Monsignor D'Ercole arriva a L'Aquila: «lavorare insieme è la sfida della città»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6369

L'AQUILA. «Lavoreremo insieme per vincere la sfida della ricostruzione di questa città»: si è presentato con questo messaggio, il vescovo ausiliario dell'Aquila, Giovanni D'Ercole, nella prima celebrazione liturgica nella chiesa di San Francesco a Pettino. * E L’ARCIVESCOVO MOLINARI SCRIVE A GESU’ BAMBINO * L'ALBERO DI NATALE DEL DOLORE E I SERVIZI CONTESTATI DEL TG5 * BENI CULTURALI: ANCORA ALTA L’EMERGENZA



L'AQUILA. «Lavoreremo insieme per vincere la sfida della ricostruzione di questa città»: si è presentato con questo messaggio, il vescovo ausiliario dell'Aquila, Giovanni D'Ercole, nella prima celebrazione liturgica nella chiesa di San Francesco a Pettino.

* E L'ARCIVESCOVO MOLINARI SCRIVE A GESU' BAMBINO


* L'ALBERO DI NATALE DEL DOLORE E I SERVIZI CONTESTATI DEL TG5


* BENI CULTURALI: ANCORA ALTA L'EMERGENZA


D'Ercole, che affiancherà l'arcivescovo Giuseppe Molinari, è stato salutato da centinaia di fedeli; alla celebrazione ha anche partecipato don Georg Ganswein, segretario di Benedetto XVI per i saluti di rito.
«Leggendo le cronache del terremoto del 1703 - ha detto durante l'omelia - mi rendo conto che la vera ricostruzione cominciò quando gli aquilani presero in mano le sorti della loro città. Questa storia ora si può ripetere, per un obiettivo che dobbiamo perseguire insieme».
Parlando di Molinari, lo ha definito un «padre per questa gente».
«La prima volta che l'ho visto dopo il terremoto - ha ricordato - era il giorno dei funerali di Stato e stava abbracciando un padre che aveva perso i suoi figli».
Alla messa ha partecipato anche tutta la formazione dell'Aquila Calcio.
Intanto nasce come progetto pilota il primo consorzio per la ricostruzione post-sisma del centro storico dell'Aquila.
L'iniziativa partita da proprietari di immobili dell'area di Piazza della prefettura, è stata presentata proprio nella piazza simbolo del terremoto, ancora nella zona rossa.
Il consorzio, per il quale è stato siglato il protocollo d'intesa tra la Protezione Civile, la ReLuis e i proprietari degli immobili dell'area compresa tra via San Francesco Di Paola, via Piscignola, via degli Alemanni e via Donadei, propone un piano di interventi per il recupero totale della zona. «Chiediamo al Comune di definire quali saranno le aree sulle dovranno svilupparsi gli altri consorzi nel centro - spiega Roberta Gargano, presidente della nuova realtà -. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo con una squadra di lavoro».
Della squadra fanno parte anche lo strutturista Claudio Modena e l'architetto Corrado Marsili della Soprintendenza. L'obiettivo dei partecipanti al consorzio è quello di preservare l'identità di quell'area cittadina recuperando l'uso dei fabbricati limitatamente alle possibilità tecniche.
E ieri la squadra mobile-sezione reati contro il patrimonio della questura dell'Aquila, ha denunciato in stato di libertà un' aquilana P.A. 60 anni, per falso e tentata truffa.
Infatti la donna, nella compilazione dei moduli per l'assegnazione delle abitazioni del progetto C.A.S.E., aveva segnalato (presumibilmente per ottenere un alloggio quindi godere del beneficio e continuare a godere anche della sistemazione in un albergo della costa) di essere residente in zona rossa nel centro dell'Aquila.
Ma dagli accertamenti svolti, è risultata residente in un comune limitrofo dove aveva anche due unita' immobiliari agibili.
Intanto un nodo che dovrà essere sciolto nei prossimi giorni è quello delle tasse dopo che la proroga della sospensione del pagamento dei tributi e dei contributi nelle aree terremotate dell'Aquila contenuta nel decreto 'Milleproroghe' emanato dal Consiglio dei Ministri ha escluso i lavoratori dipendenti e i pensionati.
«Questa esclusione – ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - non è accettabile sotto nessun profilo ed è in contrasto con gli imprescindibili criteri di giustizia sociale ed equità tanto più necessari di fronte ai gravi disagi creati in tutta la popolazione, senza distinzioni, dal dramma del terremoto».
La Cisl richiede con forza al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato che «in sede di conversione il contenuto del decreto venga modificato estendendo la sospensione del pagamento anche al lavoro dipendente e ai pensionati, prima delle scadenze fiscali del prossimo gennaio in tempo utile per evitare aggravi di pagamenti su una parte consistente di popolazione già esposta da tempo a pesanti disagi».
Per il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sulla questione delle tasse per i terremotati contano «i fatti, non le chiacchiere».
Il sottosegretario ha ribadito che il decreto prevede la sospensione dei tributi «per tutti», spiegando però che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta valutando i criteri di applicazione.
Poi si passerà all'approvazione e alla successiva firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
«Solo allora - ha concluso Bertolaso - vedremo se hanno vinto i fatti o le strumentalizzazioni».

