compito 28 anni.

I VIDEO DI ALESSANDRA