Nelle tende anche tanti universitari. «Al freddo per studiare»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3145

L’AQUILA. Gli studenti non trovano alloggio e sono costretti a stare nelle tende messe a disposizione dalla protezione civile. DI ORIO SCRIVE A NAPOLITANO: «SITUAZIONE NON PIU’ SOSTENIBILE»

La professoressa Giusi Pitari racconta sul sito degli universitari (www.univaq.net) il dramma di quanti vorrebbero un alloggio sicuro e accogliente per tornare a studiare come prima del 6 aprile.

«Forse non tutti sanno che tra tutte le tendopoli dell'Aquila ce ne è una anche a Coppito, nella sede di alcune Facoltà Universitarie», racconta Pitari.
Gestita dalla Protezione Civile sin da aprile accoglie studenti che per necessità diverse devono fermarsi a L'Aquila.
«La tendopoli è ancora lì e fa servizio foresteria. Ma nessuno ne parla. Gli studenti Universitari si avvicendano per fare esami, seguire lezioni, in breve, per fare la vita universitaria».
In media dormono lì circa 40 studenti, «ma si raggiungono punte di 100 presenze e le prenotazioni si susseguono fino ad occupare anche il mese di novembre», assicura la professoressa.
« La richiesta è talmente pressante che ora si consiglia loro di portarsi coperte e lenzuola».
«Ritengo importante che qualcuno ne parli e che ci si renda conto che tra i cosiddetti “irriducibili” ci sono anche centinaia di studenti. Che non possono andarsene e che non hanno scelta».
Nel racconto si inserisce anche la lettera di una mamma di uno studente siciliano. «La ringrazio molto per l'accoglienza riservata a questi ragazzi», scrive la mamma. «Ale è partito lunedì scorso da casa dove lei può ben immaginare come stava, adesso è lì da voi sotto una tenda, al freddo senza un alloggio perché impossibile trovarne uno neppure pagando cifre esorbitanti. A questo proposito voglio evidenziare che siamo una famiglia di cinque persone con solo il reddito della pensione di invalidità di mio marito».
«Ecco, questo è l'aiuto alle giovani generazioni che per ora si ha nella nostra città», chiude la professoressa.

E AL COMUNE LA DELIBERA NON PASSA

Intanto ieri il sindaco Massimo Cialente ha espresso «profondo rammarico» e ha chiesto scusa alla Provincia dell'Aquila e a tutti gli studenti aquilani per il fatto che il Consiglio comunale non ha approvato la delibera contenente l'accordo di programma per la realizzazione di nuove aule ricavate nel porticato del liceo scientifico “A. Bafile” e, soprattutto, l'avvio della realizzazione di una nuova palestra al servizio di tutte le scuole del polo di Colle Sapone.
La delibera relativa all'accordo di programma non è passata per mancanza del numero legale, «a causa dell'abbandono dell'aula da parte di esponenti del centrodestra e, soprattutto, di consiglieri di quella che, ormai, devo evidentemente cominciare a ritenere la mia ex maggioranza», spiega Cialente.
«Sono rammaricato anche perché in Provincia la delibera era passata all'unanimità. Ne deduco che, probabilmente, il problema è sostanzialmente nella mancanza di fiducia nei miei confronti o nei confronti dell'assessore proponente Roberto Riga.
Sono molto preoccupato per quanto sta avvenendo nelle stanze della politica aquilana. Non riesco a farmi capace di come non ci si stia rendendo conto della tragedia che, quotidianamente, le aquilane e gli aquilani stanno vivendo e degli sforzi che in pochi stanno cercando di attuare per individuare e contrattare con il Governo e la Protezione civile soluzioni adeguate in sostegno dei cittadini».

27/10/2009 9.57

DI ORIO SCRIVE A NAPOLITANO: «SITUAZIONE NON PIU' SOSTENIBILE»

Il rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando di Orio ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per segnalare la ormai non più sostenibile situazione in cui versano gli studenti universitari aquilani, senza residenze né servizi.
«Nella lettera» – spiega il rettore di Orio – ho manifestato al Presidente della Repubblica tutte le mie preoccupazioni per gli studenti universitari aquilani, le cui attese in merito al problema degli alloggi e dei servizi sono rimaste ancora inascoltate».
«La mia iniziativa» – continua il rettore - «rappresenta l'estremo tentativo per salvaguardare gli interessi dell'Università dell'Aquila e della sua città. Il futuro, infatti, della città dell'Aquila è inscindibile da quello della sua Università. Ciò che trovo particolarmente intollerabile il fatto che le giuste esigenze degli studenti finiscano per essere contrapposte con le altrettanto giuste esigenze dei cittadini aquilani, quasi che il bene degli uni rappresentasse il male per gli altri. Così non è, anche in considerazione della vocazione universitaria della città dell'Aquila da sempre riconosciuta e, paradossalmente, a più riprese ribadita, anche dopo il sisma, proprio da quelle istituzioni che nulla stanno facendo in tal senso».
«Mi sono persino chiesto se non fosse stato meglio sospendere le iscrizioni nel nostro Ateneo, pur di non assistere ad una situazione discriminante degli studenti universitari aquilani, soprattutto se confrontata a quella dei loro colleghi di altri Atenei, anche regionali. Ma questa mia decisione avrebbe significato, di fatto, la "morte" dell'Università dell'Aquila, vanificando tutti gli sforzi sin qui compiuti anche da parte del Governo nazionale, mettendo in pericolo il posto di lavoro di più di mille persone che oggi lavorano nel nostro Ateneo e compromettendo ulteriormente la ripresa dell'attività economica di tutto il comprensorio aquilano».
«Qualora le giuste attese degli studenti restassero ancora inevase – conclude il rettore di Orio - «perpetuando l'equivoco che è l'Università la causa di tale situazione e che ad essa ne va attribuita la responsabilità, sarei costretto a rassegnare le dimissioni da rettore dell'Università dell'Aquila, al fine di fare almeno chiarezza su una situazione che è ormai insostenibile».
27/10/2009 13.18


CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK