L'Aquila (che non riparte) si muove ancora intorno alla Caserma di Coppito

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4773

L'Aquila (che non riparte) si muove ancora intorno alla Caserma di Coppito
L'AQUILA. La città ce la sta mettendo tutta a ripartire ma non è facile. Soprattutto perchè l'economia non riparte e la caserma di Coppito resta la roccaforte per eventi e manifestazioni di ogni genere e non sempre tutte facilmente accessibile. * GABRIELLI: «MACERIE, CASA, LAVORO: QUESTE LE PRIORITÀ DELL'AQUILA»
La realtà sta emergendo solo in questi giorni con esplicite ammissioni per esempio di una ricostruzione in almeno 5 anni del centro storico, un tempo immenso, troppo lungo per non decretare la morte o il cambiamento definitivo della città.
Anche la nuova geografia urbanistica inciderà nel tempo profondamente nella vita sociale e prima o poi gli aquilani dovranno imparare a conoscere la loro città post 2009, completamente trasfigurata.
Non è facile ripartire perchè malgrado quasi tutti abbiano più o meno una sistemazione confortevole, quanto provvisoria, il vero dramma resta l'economia che stenta e decollare.
La parola normalità non esiste ed è ancora oggi un miraggio, in compenso, appagati i bisogni primari dell'emergenza, le persone, stanche, sembrano aver calato l'attenzione sulle conseguenze che le scelte di questi mesi hanno imposto al futuro del capoluogo.
La difficoltà numero uno resta il lavoro, impossibile da recuperare per i liberi professionisti, e la ricostruzione di tutto ciò che è andato perduto.
Non è facile perchè una città senza centro storico e punti di aggregazione difficilmente ripartirà. Ed il centro storico esisterà solo quando tutto sarà rimesso a posto cosa che è ancora davvero lontana.
Nei giorni scorsi l'attore e regista Carlo Verdone si è detto perplesso anche sulla possibilità di candidare adesso L'Aquila, a capitale europea della cultura 2019.
«E' inutile presentare una candidatura adesso - ha spiegato in occasione dell'anteprima del suo nuovo film - quando mancano in città determinate cose che la hanno resa importante negli anni. Lo dico anche per gli aquilani che sono senza famiglia, senza casa».
Verdone crede comunque che questa candidatura sia comunque importante e strategica «per rilanciare la rinascita dell'Aquila, una città che tutti abbiamo imparato ad amare».
Intanto proprio l'arrivo in città dell'attore romano ha creato un piccolo caso aperto da Carlo Bernaschi, presidente della multisala Movieplex dell'Aquila che non ha capito perchè la proiezione del film sia stata organizzata nella caserma di Coppito e non nel suo cinema, già rimesso in sesto 40 giorni dopo il sisma e a disposizione gratuitamente per tutti gli aquilani.
«Con passione e impegno sei anni fa ho aperto la multisala, moderna, funzionale e che dà lavoro a una decina di giovani», spiega Bernaschi.
«L'Aquila è una città martoriata, colpita e offesa ma anche una città orgogliosa e forte.
Una città piena di giovani impegnati a ricostruire il futuro; donne e uomini che quotidianamente lavorano affinché si esca dall'emergenza e si ritrovi lo spirito di una vita comune così profondamente lacerata dal terremoto».
Il cinema Movieplex ha riaperto dopo solo 40 giorni dal quel triste 6 aprile per dar modo ai suoi abitanti di ritrovare momenti di svago, permettere ai bambini un luogo sicuro dove riprendere emozioni positive, assicurare a tutti che la vita -seppur nelle difficoltà - poteva riprendere.
«Abbiamo riaperto con enormi difficoltà economiche», assicura il direttore, «e, nonostante il nostro impegno apparisse da subito antieconomico, ci siamo assunti le nostre responsabilità ed abbiamo deciso di assicurare il posto di lavoro ai suoi dipendenti ed uno spazio aperto, vitale, per le genti aquilane».
Ed è per questo motivo che «siamo stati negativamente sorpresi nel vedere Carlo Verdone presentare il suo nuovo film non nel luogo deputato a quest'arte ma nella Caserma Coppito e per un non meglio precisato "pubblico scelto"».