21/12/2009 9.19

[pagebreak]

L'ALBERO DI NATALE DEL DOLORE E I SERVIZI CONTESTATI DEL TG5

L'AQUILA. Sarà un Natale diverso dagli altri per gli aquilani. Il Comitato 3e32 ha organizzato per mercoledì prossimo una manifestazione suggestiva quanto drammatica: l'addobbo di uno dei bellissimi abeti della Villa Comunale con i simboli di questa tragedia.
«Quest'anno ci ha tolto la casa ma anche lavoro, reddito, socialità», spiegano gli ideatori. «Per questo portiamo per l'addobbo dell'albero ciò che rappresenta una perdita importante:
una lettera di licenziamento, un telegramma di cassa integrazione, un simbolo dell'attività perduta,
un prodotto del negozio che non riaprirà, un piccolo oggetto della casa, un coccio, una fotografia dei piccoli eventi sociali che non possono più avvenire, un pensiero».
«Siamo entrati o stiamo entrando negli alloggi temporanei del progetto C.A.S.E», racconta un gruppo di cittadini, «ma accadrà che non potremo viverci a lungo perché non sapremo come mantenere le nostre famiglie. La politica e le Istituzioni non considerano questa come un'emergenza, dobbiamo far capire loro che lo è, che non è più solo il disagio di alcune categorie».
Intanto il segretario provinciale e Responsabile Organizzativo Regionale del PdCI, Angelo Ludovici, denuncia l'immagine che in tv si sta dando, ormai da mesi, di una città che non esiste.
«Nel telegiornale di Canale 5 dell'ora di pranzo di domenica», racconta Ludovici, «il cronista
nel riportare la notizia dello stile di vita delle città italiane, a conclusione della stessa ha affermato “...anche a L'Aquila, dopo il sisma, è migliorato il livello di vita”. Stop, fine del servizio. La notizia di per sé è tutto un programma, un metodo classico della destra: quando bisogna isolare
una situazione dal contesto sociale e politico nazionale si usa la bugia e la
falsità».
E non è la prima volta che i terremotati si risentono per un servizio targato Mediset che non corrisponderebbe proprio alla realtà.
L'ultima contestazioni risale a meno di dieci giorni fa quando in un servizio di Guido Del Turco (figlio dell'ex presidente della Regione) il Consiglio Comunale straordinario convocato tra le macerie della zona rossa è stato raccontato come «una festa per la riapertura dei negozi».
«Sulla tragedia degli aquilani è dal 6 aprile che si sta giocando una partita sporca», continua Ludovici, «e forse i nodi stanno arrivando al pettine. La questione fiscale è solo un aspetto della situazione drammatica che vivono gli aquilani. In questi mesi diverse voci hanno criticato il progetto C.A.S.E. ma sicuramente non c'è stata una reazione adeguata alla violenza perpetrata al nostro territorio».
Nei giorni scorsi intanto alcuni comitati cittadini hanno incontrato l'ingegnere Vittorio Fabrizi, Dirigente del Settore Territorio del Comune di L'Aquila, che ha brevemente ripercorso quanto deciso nell'immediatezza del terremoto sulla inagibilità delle abitazioni, sulla definizione della zona rossa, sulle verifiche effettuate soffermandosi poi sulle specifiche richieste.
Per la zona della Villa Comunale «non vi sono al momento abbattimenti di edifici su ordinanza del Comune», hanno riferito i comitati. «I proprietari su parere dei loro tecnici, decideranno se chiedere la riparazione degli edifici o la ricostruzione».
La perimetrazione della zona rossa è decisa invece da una Commissione cui partecipano rappresentanti di vari enti e in particolare Vigili del fuoco e Protezione civile oltre a un rappresentante del Comune. «Si procede alla riperimetrazione in base alle procedure di messa in sicurezza. Non è possibile quindi oggi conoscere quali elementi di pericolo sono stati individuati e i tempi di attesa», illustrano sempre i comitati.
Quello che al momento sembra certo è che l'area della Villa Comunale verrà inserita nel Centro Storico come tutte quelle all'interno della cinta muraria; «il sindaco presenterà le linee guida per la ricostruzione al più presto e le sottoporrà alla discussione pubblica. La partecipazione che con i gruppi di quartieri stiamo cercando di sollecitare, sarà quindi richiesta dallo stesso Comune. Per il mese di gennaio è prevista la pubblicazione delle specifiche ordinanze per il centro storico che dovrebbero essere diverse in particolare per le case E non isolate».
Sarà istituita anche una apposita Commissione per il Centro Storico la cui composizione è ancora da definire.

