Sveglia con terremoto nell’aquilano. Partite demolizioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4844

L’AQUILA. Ancora una scossa di terremoto sveglia la città dell’Aquila. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si è verificata alle ore 6.57 con magnitudo 2.6. * MACERIE, UN VERTICE PER RIMUOVERE LA CITTÀ CROLLATA * IL MUSEO NAZIONALE VERSO LA NORMALITÀ, ISTITUTO MINORILE NO


Le località prossime all'epicentro, informa il Dipartimento Protezione civile in una nota, sono Ocre, Fossa e Collimento.
Dalle verifiche del dipartimento, non risultano al momento danni a persone o cose.
Da circa sette mesi le scosse non si sono mai fermate anche se rimangono circoscritte ad una intensità medio bassa.
Ieri una replica è stata registrata alle 11.52 (magnitudo 2.1) nella Valle dell'Aterno. Martedì alle 19.26 (magnitudo 3) sul Gran Sasso.
Da martedì alle 07, fino alla mezza notte di mercoledì in un raggio di 20/25 Km intorno a L'Aquila gli strumenti di rilevazione di Giampaolo Giuliani hanno registrato 35 eventi strumentali di magnitudo compresa tra 1.5 e 2.2.
«Il livello di Radon misurato da tutte e tre le stazioni», ha spiegato il tecnico la cui teoria è guardata con scetticismo dai sismologi ufficiali, «permane leggermente alto sulla soglia, questo ci garantisce ancora per le prossime ore, una frequenza strumentale (Piccola intensità) tra le 20 e le 30 scosse giornaliere. Di contro l'ampiezza dei picchi non lascia supporre che ci potranno essere scosse più forti, nelle prossime ore».

INIZIATE LE PRIME DEMOLIZIONI

Intanto ieri sono partite le demolizioni all'Aquila nel quartiere periferico di Pettino, che interessano 210 appartamenti di un intero complesso residenziale, sito tra via Germania, via Svizzera e via Francia.
I danni che hanno riportato le palazzine non sono evidenti, ma le lesioni ai pilastri hanno compromesso irrimediabilmente le strutture.
I condomini, non senza polemiche, portano via gli ultimi oggetti di valore, anche affettivo.
Presente ai lavori, il vicesindaco dell'Aquila, Roberto Riga, che ha assicurato che «una volta acquisito uno studio sulla situazione geologica del quartiere si potrà pianificare una ricostruzione, in accordo con i proprietari».
Gli operatori incaricati dell'abbattimento stanno conducendo un'attività propedeutica all'azione di demolizione.
Si procederà con estrema cautela, al fine di non danneggiare gli edifici agibili circostanti.

12/11/2009 9.56
CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK


[pagebreak]

MACERIE, UN VERTICE PER RIMUOVERE LA CITTÀ CROLLATA

L'AQUILA. Se le macerie non vengono rimosse è praticamente impossibile far ripartire la città.
Eppure, a sette mesi dal sisma, L'Aquila è come “congelata” a quel 6 aprile.
Proprio alle luce del ritardo accumulato nell'avvio al recupero e smaltimento delle macerie e sulla scorta degli interventi pubblici sull'argomento, l'assessorato all'Ambiente e alla Protezione Civile della Provincia dell'Aquila ha convocato un incontro operativo che si svolgerà venerdì 13 novembre, dalle ore 10 nella Sala C della Palazzina C1 della Scuola della Guardia di Finanza.
La riunione è stata concordata con il prefetto, Franco Gabrielli, e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Tra gli invitati la Regione Abruzzo, i sindaci del cratere, l'Arta, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Forestale.
«Il tema della gestione e della rimozione delle macerie è ormai non più rinviabile», ha detto l'assessore Fina.
«La ricostruzione è rallentata ed, in molti casi, impedita proprio dal propedeutico mancato intervento sulle macerie. La problematica è senza dubbio molto complessa e di dimensioni enormi. I Comuni non possono essere lasciati soli e devono trovare nelle altre Istituzioni un sostegno concreto».
L'incontro servirà proprio per cercare di trovare una soluzione condivisa.
«Io ricostruirò, con il mio Ufficio, tutto quello che è successo in questi mesi», ha spiegato Fina: «richiamerò gli attuali vincoli di legge e le ordinanze; in sintesi, proverò a focalizzare i punti critici e i nodi da sciogliere non tralasciando di ricordare i compiti e le competenze assegnate, ad oggi, a ciascun soggetto».
L'auspicio è che la riunione si concluda con le idee chiare a tutti sul da farsi, sul chi deve farlo e in che tempi.
Potrebbe emergere anche la necessità di un provvedimento legislativo o governativo finalizzato a semplificare qualche procedura o trasferire deleghe e compiti da un Ente ad un altro.
«In questo caso», ha detto Fina, «io auspico che in sede della stessa riunione si possa chiarire anche la natura dell'eventuale provvedimento e condividerne in contenuto. Insomma bisogna fare presto. Bene ha fatto il Prefetto a suonare l'allarme. Non possiamo più rinviare il tempo delle scelte e dell'azione».

