Tasse, Di Pietro:«Berlusconi anticostituzionale». Chiesto aiuto a Napolitano

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Mentre il presidente Chiodi lavora serratamente per spuntare qualcosa di meglio sulla sospensione delle tasse, Di Pietro (Idv) all'attacco: «con gli aquilani solito Berlusconi anticostituzionale: per il governo i cittadini non sono tutti uguali». I 9 capigruppo del Consiglio regionale scrivono a Napolitano. * LO SFOGO DI CIALENTE: «NON CAPISCO PIU' COSTA STA SUCCEDENDO»
«Stiamo lavorando per cercare di ampliare il più possibile la platea di coloro che potranno beneficiare della sospensione della tassazione. La partita non é ancora chiusa e credo che il blocco verrà esteso a più persone».
Lo ha assicurato ieri il presidente della Giunta Regionale, Gianni Chiodi, commentando la decisione del governo di non sospendere per tutti i terremotati il pagamento delle tasse fino al prossimo setembre e di inserire la proroga nel provvedimento Milleproroghe e non nel decreto già approvato dal Consiglio dei Ministri.
Ieri il governatore è stato il bersaglio preferito di sindacati e opposizione politica che si aspettavano decisamente qualcosa di meglio dal provvedimento del governo, tanto atteso in tutta la città.
Anche perchè proprio Chiodi aveva letto nella seduta del consiglio di martedì scorso il testo del decreto (diverso da quello emerso ieri) e ha respinto le accuse delle opposizioni secondo le quali sarebbe stato smentito ed esposto ad una brutta figura da parte del governo.
«Questo non è vero - si è difeso - si tratta della bozza che il Consiglio dei Ministri aveva preparato e quindi è il testo che nelle Milleproroghe ha trovato un'altra formulazione».
Sulle affermazioni del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che la proroga non sarà per tutti, Chiodi ha ribadito che si cercherà di ampliare il più possibile «la platea dei contribuenti aventi diritto, naturalmente avendo un'attenzione particolare verso coloro che sono meno benestanti». «Non c'é dubbio - ha detto ancora Chiodi - che dovremo cercare di tutelare i meno abbienti, nel contesto alzando fino a quanto si può alzare la soglia».
Il presidente ha concluso che in questa azione di pressione nei confronti del governo «che io continuerò a fare fino alla fine stando a Roma e partecipando a tutte le trattative» si deve fare i conti «purtroppo con la compatibilità con le risorse scarse nazionali».
Nonostante queste rassicurazioni le critiche non si sono fermate. Per Antonio Di Pietro, esponente dell'Italia dei Valori, «le bugie del Governo hanno le gambe corte. La vicenda degli aiuti per le vittime del terremoto in Abruzzo è grave e dimostra, ancora una volta, che l'Esecutivo continua a vendere fumo alle spalle dei cittadini abruzzesi».
«E' la solita presa in giro – ha tuonato Di Pietro - e anche in questo caso Berlusconi si pone al di sopra della legge e della Costituzione perchè per questo Governo i cittadini aquilani non hanno la stessa dignità sociale e non sono uguali di fronte alla legge rispetto a tutte le altre popolazioni terremotate che hanno beneficiato di anni di sospensione nel pagamento delle tasse e di anni per poterle restituire. Devono arrangiarsi e pagare le tasse per finanziarie il ponte sullo Stretto di Messina o le centrali nucleari».
Intanto l'Idv della Regione Abruzzo chiede la convocazione straordinaria, in contemporanea, nella sede della Caserma della Guardia di Finanzia a Coppito, di Consiglio regionale, Consiglio provinciale dell'Aquila, Consiglio comunale e Consigli dei Comuni del cratere per discutere un documento unitario «a sostegno di un provvedimento di proroga della sospensione dei tributi nelle zone terremotate da parte del Consiglio dei Ministri con proprio decreto»
C'é preoccupazione anche da parte del parlamentare aquilano del Pd, Giovanni Lolli che come Di Pietro parla di «provvedimento incostituzionale perché appare evidente che riguardi solo determinate categorie professionali. Secondo le indicazioni preliminari la proroga non riguarderà lavoratori dipendenti, pensionati e cassintegrati, ma solo i lavoratori autonomi. Da che mondo è mondo una legge fiscale può fare distinzioni di reddito ma non di categoria».
L'invito è alla mobilitazione civile, ma coesa. «E' il momento di fare sentire la nostra voce - ha detto Lolli - perché questo decreto ancora non promulgato dal governo possa arrivare con le modifiche appropriate».
La presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane si è augurata una «mobilitazione istituzionale seria e netta, e che nessuno dica che si sta facendo politica si sta solo difendendo un territorio a cui avevano fatto delle promesse che non si stanno mantenendo».
La presidente auspica lo stesso trattamento per L'Aquila degli altri terremoti.
«La sospensione – ha commentato - è necessaria per evitare il declino inarrestabile di questo territorio. E' assurda, invece - prosegue - questa divisione dei cittadini tra chi potrà avere una sospensione».
Alla luce di questo, la Provincia si impegnano ad andare avanti nella mobilitazione, insieme all'amministrazione comunale. «Avevano detto non serve una mobilitazione - ha spiegato la Pezzopane - ma invece è indispensabile, sarà seria, fino a quando non verrà assegnato quanto promesso. Sino ad ora – ha concluso - non abbiamo protestato e questi sono i risultati».
Pierluigi Mantini, dell'Udc, ha accusato il governo per «le promesse non mantenute sulle tasse, e non solo», ma ha detto che «lo sdegno è comprensibile, ma non basta».
Ora, ha sottolineato Mantini, «chi ha responsabilità di governo e istituzionali deve adoperarsi con il massimo impegno per recuperare le difficoltà».
Il parlamentare ha annunciato quindi: «lavoreremo con molta serietà per modificare il decreto mille proroghe e per costringere il governo a rispettare i patti» perché «come ha detto Casini gli abruzzesi non sono cittadini di serie B».

RIPERCUSSIONI PER LE PROVINCIALI?


Ma questo scontro sulle tasse potrebbe determinare anche una serie di conseguenze per le prossime elezioni provinciali, come ha già annunciato il vicepresidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Giorgio De Matteis.
«Occorre ragionare», ha detto, «per vedere cio' che dobbiamo fare. Dobbiamo cioe' vedere con chi stiamo e a fare che cosa».
Intanto i nove capigruppo del Consiglio regionale hanno inviato una lettera a Napolitano: «desideriamo rappresentarle - scrivono - la situazione di enorme difficoltà che le popolazioni vittime del sisma dello scorso 6 aprile stanno vivendo attualmente. A queste oggi c'é il rischio di sommarne delle ulteriori a causa del cosiddetto 'decreto milleproroghe' che a breve le verrà sottoposto per la firma. Per quanto impossibile, questo decreto riesce a penalizzare ancor più le nostre popolazioni introducendo una disparità di trattamento che oltre a ledere, a parer nostro, i principi di uguaglianza sanciti dalla carta costituzionale, peggiora ulteriormente le già disastrate condizioni morali, sociali ed economiche di questo territorio».
Secondo i nove capigruppo della maggioranza di centrodestra e dell'opposizione di centrosinistra, il decreto penalizza «pensionati, cassintegrati, precari che dovranno, anzi stanno già pagando, le tasse, Irpef compresa, mentre 'l'autonomo' datore di lavoro sarà esentato venendo a godere della proroga della sospensione, creando così un'inutile e inaccettabile differenziazione sociale e bloccando la fragile ripresa economica del territorio colpito dal sisma».
Si sta valutando, nel caso in cui il tentativo con il presidente Napolitano dovesse fallire, di ricorrere alla Corte Costituzionale per far valere l'incostituzionalità della decisione preannunciata dal Governo, per violazione dell'art. 3 della Costituzione.
«In buona sostanza gli esponenti del Pdl hanno organizzato una reazione a un atto di arroganza e di prepotenza assolutamente identico alle tante reazioni organizzate dall'Italia dei Valori in risposta al “Lodo Alfano” e ai provvedimenti con i quali Berlusconi ha provato in questi anni a calpestare la Costituzione», sottolinea il consigliere regionale Carlo Costantini.
«La Costituzione, ''vecchia e superata'' è diventata anche per loro, improvvisamente, l'unico elemento di garanzia e di tutela oggettiva dei cittadini».

