La mobilitazione contro le tasse. Cialente: «dopo 8 mesi condizioni disumane»

Alessandro Biancardi

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La mobilitazione contro le tasse. Cialente: «dopo 8 mesi condizioni disumane»
L'AQUILA. Una mobilitazione importante, sentita, quella di oggi a Roma davanti Montecitorio per scongiurare la scure delle tasse. (Foto di Franco Botticchio)
Si sono mossi all'unisono tutte le istituzioni, i sindacati, le associazioni di categoria ed i cittadini
aquilani.
Tanti i sindaci dell'Abruzzo terremotato arrivati questa mattina nella capitali, guidati dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente e dal presidente della Provincia, Stefania Pezzopane.
Tutti sono intervenuti in occasione della manifestazione di protesta dell'Anci contro la Finanziaria per portare un appello al Parlamento con il quale gli abruzzesi, comprese tutte le associazioni di categoria, chiedono, nel rispetto degli impegni presi dal Governo, la sospensione del pagamento di tutte le tasse che con la fine dell'anno decadrà.
«Si gioca oggi una partita che non possiamo rischiare di perdere - ha commentato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente - In palio c'e' il futuro della nostra città', delle nostre cittadine e cittadini, giovani e meno giovani che, con dignità' e fermezza hanno scelto comunque di ripartire dalle macerie».
Per il primo cittadino è passato oggi un messaggio «fondamentale, unanime»: «L'Aquila c'è' e deve continuare ad essere, al di la' di qualsiasi intenzione politica o di parte».
Cialente ha chiesto al governo di «mantenere fede alle promesse assunte, di sgravare
temporaneamente i cittadini aquilani dal pagamento delle tasse, cosi' come e' stato fatto per altri cittadini Italiani, nelle nostre disgraziate circostanze. E' per la sopravvivenza stessa
dell' Aquila che siamo oggi a Roma - ha concluso il sindaco -per segnare il suo destino, in questo momento più' che mai, unico mio movente, come sindaco e come cittadino».
«Noi confidiamo nelle rassicurazioni di Bertolaso - ha detto la Pezzopane, spiegando le motivazioni della mobilitazione - lui é un nostro alleato e sta condividendo il dramma dell'emergenza. Tuttavia - ha proseguito la Pezzopane - il governo aveva assicurato che il problema delle tasse sarebbe stato risolto in finanziaria, così non è stato quindi la nostra mobilitazione è lecita».
«Non vogliamo credere che il Governo e il Presidente del Consiglio vogliano venir meno agli impegni più volte annunciati», hanno detto invece tutte le categorie produttive abruzzesi: Confindustria, Agci, CGIL, Ance, Coldiretti, Cisl, Casartigiani, Legacoop, Uil, Ugl, Claai, Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative e Confesercenti.
In blocco hanno scritto una lettera al sottosegretario Gianni Letta: «non possiamo nascondere una grande e cocente delusione per la mancata previsione di finanziamento all'interno della Finanziaria, così come al momento definita».
Le categorie produttive abruzzesi temono che «che l'attenzione» sul sisma del 6 aprile «cominci ad allentarsi e che alcune premesse fondamentali per la ripresa, quali la concessione della zona franca e la proroga degli sgravi contributivi e fiscali - con restituzione ritardata e diluita nel tempo come avvenuto nella precedente esperienza dell'Umbria e delle Marche - stiano venendo meno».
Al Governo quindi chiedono di emettere urgentemente «un provvedimento in tal senso», perché «é inoltre comunque indifferibile in quanto legato agli adempimenti fiscali e previdenziali che le imprese devono ottemperare entro il 15 dicembre prossimo».




BERSANI: BASTA SOAP OPERA

Decisamente più duri dei politici locali sono stati il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro.
Per il primo «invece di organizzare ogni settimana all'Aquila una specie di soap opera, sarebbe meglio concentrarsi sui problemi drammatici che ci sono: dare l'impressione che lì tutto è risolto è un insulto».
«I terremotati dell'Aquila vengono trattati come terremotati di serie B», ha aggiunto Bersani. «Non ci sono risorse per il lavoro, ci sono ancora 30mila persone che vivono fuori dall'Aquila e che non sanno come tornare. Non si sono rispettati gli impegni».
Di Pietro ha invece polemizzato sulla decisione di Berlusconi che ha deciso di passare la vigilia di Natale con i terremotati: «è troppo facile andare la notte di Natale dai terremotati circuendo un popolo senza però fare quello che serve. Questo Governo sordo non si sveglia neanche davanti ai terremotati».
Per Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista, invece, «la strategia messa in campo dal Governo, è sempre la stessa: dalla politica degli annunci alla realizzazione concreta delle promesse è come passare dal giorno alla notte. Alcuni esempi: il ministro Gelmini annunciò in una sua visita a L'Aquila che i tagli previsti sul personale della scuola, almeno per quest'anno, avrebbero risparmiato il territorio colpito dal terremoto.
Così non è stato, e centinaia di precari della provincia aquilana sono rimasti senza lavoro.
E' stato detto fino allo sfinimento che entro l'inverno tutti gli sfollati avrebbero avuto una casa: a dicembre inoltrato, sono ancora 19 mila gli aquilani sulla costa e quasi tremila i nuclei familiari senza prospettive, abbandonati ad un'autonoma sistemazione forzata».
«Noi siamo, a distanza di otto mesi - ha detto Cialente parlando con Di Pietro - una città fantasma. Tutto ciò è disumano».
«Siamo di fronte - ha detto dal canto suo il presidente Pezzopane - ad un impegno non mantenuto. Non siamo noi che dobbiamo giustificarsi, ma è il Governo che lo deve fare dandoci al più presto delle risposte. Il nostro appello - ha sottolineato - non è un appello di parte ma unitario, firmato da tutti i sindaci abruzzesi e tutte le associazioni, compresa la Camera di Commercio».
Cialente e Pezzopane nel pomeriggio incontreranno anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

10/12/2009 17.25

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