12/11/2009 9.57

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK


[pagebreak]

IL MUSEO NAZIONALE VERSO LA NORMALITÀ, ISTITUTO MINORILE NO

L'AQUILA. Il Comune dell'Aquila ha concesso i locali dell'ex mattatoio, a borgo Rivera, al Museo Nazionale d'Abruzzo.
La concessione, in comodato d'uso gratuito, è stata promossa dal sindaco Massimo Cialente per ospitare le collezioni presenti nel Museo prima del sisma, in attesa che vengano terminati i lavori di recupero e consolidamento del Castello Cinquecentesco.
Con la firma del contratto di comodato, avvenuta tra il primo cittadino, il vice commissario delegato per il recupero e la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti ed il Direttore Regionale dei Beni Culturali, Anna Maria Reggiani, la città tornerà a godere dello straordinario patrimonio artistico messo a rischio dal sisma del 6 aprile e di una degna sede espositiva.
«Un atto dovuto - ha dichiarato Cialente - che consente di rendere di nuovo fruibile per il pubblico le numerosissime e prestigiose opere d'arte di cui la struttura era dotata, senza pericolo per l'incolumità delle persone».
I lavori per allestire provvisoriamente la sede del Museo nei locali dell'ex mattatoio, in gran parte ristrutturato, partiranno tra circa un mese e saranno effettuati dal Ministero dei Beni Culturali.
Alla firma del contratto era presente anche una delegazione della “Veolia Water Solutions and Technologies”, guidata dal direttore concessioni Italia Fehmi Carikli ed accompagnata da Maurizio del Re, delegato della Società Risorse Idriche Calabresi nonché dirigente della Siba spa.
In particolare, la Veolia si è detta «lieta del positivo incontro col Sindaco, nel corso del quale abbiamo valutato la possibilità di una cooperazione e di un supporto nel campo dei servizi idrico ambientali e nel contiguo interesse al restauro della Fontana Luminosa».

GIUSTIZIA MINORILE ANCORA IN BILICO

Fabio Pelini, segretario provinciale PRC-SE, chiede alle istituzioni altrettanta attenzione per il recupero degli uffici della Giustizia Minorile che rischiano la soppressione permanente.
La struttura, sottolinea Pelini, «è di fondamentale importanza per la rieducazione dei minori implicati in procedimenti giudiziari di natura penale, nonché per l'espletamento di un'utile opera di prevenzione dei reati commessi da una parte della popolazione sempre più a rischio e sempre più indifesa».
In particolare, il Centro di prima accoglienza e soprattutto l'Istituto Penale per i Minorenni “L. Ferrari”, che da decenni si occupa dei minori condannati alla grave misura detentiva in un contesto di “qualità della vita” difficilmente riproducibile in altri istituti del Paese, sono tuttora disattivati e rischiano di dare un colpo letale alla presenza del Centro Giustizia Minorile a L'Aquila.
«Eventualità, questa», continua l'esponente di Rifondazione, «assolutamente da scongiurare, per i lavoratori del Centro e per il futuro stesso della nostra città».

12/11/2009 9.59

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK