La Diocesi dell'Aquila sforna un piano strategico per la rinascita

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3257

L'AQUILA. Dopo il drammatico terremoto del 6 aprile 2009, L’Aquila vive una grave crisi che rischia purtroppo di prolungarsi nel tempo.




La strada verso la normalità è in salita e in città tutti ne sono coscienti. I lavori della ricostruzione sono ancora in alto mare, anche quella definita ''leggera'' stenta a decollare e la Protezione Civile ha richiamato pubblicamente quelle imprese che non hanno ingranato la marcia.  
«Vorrei che le arrivasse un enorme grazie», ha scritto a Guido Bertolaso una cittadina aquilana, Carla Gullì, «per aver comandato e sorriso, per aver ascoltato e dato consigli, grazie per l'umanita' dimostrata in infinite circostanze, per l'umilta' con cui ha affrontato situazioni estremamente complesse, grazie per la caparbieta', per la forza e la resistenza che ha avuto. Tra gli innumerevoli ricordi che terro' stretti nella mia memoria rimmarra' senz'altro l'immagine di un uomo che lascia da parte i politici e le istituzioni per correre a stringere la mano di un bambino che guarda impaziente i lavori di costruzione della sua nuova scuola. Quell'uomo, cosi' poco convenzionale e cosi' sensibile, e' lei».
Si è attivata per la fase di rinascita dell'intera città anche la diocesi dell'Aquila che sottolinea quanto sia necessario «evitare che tale crisi, per ora strettamente connessa agli eventi sismici, ne provochi, a catena, altre di carattere economico, commerciale, psicologico, sociale».
La Curia Arcivescovile di L'Aquila, proprietaria di alcuni degli immobili di maggior pregio del centro cittadino, sente il dovere di farsi promotrice di un piano strategico e di una proposta di recupero e rinnovamento: «un'ipotesi di proporzioni tali da essere forse in grado di innescare un ancor più ampio intervento sul patrimonio edilizio con il graduale coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni e dei privati».
Le diverse unità immobiliari di proprietà della Curia Arcivescovile all'interno del cen­tro di L'Aquila, tutte per lo più di grandissimo significato non solo sul piano spirituale e religioso, ma anche storico-artistico, civico e sociale, costituiscono per la stessa Curia una enorme responsabilità.
«Una sapiente gestione di tale patrimonio architettonico può contribuire in maniera decisiva alla rinascita del centro e dell'intera città», sostengono.
«Il restauro degli edifici danneggiati, la ricostruzione di quelli distrutti, l'adeguamento alle necessità contemporanee (dalla sicurezza sismica all'accessibilità, dall'efficienza energetica alla qualità dell'immagi­ne) come la loro ridestinazione funzionale, non possono che rientrare all'interno di un progetto strategico unitario da gestire con il coinvolgimento delle più qualificate energie ideative ed esecutive a disposizione, ricorrendo a incarichi diretti, a gare e a concorsi di progettazione ecc., in un quadro plurale e articolato che, se ben portato avanti, può diventare un esemplare caso di studio destinato a fare scuola e a innesca­re un virtuoso processo di rinascita urbana».
La necessità di andare verso insediamenti sostenibili non è più procrastinabile, sottolinea la Curia. «Non è un caso, infatti, che lo sviluppo sostenibile del territorio rappresenti uno dei temi affrontati da S.S. Benedetto XVI nell'enciclica sociale del terzo millennio “Caritas in veritate”, pubblicata il 7 luglio 2009, dove, insieme alla carità e all'economia etica, il Papa auspica una “nuova progettualità”: dell'ambiente, delle energie rinnovabili, delle culture locali e dei prodotti».
Lo spunto viene dalla crisi finanziaria che «ci obbliga a riprogettare il nostro cammino - afferma il pontefice - a darci nuove regole e a tro­vare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità».

I CONTENUTI DEL PIANO

Il piano strategico consta di due parti: la prima dedicata all'analisi del contesto di una porzione particolarmente significativa del centro storico; la seconda dedicata alla delineazione di alcune ipotesi d'intervento alla scala urbana, con l'identificazione e la valorizzazione di quattro ambiti simbolicamente connotati: religioso, culturale, musicale e librario, tutti ben radicati all'interno della tradizione aquilana.
Il progetto di recupero e finalizzazione  di alcuni luoghi significativi del centro storico cittadino, verrà presentato venerdì 11 dicembre alle ore 16.00 presso l'auditorium dell'ANCE all'Aquila.
10/12/09 10.01