L’odissea degli universitari: alla Reiss Romoli manca certificato antisismico

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Le residenze per gli studenti alla Reiss Romoli? Solo sulla carta, per ora. Nessuno dei 212 posti messi a disposizione degli studenti, infatti, può essere ancora occupato.


A mancare, a sette mesi dal sisma, sarebbe la certificazione antisismica dell'edificio.
Sarebbe dovuta arrivare entro i primi dieci giorni di novembre, fanno sapere dall'Adsu, ma ad oggi ancora nulla.
Una volta arrivato il certificato, poi, si passerà ai colloqui con gli aventi diritti. Altro tempo.
Dunque, i 212 fortunati studenti, primi tra i 600 ritenuti idonei in base al bando indetto dall'Università dell'Aquila, rimangono ancora senza sistemazione.
Fino a quando, non è dato saperlo.
Eppure, quei 212 possono comunque dirsi privilegiati.
Un letto è comunque stato loro assegnato. Gli altri 400 che si sono visti certificare i loro stessi diritti se la passano anche peggio.
Per loro, nessuna speranza a breve-medio termine. Abbiamo parlato con alcuni di quei sedicimila studenti che, al di là di ogni aspettativa, hanno voluto scegliere L'Aquila per i loro studi.
Gli “idonei ma non beneficiari”.
Chiara Carulli ha 23 anni, ed è di Atri, in provincia di Teramo. Facoltà di Lettere e Filosofia. La incontriamo nel container dell'Udu, a Coppito.
Chiara è venuta per avere chiarimenti, spiegazioni, un aiuto. «Non sono entrata in quei 212 posti per tredici posizioni. Puoi immaginare come mi sento», ci dice.
Da Atri all'Aquila ogni giorno?
«No, per fortuna ho trovato una mia amica che mi ospita. Stiamo a San Giacomo, zona Torrione. Però potrò rimanere lì fino a dicembre».
E poi?
«Poi non lo so. Davvero non lo so».
Trovare casa è difficile, racconta, anche per i prezzi degli affitti che sono schizzati.
«Dall'Adsu non ci fanno sapere nulla. Se iniziassero i colloqui per chi ha avuto la sistemazione, magari salterebbe fuori che qualcuno rinuncia, o che non ne aveva diritto. Invece zero. Ancora non danno la certificazione. Non so cosa devo fare».
Oltre alle 120 stanze ricavate per 212 studenti, alla Reiss Romoli l'Università dell'Aquila ha ottenuto anche un'altra ala, con altre 80 stanze. Quando qualcuno potrà entrare ad abitarci, al momento non è dato saperlo.
«Tra affitto della casa e abbonamento del bus ho superato i costi dell'anno scorso». Azzurra D'Angelo, idonea non beneficiaria, ha trovato sistemazione ad Avezzano.
Sulla carta ha diritto ad avere canone e utenze pagati in buona parte dalla Regione.
In pratica, paga di tasca sua anche la lontananza dall'Aquila.
«Ho trovato un appartamento tramite conoscenze, quindi riesco a pagare qualcosa di meno rispetto al mercato. Ma so di altri che tanto fortunati non sono stati».
Azzurra, beneficiaria del diritto allo studio, spende 250 euro al mese.
Il bando per l'assegnazione dei posti è stato diviso in tre fasce: neo-immatricolati, stranieri, anni successivi. Lei è nella terza fascia.
«Ma sono bassa in graduatoria, chissà quando mi toccherà. Sono rimasta molto sorpresa quando ho visto ciò che è accaduto alla Casa dello Studente della Lombardia. Come si fa? Io sarei anche potuta entrare. Una mia amica mi ha chiamato per dirmi dei posti, ma non ho fatto in tempo. Però non si può entrare o meno in base ad una chiamata telefonica fatta da un'amica».


«L'ANNO PROSSIMO SPERIAMO VADA MEGLIO»


«Spero che per l'anno nuovo abbiano finito di riparare le case B e C».
Scusa? «Sì, perchè prenderò una casa in affitto a mie spese. Non posso andare avanti così».
Marco Rulli è di Scafa, provincia di Pescara.
Distanza dall'Aquila, poco più di 70 chilometri.
Marco, idoneo ma non beneficiario, viaggia ogni giorno su e giù.
Andata e ritorno, circa quattro ore di bus, per il costo di 20 euro a settimana.
«Mi alzo alle 6:30, prendo l'autobus alle 7:10, arrivo all'Aquila alle 9. Le lezioni iniziano alle 9:30, e capita che arrivi in ritardo, visto che la coincidenza a volte salta. Alle 18 riparto».
Tutti i giorni. «Mi affitterò una casa. Che devo fare? Non posso continuare a viaggiare così. Stress a parte, non mi rimane il tempo materiale per studiare».
Prospettive di un posto letto, al momento, zero.
«Dall'Adsu – continua – mi hanno detto solo che sarò tra i primi nelle prossime assegnazioni». Quando? «E chi lo sa?».
A saperlo, in effetti, non sono neanche gli impiegati dell'Azienda per il diritto allo studio universitario.
Anche loro, a dire il vero, in piena emergenza.
A Coppito i tre dipendenti dell'Adsu sono ospitati in una tenda.
Gli altri undici colleghi si sono visti assegnare un ufficio in quello che era il bar della disgraziata facoltà di Ingegneria di Roio.
Un ufficio che oggi è una cattedrale in mezzo al deserto.
«Tra un po' sposteranno anche noi – dice un'impiegata di Coppito – già hanno detto che devono togliere la linea internet. Poi andiamo a Roio. E quale studente arriverà fin lassù, d'inverno, che la strada dall'Aquila è anche chiusa?»

Alessandro Consalvi 10/11/2009 11.38

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