21/12/2009 9.20

[pagebreak]

E L'ARCIVESCOVO MOLINARI SCRIVE A GESU' BAMBINO

L'arcivescovo dell'Aquila Molinari, sul numero 10 del quindicinale diocesano "Vola", ha pubblicato una lettera a Gesù Bambino che riportiamo qui.
Caro Gesù Bambino, in questo Natale anche noi, cristiani dell'Aquila, siamo lieti di poterti contemplare come Figlio di Dio che si è fatto uomo.
Noi, i sopravvissuti alla grande tragedia, Ti porteremo quest'anno le nostre lacrime, le nostre paure e le nostre speranze. Un dono poco bello, è vero.
Eppure Tu, un giorno hai chiamato “Beati” tutti coloro che sono poveri, afflitti e impauriti. Come lo siamo noi in questo Natale.
Noi crediamo a questa Tua parola. Noi sappiamo che la gioia Tu la doni proprio a chi non ha più nulla e si affida totalmente a Te.
E Tu aiutaci, allora, in questo Natale a non vergognarci della nostra povertà, del nostro dolore e delle nostre paure.
Per chi giudica tutto con un metro umano noi siamo dei poveri “terremotati” senza certezze né presenti né future.
Ma per chi giudica con il metro della Fede noi siamo i più ricchi e i più vicini alla felicità.
Perché molti ancora non abbiamo una casa, ma abbiamo trovato riparo nel tuo Cuore.
Molti non abbiamo più un lavoro, ma sappiamo che la Tua Provvidenza che pensa ai fiori del campo e agli uccelli del cielo, non si dimenticherà di noi.
E non abbiamo più la nostra bella città, i suoi monumenti, le sue chiese, i suoi cantieri, la sua poesia e la sua cultura.
Ma Tu un giorno dicesti anche: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato”.
Noi crediamo a questa Tua promessa.
Facendo anche, con umiltà e tenacia, la nostra piccola parte. Perché Tu non compi mai miracoli per supplire alle nostre pigrizie.
Caro Gesù Bambino, non ci dimenticare.
Quest'anno Ti aspettiamo in modo particolare perché sappiamo che insieme con te niente è perduto e tutto è ancora possibile.
Anche la nostra rinascita.
Caro Gesù Bambino aiutaci a vivere un Natale vero, vicino a Te, sperimentando la Tua presenza in mezzo a noi. E una gioia vera ed autentica, come quella dei pastori, duemila anni fa in quella prima stupenda notte di Natale.

Giuseppe Molinari
Arcivescovo Metropolita di L'Aquila

[pagebreak]

BENI CULTURALI: ANCORA ALTA L'EMERGENZA

«L'ultimo grido d'allarme, in ordine di tempo, per la situazione dei beni culturali all'Aquila dopo il sisma del 6 aprile è quello del Presidente del Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e le Attività Culturali (Mibac), prof. Andrea Carandini».
A paralre e' Vladimiro Placidi, assessore alla ricostruzione dei beni storici, artistici e monumentali.
«A distanza di 8 mesi dal sisma – dichiara Placidi - praticamente non ci sono risorse finanziarie disponibili per i beni culturali, o quelle disponibili sono talmente poco consistenti da presentare piccoli interventi di restauro ad alcune chiese dentro e fuori il cratere come “operazione chiese di Natale”. In pratica alcune decine di piccole chiese con modesti danni collaterali saranno restaurate con interventi al di sotto dei centomila euro ognuna, per consentire la riapertura a Natale. Questa, francamente, ci appare come un'operazione di informazione tesa a gestire una difficile situazione economico-finanziaria sul fronte dei beni culturali».
«Certo», aggiunge Placidi, «bisogna riconoscere, per amore di verità, che il Vice-Commissario per i Beni Culturali fa quello che può con le risorse poste a disposizione dal Governo e che gli organi periferici del Mibac non hanno somme a disposizione, vista la progressiva riduzione degli stanziamenti a livello centrale. Sono alcuni anni oramai – continua l'assessore - che si è attuata una politica di contrazione degli stanziamenti sui beni culturali che comporta valori di decremento annuali alle sedi periferiche regionali del Mibac. Nel 2009 l'ulteriore riduzione rispetto al 2008 è stata del 15,3%; nel 2010 la percentuale sarà ancora più incisiva ed il decremento finanziario colpirà la missione caratterizzante del Mibac che è quella della tutela. Come sarà possibile allora affrontare l'emergenza beni culturali dell'Aquila dopo il sisma?»
«È possibile una rimodulazione degli stanziamenti da indirizzare su messa in sicurezza e restauro di beni culturali immediatamente cantierabili?», dice ancora Placidi, «proviamo a ragionare: se esiste, come risulta, un forte residuo di stanziamento, e quindi una giacenza di cassa, sarà possibile con una rimodulazione destinare all'Aquila almeno una percentuale dal 5% al 10% l'anno per un triennio immediatamente spendibili e rimpinguabili sugli stanziamenti originari con il piano triennale degli interventi. In parole povere, potremmo utilizzare in tre anni una somma dai 75 ai 150 milioni di euro all'Aquila senza offendere nessuno, senza togliere nulla ad altre regioni, in quanto risorse temporaneamente inutilizzate e senza toccare una suscettibilità politica. Naturalmente si tratta di una somma del tutto insufficiente rispetto alle necessita' del patrimonio danneggiato, sia religioso che civile. Sarebbe, pertanto, opportuno, come sostiene da tempo anche il sindaco Cialente, istituire una tassa di scopo, come e' successo per altri territori colpiti da sisma».

21/12/2009 11.26