Chiusa anche l'ultima tendopoli ma non sono mancate le proteste

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Chiuse, ufficialmente, tutte le tendopoli in Abruzzo: le ultime 13 persone che si trovavano in tenda, a Casentino, hanno lasciato il campo ieri mattina. * PERUGIA E L'AQUILA INSIEME PER L'EMERGENZA

Sono state sistemate in alberghi e nella caserma Campomizzi a L'Aquila.
Ma non sono mancate le proteste. «Sono venuti a svegliarci alle 6.30 con i Carabinieri e la Protezione civile, dicendoci che avrebbero smontato le tende».
«Se ci avessero detto di lasciare il campo per le 12, avremmo fatto trovare tutte le tende libere - spiega Renato Lolli - ma invece hanno preferito trattarci quasi come dei criminali e si sono presentati qui con la forza pubblica, occupando il campo con i loro mezzi».
Un'impressione condivisa da Giovanni Bianchi. «Abbiamo a che fare - commenta l'anziano residente del campo - con la 'protezione incivile'". Le operazioni sono state condotte comunque nel rispetto della prassi e a tutti è stata data la possibilità di assistere allo smantellamento e fare pranzo.
«Noi siamo soddisfatte del servizio della Protezione civile - spiegano alcune donne del campo - e siamo contente di vivere ora in Caserma». (
Ad oggi dunque, secondo i dati della Protezione Civile, a tutti gli abruzzesi assistiti è stata trovata una sistemazione più confortevole.
Attualmente ci sono circa 18mila persone distribuite fra alberghi e case private nell'aquilano e nelle altre province abruzzesi, mentre oltre 1.500 persone sono ospitate fra la scuola della Guardia di Finanza di Coppito e la caserma Campomizzi. Altre 6.700 cittadini si trovano invece nelle abitazioni antisismiche del progetto C.a.s.e. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (Map) nei paesi della provincia dell'Aquila.
Al culmine dell'emergenza, nelle circa 170 tendopoli, furono ospitate più di 40mila persone.
Il Dipartimento della Protezione Civile non esclude comunque che singoli cittadini, per paura di ulteriori scosse, abbiamo autonomamente deciso di continuare a stare nelle tende, sistemate nei pressi delle proprie abitazioni e fuori dai campi, che ad oggi sono tutti chiusi.
«Si tratta di un risultato rilevante - ha spiegato il responsabile dell'ufficio emergenze della protezione Civile, Fabrizio Curcio - infatti nei terremoti passati ci sono state persone rimaste per molto più tempo nelle tende. Qui invece abbiamo offerto una vasta gamma di possibilità alle persone che collaborando e dialogando con noi e comprendendo la gravità della situazione hanno accettato sistemazioni alternative». «Si è trattato di un duro lavoro - ha proseguito Curcio - ma la dismissione delle tendopoli segna uno stacco importante dal terremoto in questa fase che è ancora di contrasto dell'emergenza. Comunque il lavoro non è terminato, si continua con l'assegnazione degli alloggi del Progetto Case e dei Map, ma non avere le tende è un punto significativo della nostra azione sul territorio».
La chiusura delle tende era stata prevista per fine settembre ma è slittata per la paura tornata tra le persone per le scosse che si sono susseguite in questi mesi e per la richiesta di alcuni sindaci, soprattutto di piccoli comuni, di evitare il passaggio intermedio degli alberghi limitrofi all'Aquila prima che le famiglie entrassero nelle case.
L'operazione è stata caratterizzata anche da episodi polemici tra i terremotati nelle tende e gli uomini della Protezione Civile.

02/12/2009 10.14
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PERUGIA E L'AQUILA INSIEME PER L'EMERGENZA

L'AQUILA. Si sono riunite insieme ieri a Coppito, caserma della Finanza, le due giunte provinciali di L'Aquila e Perugia con tutti gli assessori ed i rispettivi presidenti Stefania Pezzopane e Marco Vinicio Guasticchi.
E' stato firmato un protocollo di intesa che sancisce l'inizio di una collaborazione tra le due istituzioni per tutto il periodo dell'emergenza sisma ed anche oltre.
Il patto è stato proposto dalla Presidente Stefania Pezzopane sulla valutazione delle forti similitudini e stretta vicinanza geografica tra i due territori.
«Entrambe le nostre province hanno caratteristiche di territori appenninici, capoluoghi di regione, ed entrambe hanno conosciuto il terremoto e sono soggette alla stessa vulnerabilità” ha sottolineato la presidente Pezzopane “ Vorremmo avvalerci anche delle esperienze già maturate sul campo da chi combatte con problematiche simili alle nostre».
La collaborazione si svilupperà nella programmazione dei sistemi di collegamento viario e ferroviario, della promozione turistica congiunta, dei prodotti agroalimentari, industria, commercio ed università.
Su questi capitoli le due giunte stanno già lavorando a progetti che verranno presentati prossimamente.
Un Comitato di Coordinamento è stato costituito ieri e si riunirà periodicamente per garantire l'attuazione del protocollo e ed il raccordo fra le parti.
«La ricostruzione dopo un terremoto può essere anche utilizzata come occasione di sviluppo se ben sfruttata»; ha affermato il presidente perugino Guasticchi.
«Vogliamo renderci utili. Mettere a disposizione la nostra esperienza ed evitarvi i nostri errori. Appena insediato, lo scorso giugno, abbiamo avuto a che fare con la grande emergenza umanitaria dell'Aquila, oggi vogliamo istituzionalizzare la collaborazione che è già nata da un pezzo e che non finirà finché ne avrete bisogno.
Questo a due è un primo nucleo di coordinamento che potrà allargarsi ad altre province del centro Italia. Non per contrapporci al nord. Non abbiamo bisogno di leghismi ma di “legacci” per potenziare la nostra azione».
Guasticchi ha sottolineato un altro legame tra i due capoluoghi: Celestino V fu eletto Papa in un Conclave svoltosi a Perugia.
La presidente Pezzopane ha ricordato invece le collaborazioni già avviate a seguito del sisma, per le quali ha ringraziato la Provincia di Perugia: l'ospitalità offerta ai prodotti tipici alla fiera Eurochocolate; la fornitura di laterizi da parte dell'ANDIL grazie alla mediazione della Provincia di Perugia; il progetto in corso per il potenziamento del collegamento ferroviario e infrastrutturale con l'Umbria.
«Ci siamo trovati benissimo con la Provincia di Perugia. E nei rapporti politici istituzionali anche il feeling è importante per la buona riuscita del lavoro», ha commentato Pezzopane.
Durante il sopralluogo alla parte più distrutta del centro storico, gli amministratori umbri sono rimasti molto sorpresi e colpiti di come la situazione sia molto più grave di quel che si vede sui media.

02/12/2009 10.14