L'Aquila si prepara al Capodanno e chiede di lasciare fuori mass media nazionali

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Fervono i preparativi per la notte dell'ultimo dell'anno in una città che ha voglia di ripartire tra gli innumerevoli problemi. * CONTINUA BATTAGLIA PER LE TASSE. CONFERMATO FLOP ''ADOZIONI'' MONUMENTI STORICI
Niente cenone della vigilia e pranzo di Natale in casa per 90 famiglie che nella frazione Casale del Comune di Scoppito, nell'aquilano.
Lì sono alloggiati nei moduli abitativi realizzati dopo il terremoto del 6 aprile, i dipendenti del gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis che ha uno stabilimento nei pressi.
Tra un'interruzione e l'altra nell'erogazione di acqua potabile, infatti, in questi giorni di festa come in altri, chi é rimasto in casa ha dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo non solo per cucinare qualcosa ma anche per lavarsi e lavare stoviglie e indumenti.
Chi ha potuto, invece, é andato a mangiare fuori.
L'interruzione dell'erogazione di acqua, che non avviene a orari precisi, crea i maggiori disagi, secondo le famiglie, nei giorni lavorativi, quando diviene difficile anche lavarsi prima di andare a lavorare e altrettanto difficile è poter raccogliere più di qualche secchio quando l'acqua invece viene erogata, visto le metrature delle case, antisismiche ma adatte all'emergenza.
Secondo le 90 famiglie il problema più grave è però che non si sa di chi sia la competenza di questi disservizi: se del Comune di Scoppito oppure della Società GranSasso Acqua; né quali siano le cause: se l'aumento della popolazione in zona dopo il sisma, oppure guasti che ancora non si riesce a risolvere.
Per fortuna, almeno, quello appena passato è stato un Natale senza neve e con cinquanta chiese riaperte filo filo per l'arrivo del Bambinello.



Ma con tanta pioggia. E una situazione di fatto ancora tragica per tutto il patrimonio culturale.
«Qui il lavoro è enorme, difficilissimo da portare avanti», ha spiegato facendo il confronto con le tragedie del passato, dal Friuli a Marche ed Umbria, il sub commissario Luciano Marchetti. «Abbiamo potuto contare su un grande aiuto della Protezione civile, ma abbiamo a che fare con un realtà molto complessa».
Una situazione difficile per i soldi, che dopo 8 mesi, con danni certificati per 3 miliardi di euro, sono ancora in gran parte solo promesse.
Difficile per la logistica, con i cantieri affastellati, le strade ancora in parte con le macerie da rivedere per il recupero dei restauri, lo scempio concentrato su un territorio relativamente limitato. Difficile persino per la mancanza di risorse umane, con una squadra di soli venti tecnici al servizio del vice commissario.
E per la notte dell'ultimo dell'anno nel piazzale di Collemaggio, dove si trova la Basilica, gli aquilani saluteranno il 2009 e insieme accoglieranno il 2010.
La richiesta dei cittadini è che a questa manifestazione, intesa da loro come un momento di raccoglimento attorno alla città e del cui significato non desiderano che si abusi, non partecipino i mass media nazionali.
Quelle stesse tv e giornali che troppo spesso sono stati accusati di riprodurre una verità che non esiste perchè la città non è stata ricostruita, come raccontano alcuni giornalisti non abruzzesi, e non tutti gli aquilani sono felici e contenti come si vuole lasciare intendere.
Il via libera è stato dato dal prefetto della città, Franco Gabrielli, dopo la convocazione di un tavolo di discussione, sabato scorso, con i rappresentanti di Comune, Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile.
A Piazza San Bernardino, invece, verrà preparato un braciere per un piccolo falò che verrà acceso intorno alle 22.30 dai cittadini alla presenza del prefetto.



La manifestazione vera e propria si svolgerà a Collemaggio presso il cui piazzale, il Comune allestirà un palco e provvederà a dare i permessi e il rimborso spese per l'allestimento del service. La Protezione Civile allestirà un tendone con tavoli per permettere ai cittadini di avere un luogo dove portare dolci e spumante.
Inoltre provvederà ai servizi igienici, ai punti di erogazione energia elettrica e all'illuminazione. Alcuni volontari si occuperanno del servizio d'ordine.
I Vigili del Fuoco allestiranno dei bracieri sul Piazzale per permettere l'accensione di fuochi.
Ai cittadini verrà permesso di parcheggiare al Terminal o all'interno dell'ex-ospedale psichiatrico.
I cittadini provvederanno a organizzare la serata musicale, a portare dolci e spumante ed, eventualmente, la legna per i bracieri.
«Ho visto piangere di gioia molta gente per la riapertura a tempo di record della basilica di Collemaggio», ha commentato il rettore della basilica di S.Maria di Collemaggio all'Aquila, don Nunzio Spinelli, dopo la riapertura ufficiale per la messa di mezzanotte a Natale. «Tutti hanno pensato al miracolo per il restauro di un luogo di culto molto caro agli aquilani».
«Ho toccato ancora una volta con mano il grande amore degli aquilani per la basilica - ha spiegato don Nunzio - la commozione, questa volta di gioia, ha preso il sopravvento dopo che nel corso della Perdonanza in molti avevano pianto nel vedere i danni provocati dal terremoto».
Per don Nunzio, la basilica può essere uno dei simboli della rinascita dell'Aquila.