19/12/2009 9.25

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LO SFOGO DI CIALENTE: «NON CAPISCO PIU' COSTA STA SUCCEDENDO»

L'AQUILA. Tra i più amareggiati per il decreto sulle tasse in queste ore c'è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
Sempre molto pacato in questi mesi di post terremoto ha evitato in più occasioni lo scontro diretto con il Governo. E' prevalso un atteggiamento di collaborazione, anche con lo stesso Berlusconi, e non si sono mai registrati particolari scontri frontali.
Per questo si è attirato anche qualche critica dalla stessa parte politica e qualche voce insidiosa su presunti cambi di casacca.
Ma adesso per il primo cittadino è come se la misura fosse ormai troppo colma per continuare ad abbozzare.
Ieri in conferenza stampa ha mostrato tutta la sua amarezza per un provvedimento che in fin dei conti nessuno da queste parti si aspettava.
«Sono giorni che mi chiedo cosa stia succedendo», ha detto il primo cittadino. «Il terremoto e' una vicenda che ha colpito l'intero paese, eppure ci sono un pezzo di Governo e di Parlamento che dicono che abbiamo avuto anche troppo ed è ora che iniziamo a camminare da soli».
Cialente ha parlato di «trattamento disumano che rientra in un quadro molto più complesso» e ha messo così sul piatto le diverse difficoltà che si stanno incontrando in questi mesi.
«Il finanziamento del Cipe, di 4 miliardi di euro, arriva col contagocce; i fondi non bastano neanche a finire i puntellamenti. La mia paura e' che, terminate le assegnazioni degli alloggi del progetto Case, si spengano i riflettori e si chiudano le risorse».
Anche perchè a fine anno la Protezione Civile lascerà l'Abruzzo e la ricostruzione sarà nelle mani del commissario Gianni Chiodi e probabilmente i vari problemi interesseranno una ribalta meno nazionale e più locale.
«Noi – ha continuato Cialente - non stiamo chiedendo niente di straordinario. Chiediamo il giusto, di essere trattati come gli altri».
Il sindaco ha tirato fuori anche la vicenda del terremoto del Belice: «al 30 novembre del 1995, lo stanziamento totale per la ricostruzione era di 29mila miliardi di lire. Perchè, con noi, il Governo non si sta comportando alla stessa stregua? Invece, non si sa nemmeno che fine abbiano fatto i 300milioni di euro di anticipo per il rilancio delle attività produttive. Io stesso, ho dovuto raschiare il fondo del barile ed anticipare la mensilità di novembre per il contributo di autonoma sistemazione. Assurdo. Onestamente- ha conclcuso il sindaco- sono molto preoccupato per il quadro sociale che si andrà a delineare a gennaio, febbraio e marzo, mesi che, se continua così, saranno ancora più difficili».
Per Cialente «è giunto il momento di farci sentire, di ritrovarsi come territorio; che si vada avanti in modo compatto, che si metta da parte la politica per far valere i diritti di una popolazione massacrata economicamente, negli affetti e nella quotidianità, da quel maledetto sei aprile. La verità, è che si è pensato agli alloggi ma poi il progetto Case e Map sono risultati assolutamente insufficienti».
«Si è pensato alle scuole, battaglia questa vinta dal Governo, dalla protezione civile e dagli enti locali», ha continuato, «ma non si è fatto nulla, meno di zero, per il lavoro. Anzi, si mettono le tasse. In questo modo tutto ciò che si è fatto, sarà stato vano e soprattutto verrà distrutto tutto ciò che era rimasto della città, mi riferisco alla fiducia ed alla voglia degli aquilani di ripartire subito».

19/12/2009 9.55