Le macerie ancora lì dopo 7 mesi: Chiodi: «la Regione non è competente»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. A sette mesi dal terremoto che ha sconvolto la provincia dell’Aquila è quasi impossibile ripartire. Le macerie sono ancora lì, immobili. *TERREMOTO: 20 MLN PER RISTRUTTURARE SCUOLE FUORI CRATERE

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha respinto al mittente le accuse per la mancata rimozione e ha spiegato che c'è una circolare del vice capo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis che «delinea chiaramente le competenze per la rimozione nell'area del cratere».
Secondo tale disposizione, i singoli Comuni devono organizzare i siti di stoccaggio temporaneo e selezionare le macerie da trattare.
Queste ultime possono dar luogo a due flussi: materiale riutilizzabile per opere pubbliche, quindi con un suo valore economico, ed altro, un buon 10 per cento, non riutilizzabile e quindi avviato allo smaltimento.
Per il presidente Chiodi, in questo ciclo, l'unica competenza della Regione è quella di individuare i siti per lo smaltimento: «Cosa fatta attraverso una delibera già andata in Giunta, che nella scelta delle aree si è avvalsa del contributo tecnico di Arta ed Ispra».
La stessa circolare della Protezione civile indica la Provincia come ente coordinatore dell'attività dei Comuni in materia di macerie, a seguito anche della forte insistenza della Presidente di avocare a sé tale ruolo.
«Nella filiera, dunque - ribadisce Chiodi - carente è l'organizzazione dei siti di stoccaggio e smaltimento. Oltre all'ex Teges di Paganica, deposito gestito dall'Asm ma quasi al collasso, non si sono costruiti altri siti. Saltata l'ipotesi di un'area ad hoc a Bagno, per problemi idrogeologici, l'unica strada finora percorsa da chi ne ha effettivamente competenza è stata, appunto, la Teges».
Il presidente si dichiara pertanto disposto, come sempre, a collaborare per trovare una soluzione adeguata ma ritiene anche opportuno stigmatizzare che «non si può pretendere l'attribuzione di alcune responsabilità scaricandole poi sugli altri quando non si riesce a trovare la soluzione migliore».
«Nella situazione in cui si trova il nostro territorio - conclude - lo scaricabarile non paga e soprattutto non è di alcuna utilità alla popolazione terremotata. Serve semmai solo ad accrescere la propria visibilità personale. Un po' poco, direi».

APPELLO CIALENTE A COMMISSIONE CAMERA

Intanto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente chiede un sopralluogo della Commissione Ambiente della Camera proprio in merito al problema dello smaltimento delle macerie.
«Applicare le normative europee e italiane e classificare le macerie come rifiuti urbani - scrive - rende impossibile rimuovere le stesse in tempi compatibili con il processo di ricostruzione».
Pur nel rispetto dell'ambiente, aggiunge il primo cittadino, «é assolutamente necessario individuare un'apposita legislazione e un'apposita normativa e prevedere un ciclo tecnologico di smaltimento alternativo».
Cialente fa notare che per la prima volta ci si trova a fronteggiare «un terremoto di così vaste proporzioni, con milioni di metri cubi di detriti e la sussistenza di nuove norme europee e italiane». Le tecniche di smaltimento, sottolinea, «presentano costi insostenibili e, nella loro farraginosità, possono esporre, come illustrato nel corso dell'audizione dinanzi alla Commissione Antimafia, al rischio di infiltrazioni malavitose».
Per questo, Cialente invita la Commissione Ambiente della Camera «a tornare all'Aquila per rendersi conto direttamente delle dimensioni del problema. D'altra parte, la stessa Protezione civile, che si è resa conto dell'errore strategico commesso dal Governo, errore che il Comune dell'Aquila aveva denunciato da tempo, sta lavorando per individuare siti da destinare a depositi temporanei, alternativi a quello Teges, verificando direttamente la grave difficoltà nel dare una risposta al problema, con il rischio che questo rallentamento - conclude il sindaco - induca il Governo a trovare soluzioni dettate dall'urgenza, che andrebbero ad aggredire il territorio compromettendo le esigenze di tutela e rispetto ambientale».

02/11/2009 9.20

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TERREMOTO: 20 MLN PER RISTRUTTURARE SCUOLE FUORI CRATERE

L'AQUILA. Per la ristrutturazione delle scuole superiori della provincia dell'Aquila fuori dal cratere sismico, saranno subito disponibili 20 milioni di euro.
Lo stabilisce un accordo siglato tra Provincia, proprietaria degli immobili, Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche e Consorzio interuniversitario ReLuis.
In base al "decreto Abruzzo", il Provveditorato è soggetto attuatore per l'edilizia scolastica.
I fondi sono stati assegnati alla Regione Abruzzo da una delibera Cipe per interventi di edilizia scolastica a seguito del terremoto.
Dei circa 226 milioni stanziati 80 sono stati assegnati alle scuole superiori della provincia dell'Aquila nei Comuni all'interno del cratere, circa 45 milioni a quelle fuori cratere.
Venti milioni saranno subito disponibili, i rimanenti a partire dal 2010.
Complessivamente ne beneficeranno 11 istituti scolastici, classificati A e B.
Ad Avezzano: il liceo Scientifico Pollione, il Classico Torlonia, l'Ipsaa Serpieri, l'Istituto d'Arte Bellisario, l'Itc Galilei, il liceo Pedagogico Croce, l'Itg Alberti.
A Sulmona: l'Itc-Itg De Nino- Morandi, il liceo Scientifico Fermi, l'Istituto d'Arte Mazara, il liceo socio pedagogico Vico e il Centro provinciale di formazione professionale.
In base all'accordo, il Consorzio ReLuis si occupa della progettazione e dell'esame di vulnerabilità degli edifici sismici, la Provincia predisporrà i progetti e assumerà la direzione dei lavori in forma congiunta con il Provveditorato.
«La sigla dell'accordo è la conclusione di un lungo lavoro che la Provincia ha avviato subito dopo il sisma – ha commentato la presidente dell'ente, Stefania Pezzopane -, tutte le scuole devono essere sicure, ovunque si trovino. E' evidente che il lavoro non può terminare qui. Ora il commissario Chiodi deve convocare Provincia ed enti per mettere a punto una strategia anche per gli edifici scolastici classificati E dentro il cratere».

PROBLEMI PER DISABILI OSPITI IN CAMPO SPORTIVO

Nessuna soluzione è prevista, invece, al momento per alcuni disabili aquilani, sfollati dopo il terremoto di aprile e ospiti della tendopoli allestita nell'area degli impianti sportivi di Centi Colella. Una questione che investe la Asl dell'Aquila, la Protezione civile e il Cus, Centro universitario sportivo, titolare della gestione degli impianti.
Il presidente del Cus L'Aquila, Francesco Bizzarri, ha chiesto l'intervento del prefetto, Franco Gabrielli, per trovare una soluzione logistica che permetta il trasferimento dei 12 disabili, quasi tutti provenienti dalla casa famiglia di San Demetrio né Vestini e attualmente ospiti del Palablu, la palestra principale del complesso sportivo.

02/11/2009 9.26