DAL PD 8 MLN PER RIACQUISTARE TERRENO EX ITALTEL


L'AQUILA. Otto milioni di euro saranno messi in campo dal Partito democratico che ha rinunciato a quasi tutti i fondi della cosiddetta "legge mancia" e li ha impegnati per riacquistare il terreno dell'ex Italtel, di proprietà dell'Aquila Sviluppo, dove sorgerà un'area attrezzata per le imprese che vorranno stabilirsi all'Aquila.
A dare la notizia è stato l'onorevole del Pd, Gianni Lolli.
La Commissione bilancio della Camera ha liquidato la cosiddetta 'legge mancia' che mette a disposizione fondi per le iniziative dei parlamentari.
«Grazie all'aiuto del segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, del capogruppo Dario Franceschini e dei parlamentari del Pd che hanno rinunciato a quasi tutto l'importo che gli toccava», ha spiegato Lolli, «otto milioni di euro sono stati concentrati in un solo progetto: riacquistare il terreno dell'ex Italtel».
Sei milioni verranno impegnati nel 2009 e altri due a scalare nei due anni a venire.
«Quando il sito sarà risistemato - ha spiegato Lolli - dovrebbe raggiungere i 60mila metri quadrati. Il posto e' straordinario ed e' una delle aree industriali migliori della zona, da mettere a disposizione delle piccole imprese».
Se arriverà la zona franca e il finanziamento alle attività industriali, si avrà un'indubbia situazione di vantaggio per le imprese.
Ha espresso soddisfazione per l'iniziativa anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, che ha sottolineato come quest'area potrà «diventare un incubatore d'impresa».
Per il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, infine, quello del Partito democratico e' stato «un segnale giusto che vuole intervenire a livello strutturale sulla situazione aquilana».



28/12/2009 8.51

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CONTINUA BATTAGLIA PER LE TASSE. CONFERMATO FLOP ''ADOZIONI'' MONUMENTI STORICI


L'AQUILA. Neanche in questi giorni di festa si è interrotta la mobilitazione della Provincia dell'Aquila per assicurare ai cittadini «un giusto ed equo trattamento sulle tasse».
«Ogni momento è buono per fare pressing sul governo», ha detto la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane.
«La mobilitazioni di sindacati e categorie produttive del 24, la visita di Gianni Letta sempre la Vigilia di Natale e i contatti anche di queste ore - rileva la presidente - sono occasioni importanti per ribadire le aspettative della Provincia: ottenere a breve provvedimenti urgenti che assicurano la sospensione delle tasse per tutti i cittadini, per tutte le categorie. Non stiamo chiedendo favori, ma diritti. Non accetteremo distinzioni, nè divisioni, ma solo un trattamento uguale a quello già riconosciuto per altri. Giustizia vorrebbe che le imposte venissero sospese per tutto il 2010. Se dovesse essere confermata l'ipotesi di una sospensione fino a giugno - conclude Stefania Pezzopane - allora manterremo alta la mobilitazione per un'ulteriore proroga».
Intanto il grosso dei monumenti compresi nella 'lista di nozze' distribuita durante il G8 ai grandi della Terra, è rimasto orfano, solo 10 adozioni su 45 e un grosso fardello che sembra destinato a pesare sulle casse dello Stato.
La 'lista' é comunque solo una parte. Per restaurare il patrimonio, servono 3 miliardi di euro spalmati in dieci anni di lavoro, ribadiscono dalla Protezione Civile.
Il conto di questi primi otto mesi è molto più ridotto: al sub commissario sono arrivati 20 milioni della protezione civile e 2 milioni di fondi ordinari dal ministero dei beni culturali (ai quali si dovrebbero aggiungere 4 milioni di euro di fondi Fas e 5 milioni dai poli museali).
Oltre ai 12 milioni per il progetto 'una chiesa per Natale', che sono in arrivo.
Il segretario della Uil Beni Culturali Gianfranco Cerasoli (membro anche del consiglio superiore dei beni culturali) chiede una legge speciale con risorse aggiuntive e punta il dito sugli appalti per le chiese preoccupato per alcuni ribassi troppo forti, fino al 28-29%.
Per chiedere al governo che trovi le risorse, se necessario anche con una tassa di scopo per il restauro del patrimonio, hanno lanciato insieme un appello 7 ex ministri della cultura, da Alberto Ronchey a Rocco Buttiglione, da Giovanna Melandri a Antonio Paolucci e Walter Veltroni, appello rimasto finora senza seguito. In questi mesi si è comunque lavorato sodo.
Le Chiese puntellate sono circa il 50 per cento e grazie ai soldi della protezione civile i debiti con le imprese sono stati pagati.
Primi obiettivi, la riapertura anche parziale della Chiesa delle Anime Sante (bisogna mettere in sicurezza l'abside) e la copertura di Santa Maria Paganica con una struttura particolare realizzata «con materiali di sintesi che hanno la stessa sagoma dell'acciaio e un peso molto inferiore». Tecniche di alto livello, come è stato per il 'cappellone blu' che ora protegge le Anime Sante. Anche se le risorse sono quelle che sono.

