Ritardi Map, la Steda: «sono troppi i fattori imprevedibili»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nei giorni scorsi il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha richiamato pubblicamente le ditte vincitrici di appalto che starebbero lavorando troppo lentamente.


Un richiamo formale, con tanto lista di inadempienti sbattuta sul sito ufficiale della Protezione Civile.
«Tremila persone non entreranno entro la fine dell'anno nei moduli abitativi provvisori», ha denunciato Bertolaso, «per una serie di gravi inadempienze da parte dei sindaci ma anche delle ditte chiamate a realizzarli».
A questi Map si aggiungono quelli che andavano sistemati nelle frazioni. Di questi solo il 70 per cento è stato fino ad oggi realizzato e delle 2.700 persone che dovevano trovare alloggio nelle abitazioni provvisorie solo 1700 avranno questa possibilità.
«Un ritardo ingiustificato - ha proseguito il capo della protezione civile - sul quale non escludo la possibilità di strappare i contratti stipulati con le aziende e di avviare azioni risarcitorie
Oggi una di quelle aziende tirate in ballo replica e assicura che i fattori «imprevedibili» sono tanti.
A parlare è l'impresa Steda Spa di Rossano Veneto in provincia di Vicenza che spiega di aver operato «sempre – ove possibile - con maestranze impegnate su tre turni 24 ore su 24, e che, alla data odierna, ha  stoccato presso l'impianto sito nel Nucleo Industriale di Bazzano, circa 250 MAP, pronti per essere montati non appena le condizioni dei cantieri nei Comuni interessati lo permetteranno».
Il gruppo Steda ritiene opportuno far rilevare che i tempi di consegna dei Map «sono stati e sono tutt'ora fortemente condizionati da molteplici e spesso imprevedibili difficoltà operative, in gran parte a lei (Bertolaso, ndr) non riconducibili».
Tra queste la società ci inserisce «l'inadeguatezza delle opere di urbanizzazione realizzate sui siti localizzati, e l'approssimazione con la quale sono state realizzate molte delle platee sulle quali porre in opera i Map.  Ricorda di aver più volte posto all'attenzione degli organi preposti tali problematiche, fino ad ottenere, per alcuni cantieri, addirittura l'ordine di rettificare, ove possibile, i manufatti già costruiti da altre imprese».
A questo punto la Steda si impegna ad intensificare ancor più la propria opera chiedendo uno sforzo maggiore alle maestranze, «affinché, facendo  sempre la propria parte, possano essere del tutto onorati anche gli impegni presi da Guido Bertolaso con le popolazioni residenti nei Comuni facenti parte del cratere».

CHIODI, PREVISTE RISORSE PER OLTRE 170 MLN EURO

Intanto il presidente della Regione Chiodi ha annunciato che sono state previste risorse per oltre 170 milioni di euro per gestire la situazione di emergenza e di difficoltà causata dal sisma.
Sono quelle che derivano dai fondi nazionali ed europei che necessitano di una programmazione e che non trovano definizione negli schemi del bilancio della Regione.
«Tali risorse», ha spiegato il governatore, «sono aggiuntive rispetto a quelle stanziate dal governo nazionale previste dal Decreto Abruzzo». «Siamo di fronte - ha aggiunto Chiodi - ancora una volta, ad accuse infondate e gratuite che non trovano alcun riscontro. Nonostante le difficoltà in cui ci siamo trovati ad operare a causa di una situazione finanziaria di fortissimo indebitamento, frutto di una gestione incauta degli anni passati, stiamo facendo fronte con interventi mirati per arrivare entro il 2012 a risanare le finanze degli abruzzesi».
11/12/09 11.45