Subappalto affidato alla ditta del senatore Piccone per 900mila euro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Partiamo da alcuni dati di fatto: la prima ditta ad essere esclusa dopo aver ottenuto un appalto in affidamento diretto per le condizioni di emergenza è stata quella di Dante Di Marco. (Foto da site.it)



ABRUZZO. Partiamo da alcuni dati di fatto: la prima ditta ad essere esclusa dopo aver ottenuto un appalto in affidamento diretto per le condizioni di emergenza è stata quella di Dante Di Marco. (Foto da site.it)


La ditta si era aggiudicata appalti per 500mila euro poi revocati dal prefetto Gabrielli per sospetti legami con la mafia siciliana e l'ex sindaco del sacco di Palermo, don Vito Ciancimino.
Altro fatto: parte del tesoro di Ciancimino è stato investito nel più assoluto anonimato anche in Abruzzo, nella fin troppo tranquilla zona di Tagliacozzo.
A marzo scorso la prima grande inchiesta chiamata “Alba d'oro” ha di fatto certificato questa presenza.
Altro fatto: Di Marco è presente anche in un'altra società, la Marsica plastica srl, insieme ad altri soci poi coinvolti proprio nella inchiesta Alba d'Oro e sospettati di essere troppo vicini a Cosa nostra.
Infine, Dante di Marco risulta socio anche di un'altra società importante, la Rivalutazione Trara srl che ha rilevato l'ex zuccherificio di Avezzano, in compagnia di Ermanno Piccone (padre del senatore Filippo) ma anche Sabatino Aracu, Venceslao Di Persio e Domenico Contestabile.
A mettere in file tutte le connessioni è stato Angelo Venti, di Libera-Site.it, esperto della materia e profondo conoscitore degli intrecci e degli interessi della Marsica e che scrisse ben due anni prima dell'inchiesta già moltissimo della questione “Alba d'oro”.
Ieri la foto di uno dei tir della Kromoss, la ditta di Ermanno Piccone, nel mezzo di uno dei cantieri per la ricostruzione all'Aquila.
Poche reazioni tiepide alla notizia, come quella di Camillo D'Alessandro del Pd («Ora appare più chiaro il motivo della attuale indisponibilità del centro-destra ad approvare la nostra proposta di legge che prevede l'istituzione dell'osservatorio sulla ricostruzione»), per lo più falsa indifferenza, ma ci sono nuovi particolari che sono destinati a far discutere tutti… tranne la politica.
Venti spiega come la foto scattata del tir risalisse al 26 settembre scorso e che probabilmente si sia trattato solo di un favore…
«La Kromoss, però», spiega Venti, «non figura tra i nomi delle ditte indicate nei cartelli esposti fuori dai cantieri e nemmeno nell'elenco delle imprese appaltatrici fornito dal Dipartimento di Protezione civile. Consultando l'elenco delle centinaia di ditte subappaltatrici arriva la sorpresa: la Kromoss non compare, ma spunta un'altra società, la Korus srl che in Ati con la Gieffe snc si è accaparrata lavori per 921.194 euro per la “fornitura e posa in opera di serramenti esterni in alluminio“».
La Korus, costituita nel 1998 e con sede a Latina, ha un capitale sociale di 10.400 euro e come amministratore e socio unico risulta lo stesso Filippo Piccone.
«Quindi il tir della Kromoss del padre Ermanno», scrive ancora Venti, «viene utilizzato solo per il trasporto, la cospicua commessa è stata acquisita direttamente da una società del senatore, tra l'altro unico socio».
Nulla di illegale fino a prova contraria, magari soltanto una informazione che probabilmente può risultare di interesse pubblico anche per capire certe affermazioni dello stesso capogruppo del Pdl.
Esiste tuttavia una legge, probabilmente in vigore, la numero 60 del 1953 che secondo una certa dottrina sancirebbe il divieto di esercitare cariche all'interno di società da parte di parlamentari soprattutto se queste in qualche modo svolgono servizi per lo Stato. Per alcuni la norma deve essere estesa anche a commesse ed appalti.
La Protezione civile evidentemente è di avviso diverso.
Sta di fatto che le imprese di famiglia godono di un ottimo momento che per la verità era iniziato anche prima del terremoto.
E' da rimarcare comunque come gli elenchi delle ditte subappaltatrici non siano mai stati diffusi dalla Protezione civile se si esclude la pubblicazione (un giorno) su una edizione cartacea del quotidiano Il Centro che a quanto risulta non è ancora diventato la Gazzetta ufficiale.
Dunque la Protezione civile da questo punto di vista è totalmente inadempiente.
«Centinaia di milioni di euro gestiti - con il pretesto dell'emergenza e con il ricorso al potere di ordinanza e di deroga - scavalcando e aggirando le leggi ordinarie», scrive ancora Angelo Venti, «anche quella sugli appalti e di fatto senza possibilità di controlli. E se le forze dell'ordine rilevano irregolarità, ecco pronto il Dipartimento con una nuova ordinanza, che sana tutto e cancella le prove delle violazioni. Grazie a questi meccanismi, per l'azienda di Piccone non è stato necessario partecipare a una gara d'appalto pubblica, la commessa gli è invece stata comodamente assegnata a “chiamata diretta“. Un affare, in questi tempi di crisi, che farebbe felice qualsiasi imprenditore. Soldi praticamente liquidi che al senatore in questo momento faranno sicuramente molto comodo, visto che di recente insieme alla consorte ha subito l'onta del sequestro conservativo dell'immobile in cui risiede a Celano su richiesta del curatore fallimentare di una società livornese coinvolta in un procedimento per bancarotta fraudolenta, oppure in considerazione della notizia relativa ad un presunto pignoramento di una parte della sua indennità parlamentare su richiesta di una società molisana - che tra l'altro lavora sempre nel settore dei profilati di alluminio - per un debito di oltre 128 mila euro».
Somma urgenza, un concetto molto preciso ma pur sempre soggettivo che può variare a seconda del momento.
Nella inchiesta Ground zero della procura di Pescara alcuni discorsi intercettati mettono bene in luce in che modo venga stabilita la “somma urgenza”.
Venturoni spiega all'ex manager della Asl dell'Aquila parlando del prossimo appalto per l'acquisto di una struttura da costruire dell'imprenditore Alido Venturi:«ieri ho incontrato Bertolaso… Chiodi chiede un avallo di Bertolaso per la vicenda dei lavori, no? Io ho parlato con Bertolaso ed ho detto: mi raccomando, ci serve e basta».
Infatti, la Protezione civile in una presa d'atto concorda sull'urgenza. Tutti felici e contenti.

28/11/2009 9.31

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