«Per sostenere le popolazioni, le aziende e i residenti sia utile superare l'emergenza e dirigersi verso la concretezza di una rinascita», continua Bernaschi.
«Per noi rinascita significa portare il cinema verso la gente, permettere a tutti di fruire ancora la città e superare la fase dell'emergenza. Saremmo stati onorati ad avere Carlo Verdone nel nostro cinema che, lo segnalo, era a disposizione gratuitamente per tutti i cittadini. Purtroppo non è stato così; a noi del Movieplex resta però la convinzione che solo con il costante duro lavoro la nostra città potrà rinascere. Noi restiamo aperti con la convinzione che le emozioni del cinema si debbano vivere in una sala cinematografica e che le caserme debbano servire ad altro».
Ma tutto ancora viene convogliato verso la caserma di Coppito che in questi mesi ha ospitato eventi e personaggi di ogni genere.
Fino a quando la caserma dei funerali e simbolo dell'emergenza rimarrà al centro della vita sarà la prova inconfutabile che la normalità da queste parti ancora non c'è.

a.l. 05/01/2010 9.21

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

GABRIELLI: «MACERIE, CASA, LAVORO: QUESTE LE PRIORITÀ DELL'AQUILA»

L'AQUILA. Le priorità dell'Aquila adesso sono le macerie, le case e il lavoro. Lo ha detto chiaramente il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, che si augura che «il 2010 appena cominciato non sia minimamente parente del 2009 e ci dia tutta una serie di risposte».
Gabrielli non nasconde nessuna delle difficoltà post sisma, e afferma anche che «c'é ancora tanto da fare. Le risposte devono vertere su tematiche prioritarie come il problema abitativo e quelli sociale, economico ed occupazionale».
«La speranza -ha detto- è che si inizi in maniera significativa, anche se dobbiamo essere consapevoli che il 2010 non esaurirà gli sforzi, quel processo di ricostruzione che credo tutti gli aquilani e non solo gli aquilani auspicano».
Il prefetto dopo aver ammesso che il problema macerie è la priorità «se dovessi fare una classifica delle cose che meno hanno funzionato in questa fase, il discorso delle macerie lo metterei al primo posto», ha anche rivolto «un augurio a chi sta su questo territorio ed a chi su questo territorio non è ancora significativamente e definitivamente potuto tornare e che vive una condizione di ulteriore disagio».
«Credo che purtroppo c'é ancora moltissimo da fare, se dicessimo il contrario saremmo solo dei folli, però dovremmo avere anche la consapevolezza ed anche un briciolo di orgoglio per dire che anche molto si è fatto», ha continuato.
«Quelle che si stanno per concludere sono feste diverse ma devono avere il significato della nascita e della rinascita», ha spiegato ancora Gabrielli, il quale ha parlato della difficoltà di trovare un aggettivo da accostare alle feste «proprio perché le prime dopo la tragedia».
«Moltissimi aquilani non le stanno passando nelle proprie case, molti aquilani hanno l'incertezza della prospettiva del lavoro ed anche questo non mi stancherò mai di dirlo è una delle cifre più caratterizzanti di questo terremoto perché molti dei problemi sono anteriori al terremoto. Quindi non si possono classificare queste festività sotto una luce particolare, però è stato anche il primo Natale dopo il terremoto e la fase emergenziale acuta, quindi un Natale che deve essere di speranza».
Secondo il prefetto, «se il Natale e le feste, sia nella cultura cristiana che in quella italiana segnano il giorno della nascita e della rinascita a nuova vita, credo che nessun altra festività possa sintetizzare, rappresentare e cogliere l'essenza dello stato d'animo degli aquilani e di chi come me condivide sofferenze, speranze, angosce delusioni ed amarezze di questo popolo».

ITALIA NOSTRA, UNA LEGGE PER LA RICOSTRUZIONE


Intanto Italia Nostra ha avanzato la proposta di una legge che faciliti il coordinamento degli sforzi di enti pubblici e privati - tra i quali soggetti come la Chiesa cattolica e le fondazioni bancarie - per la gestione della ricostruzione del post sisma.
La proposta - illustrata dalla presidente dell'associazione, Alessandra Mottola Molfino, e dal segretario Antonello Alici - parte dalla considerazione del particolare valore monumentale del tessuto urbano, complessivamente considerato gravemente lesionato non soltanto a livello strutturale ma anche in termini economici e culturali.
Italia Nostra non ritiene accettabile un intervento limitato a una banale «ricomposizione delle facciate, una ricostruzione meramente scenografica del paesaggio urbano con il sacrificio dell'autentica identità urbana».

ASSEGNATI DL MILLEPROROGHE E POST TERREMOTO IN ABRUZZO

E alla Camera dei Deputati sono stati assegnati per la conversione tre decreti legge approvati dal consiglio dei ministri prima di Capodanno.

Ad annunciarlo in aula è stato ieri mattina il presidente di turno Rocco Buttiglione.
Il decreto legge 29 dicembre 2009 numero 193 con interventi urgenti in materia di funzionalita' del sistema giudiziario andrà in sede referente alla commissione Giustizia.
Le commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio esamineranno il decreto numero 194, il cosiddetto milleproproghe.
Andrà invece alla commissione Ambiente il decreto 30 dicembre 2009 numero 195 con disposizioni urgenti per l'emergenza rifiuti in Campania, l'avvio della fase post emergenziale dopo il terremoto in Abruzzo e altre disposizioni urgenti relative alla presidenza del Consiglio dei ministri e alla protezione civile.

05/01/2010 11.42