CHI HA DONATO

I più generosi fino ad oggi si sono dimostrati i russi, disposti a contribuire fino ai 9 milioni di euro per riparare Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio Magno.
Oltre alla Russia c'é la Francia, che ha confermato 3,2 mln per la chiesa delle Anime Sante (la convenzione è alla firma dei governi); poi il Kazakistan, che ha fatto arrivare 1,7 mln per il complesso monumentale e la chiesa di San Biagio di Amiternum; i tedeschi, che daranno 3,2 milioni per la chiesa di Onna, (un 'fuori lista').
Per il resto, gli spagnoli stanno preparando la lettera di intenti per un loro contributo - non si sa di quanto - alla riparazione della Fortezza spagnola.
In aggiunta ci sono le donazioni italiane: a cominciare dal ministero dei lavori pubblici che darà 20 milioni di euro per il restauro della parte strutturale di San Bernardo insieme con il Monte dei Paschi di Siena disposto a finanziare fino a 5 milioni di euro per il recupero della parte decorativa della chiesa.
La Camera dei Deputati ha raccolto 1,2 milioni per Palazzetto Nobili, Federcasse dovrebbe offrire 5 milioni per Palazzo e torre Margherita, sede del comune.
E ancora: al teatro comunale andranno i fondi raccolti da Bruno Vespa (1mln) e quelli dei Cavalieri del Lavoro (1 mln); alla chiesa di San Marco 1,2 mln della Regione Veneto che si spera continui poi a sostenere i lavori.
La millenaria basilica di San Clemente a Casauria si restaurerà infine (l'accordo è stato già siglato al ministero dei beni culturali) con 1,5 ml forniti dalla fondazione Pescaraabruzzo insieme con il World Monument Fund.
Per la splendida abbazia di Collemaggio, dopo il puntellamento e la copertura provvisoria in plexiglas finanziata dalla Protezione civile (1,5 mln di euro) c'é una donazione della Cassa di Risparmio (200 mila euro); 1,2 milioni sono arrivati infine per il conservatorio dal disco inciso all'indomani della tragedia da tantissimi artisti italiani.
Nel complesso, i lavori per il ripristino di tutti e 45 i monumenti in lista sono stati valutati intorno ai 450 milioni di euro.
Tutti i progetti di restauro, anche se finanziati da Stati esteri, saranno redatti insieme con lo staff italiano e realizzati da imprese italiane o europee sempre in ottemperanza però con le normative italiane per il restauro dei beni culturali.

INQUILINI ATER A NAPOLITANO: «NOI DIMENTICATI»

Intanto ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l' associazione Inquilini e Assegnatari "Mia Casa d'Abruzzo" per chiedere un intervento nei confronti delle autorità preposta alla applicazione e attuazione dell' Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3815 del 15 agosto scorso e che, per quanto riguarda la ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica, «a quasi nove mesi dal terremoto giace ancora inattuata - afferma il coordinatore regionale Pio Rapagnà - nei cassetti».
L'ordinanza stabilisce specifiche competenze e assegna 150 milioni di euro per la ricostruzione e messa in sicurezza degli alloggi Ater e dei Comuni della Regione Abruzzo interessati dagli eventi sismici.
Il coordinatore nella lettera informa il presidente che è da subito dopo il terremoto che «il 'Mia-Casa' cerca di sollecitare una giusta riparazione e/o ricostruzione del patrimonio residenziale pubblico, nonché la messa in sicurezza delle case popolari realizzate in zone e Comuni ad alto rischio sismico».
"Mia Casa" chiede inoltre al presidente se l'inapplicazione dell'ordinanza possa costituire un danno per il patrimonio pubblico «che tra l'altro - dice il coordinatore Rapagnà -, lasciato all'aggressione del rigido inverno aquilano, sta degradando ancor di più di quanto non abbia già provveduto il sisma».

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