Discarica ex Teges al collasso. T&P: «esposto alla Corte dei Conti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3764

AFFAIRE MACERIE. L’AQUILA. Di ieri la notizia, dal Comune de L’Aquila, che il sito scelto per lo smaltimento è «già pieno». Oggi la ditta T&P, proprietaria (ma non gestore) del sito dichiara: «il sito è sfruttato solo per 15% della sua capacità».
Si litiga ancora sulle cifre.
Questa volta, però, non si parla di euro per tonnellata, ma di metri cubi di macerie.
«Sito che scoppia» per l'assessore Alfredo Moroni, «impossibile:10-20.000 metri cubi di macerie non possono riempire un sito da 1,5 mln di metri cubi di volumetria di stoccaggio» per la T&P.
Il sito di proprietà della T&P, alla quale è stato revocato l'appalto del servizio di smaltimento per presunte irregolarità riscontrate nell'affidamento diretto da parte del Comune, è ora gestito dalla Asm (Aquilana Società Multiservizi).
Secondo la ditta «l'unica spiegazione seria e plausibile è che, con talune inconsistenti affermazioni, si cerca di nascondere l'assoluta incapacità di gestire il deposito temporaneo per l'inadeguatezza nella programmazione dei flussi dei materiali in ingresso ed in uscita e la mancanza di progettualità gestionale ed organizzativa».
«E' evidente che la tanto sbandierata capacità gestionale dell'azienda comunale», continua T&P, «e di qualche suo consulente specializzato, a parole, nella commercializzazione e valorizzazione dei materiali recuperati si è rivelata un flop, visto che nel sito stazionano cassoni colmi di materiali recuperabili e non recuperabili, che nessuno si premura di collocare o smaltire».

T&P LANCIA FRECCIATE AI POLITICI MORONI E GIULIANTE

Intanto le macerie giacciono sulle strade, sui campi, nelle vie del capoluogo e dei paesi limitrofi.
E il Comune è in cerca di altri siti per lo smaltimento che non si concentrino in una stessa zona, per evitare che diventi una “località pattumiera”.
«Che ne dice il prode Moroni della piana di Campo Imperatore?», suggeriscono ironicamente dalla T&P, «lì le solerti maestranze dell'Asm addette all'attività di separazione e cernita delle materie, potrebbero avere spazio a sufficienza per svolgere comodamente il proprio lavoro».
Inoltre secondo la T&P le unità impiegate nel solo impianto (tralasciando uffici e direzione) sarebbero sei o sette e impegnerebbero solo il 50% delle piazzole di stoccaggio e lavorazione, contro le trenta unità cui fa riferimento un articolo di stampa.
«Nel pomeriggio del 27 ottobre- testimonia la T&P- alle ore 14,30, nelle piazzole di lavorazione erano presenti solo tre unità ed era in funziona un solo escavatore, tutti gli altri mezzi meccanici presenti erano fermi».

«PERCHE' GIULIANTE NON REPLICA SULLE CIFRE?»

La ditta non perde occasione per sferrare stoccate, condite da ironia, ai politici che tanto l'hanno attaccata nel luglio scorso.
«Prendiamo atto- si legge nella nota- della circostanza per la quale il censore Giuliante, non avendo, con ogni evidenza, trovato alcun argomento da controbattere ai precedenti comunicati stampa della società, nei quali si riportavano dati e cifre reali circa l'entità dell'incarico dato alla stessa, ha preferito non replicare essendo peraltro, si deve ritenere, troppo impegnato a difendere la poltrona di capogruppo regionale».

T&P: «CI RIVOLGIAMO ALLA CORTE DEI CONTI PER IL DANNO ERARIALE»

Come già annunciato, la T&P ha presentato un esposto alla Corte dei Conti «affinchè siano accertati la sussistenza, l'entità ed i responsabili del danno erariale prodottosi a seguito della illegittima revoca dell'affidamento alla T&P ed al conseguente affidamento, avvenuto dopo la parimenti illegittima occupazione temporanea del deposito temporaneo, all'Asm». La T&P nelle scorse settimane aveva affermato che il Comune stava spendendo molte migliaia di soldi in più con l'affidamento alla Asm, rispetto al vecchio appalto revocato alla ditta stessa.
L'affaire macerie non sembra volgere a conclusione.
Gli strascichi dureranno per molto tempo su quell'appalto da 50 mln di euro e oltre. Tra guerre di battute e cifre, strumentalizzazioni e dichiarazioni contrastanti, le macerie rimangono “inerti” ad aspettare.
Ed i cittadini probabilmente impietriti…

Manuela Rosa 28/10/2009 11.46