Requisite 474 abitazioni non utilizzate nella provincia dell’Aquila

Alessandro Biancardi

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Requisite 474 abitazioni non utilizzate nella provincia dell’Aquila
L’AQUILA. A sette mesi dal terremoto si continua a requisire alloggi per trovare sistemazioni a chi una casa ancora non ce l’ha.

Sono stati emessi, fino alla data del 12 novembre, 181 ordini di requisizione, per un totale di 474 unità immobiliari, con una immissione in possesso di 16 unità immobiliari sulla base delle ricognizioni effettuate dal Comando provinciale della Guardia di Finanza.
Una notevole quantità di immobili è risultata occupata, sia soprattutto da terzi attraverso comodati d'uso e rapporti in via di registrazione, sia dagli stessi proprietari o da loro congiunti a causa dell'asserita inagibilità delle proprie abitazioni.
Nei casi di fabbricati di proprietà di imprese di costruzione, invece, è stata dichiarata l'esistenza di numerosi contratti preliminari di compravendita.
La Prefettura ha trasmesso, per gli accertamenti di competenza e per le verifiche che si riterranno opportune, al Comando provinciale della Guardia di Finanza tutte le schede relative agli ordini di requisizione non effettuati, con la descrizione delle situazioni riscontrate e le generalità degli occupanti le unità immobiliari.
L'intera operazione oltre che garantire nuove possibilità alloggiative in relazione alla nota emergenza, aveva tra gli scopi anche quello di far emergere tutte quelle situazioni di palese violazione della normativa fiscale e, quindi, oltre che constatare con soddisfazione che numerosi nuclei familiari hanno trovato comunque una risposta all'emergenza abitativa, si ritiene che l'attività che si sta continuando a svolgere stia rispondendo egregiamente a tutti gli obiettivi prefissati.



A VILLA SANT'ANGELO PIANO DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO

Intanto è oggetto del lavoro di un gruppo di ricerca coordinato dalle università di Genova e Catania, insieme all'istituto per le tecnologie delle Costruzioni, Itc-Cnr L'Aquila un piano di intervento finalizzato al recupero del centro storico di Villa Sant'Angelo.
Le attività previste dal protocollo prevedono inizialmente un piano di sgombero delle macerie dalla viabilità pubblica, con relativa messa in sicurezza degli edifici parzialmente crollati.
Si tratta di un'attività finalizzata a preservare al massimo la conservazione del borgo.
Si arriva poi allo studio sistematico degli isolati, con conseguente raccolta di informazioni sulla consistenza edilizia, sulle tecniche costruttive e sulle modalità di danneggiamento a seguito del sisma, per poi arrivare alla stesura di un "codice di pratica" atto a fornire le indicazioni progettuali per la ricostruzione, che verrà attuata attraverso tecniche di consolidamento specifiche. Tecniche che si adattano alle caratteristiche di Villa Sant'Angelo.
«Siamo particolarmente soddisfatti del lavoro svolto dalle commissioni di ricerca - ha commentato il sindaco di Villa Sant'Angelo, Pierluigi Biordi - che vedono una componente scientifica e accademica di qualità. Nel paese non abbiamo più un campo di accoglienza - ha proseguito - occorre fare tutto il possibile per creare nuove condizioni di insediamento».

13/11/2009 15.25