San Salvatore. Chiodi: «da gennaio a regime». Pezzopane: «Venturoni ci ignora»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L'ospedale dell'Aquila tornerà a funzionare a pieno regime entro gennaio 2010. * ACCORPAMENTO TENDOPOLI, SFOLLATI PROTESTANO

Lo ha assicurato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ai medici riuniti all'Aquila in occasione del convegno promosso dall'Annao-Assomed su "Sanità in Abruzzo. Il piano di rientro dopo il sisma del 6 aprile".
«Esiste - ha spiegato meglio il presidente della Regione - un cronoprogramma che ritengo possa essere rispettato e che verrà illustrato nel dettaglio lunedì prossimo dall'assessore alla Sanità e dal commissario straordinario. In questo senso - ha aggiunto Chiodi - abbiamo notizie rassicuranti e confortanti sul fatto che l'ospedale della città dell'Aquila tornerà alla funzionalità che aveva prima del sisma».
Il presidente della Regione ha inoltre spiegato che «nel mandato che abbiamo conferito al commissario straordinario della Asl non esiste solo il compito di portare a compimento le procedure di fusione della Asl dell'Aquila con quella di Avezzano-Sulmona, ma anche si far ripartire l'ospedale aquilano entro il gennaio 2010».

PEZZOPANE: «ABBIAMO BISOGNO DELLA REGIONE»

Al dibattito ha partecipato anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane che ha parlato delle difficoltà del comparto a seguito del sisma.
«Quello che manca ad oggi, a mio avviso, è solo un maggiore impegno della Regione», ha detto la presidente.
«Abbiamo infatti le risorse sufficienti per un nuovo ospedale e non solo per riparare quello esistente. Il rimborso dell'assicurazione e quelli che ci spettano dallo Stato ci mettono in condizione di realizzare un polo sanitario moderno e di avanguardia».
La prospettiva deve essere quella «di utilizzare le risorse per un nuovo moderno ospedale ad altissimo potenziale tecnologico. E' ovvio che nel frattempo il S. Salvatore deve tornare a regime in tutto il potenziale dei suoi 460 posti letto».
«Se si riescono a prevedere in tempi brevi 39 posti solo per tre giorni di eventuale necessità agli otto grandi della terra», ha insistito, «non vedo perché un ospedale che deve garantire una città intera non debba essere prontamente ristabilito nelle sue funzioni ottimali. Soprattutto in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo attraversando in cui la sanità dovrebbe essere potenziata non indebolita».
Il laboratorio analisi, il pronto soccorso, la diagnostica per immagini servono ora più che mai, per i ricoverati e per gli esterni, ha ribadito.
«Su questi temi», ha chiuso Pezzopane, «l'assessore regionale Venturoni, non ha ancora ritenuto di incontrare le istituzioni locali, nonostante le mie numerose sollecitazioni e le mie richieste di incontri. Forse si dà ascolto solo a chi utilizza gesti eclatanti».

14/11/2009 10.20

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ACCORPAMENTO TENDOPOLI, SFOLLATI PROTESTANO

L'AQUILA. Vogliono restare in tenda e non allontanarsi dalla città? La Protezione civile li accontenta, ma non solo, starebbe preparando un piano di accorpamento dei campi rimasti.
E chi vive in tenda non l'ha presa molto bene.
«Diciamo no al possibile accorpamento delle tendopoli all'Aquila come risposta alle richieste avanzate dai residenti per non essere allontanati dal proprio territorio».
Queste sono le parole del comitato "Cittadini per cittadini", sorto all'indomani del terremoto del 6 aprile scorso, che chiede alla Protezione Civile e alle istituzioni locali di scongiurare il trasferimento degli sfollati rimasti in poche grandi tendopoli.
«Abbiamo già espresso il nostro disappunto a possibilità del genere - si legge ancora - in occasione dell'incontro con il prefetto e la Protezione civile».
Ma a quanto pare il progetto sta andando avanti.
«Non riteniamo giusto - prosegue il comitato - chiedere alle persone un accorpamento delle famiglie nelle tende per riunire la maggior parte delle persone nei due soli campi Globo e Acquasanta, invece di dare loro soluzioni dignitose che li sollevino dai disagi subiti finora».
La mossa che ci si aspettava, infatti, era quella che la Protezione Civile, conscia dei gravi disagi dei pochi sfollati che da sette mesi vivono in tenda, reperisse alloggi nel perimetro della città.
Ma ormai abitazioni disponibili non ce ne sono più e anche le case requisite sembra che non riescano ad accontentare l'intero fabbisogno.
Quindi un trasferimento per chi è in tenda è vicino: destinazione Globo e Acquasanta per radunare tutti gli “irriducibili”.

14/11/2009 10.28