Crolli e cemento depotenziato: chi controlla i controllori?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Pochi secondi di terremoto. Crollano case, uffici, palazzi nuovi. Perché? Centinaia le ipotesi in questi mesi. E’ il cemento “depotenziato”, hanno detto. Dipende dalla “duttilità” della struttura, ribattono. * «L’ACCIAIO E’ DETERMINANTE NELLE COSTRUZIONI ANTISISMICHE»
E' la legge poco efficace, intervengono alcuni. Non ci sono controlli, gridano altri. Ma in pochi hanno parlato di chi controlla i controllori.
Non è un problema nuovo questo per l'Italia.
Ultimamente, molte inchieste giornalistiche hanno dimostrato come il problema di fondo, alla base delle tante incompiute italiane (e perché no anche dei disastri), sia la perfetta corrispondenza tra controllore e controllato.
Una malattia che va, mano a mano, cronicizzandosi.
Un cancro, per il quale nessuno più si scandalizza nel paese dei conflitti di interesse.
E' normale prassi, dicono.
E se il controllato e il controllore fossero la stessa “persona” anche nel campo delle costruzioni? Con quale stato d'animo vivremmo in una casa sapendo che chi controlla è legato a doppio filo con il controllato (che ci ha costruito la casa)?
L'inchiesta del programma Presa Diretta (Rai3) ha mostrato come fosse facile procurarsi dei cubetti di cemento falsi da far analizzare come fosse calcestruzzo dell'edificio da costruire.
La trafila era palesemente illegale.
Ma c'è un modo per evitare la palese violazione delle leggi?



I CONTROLLORI: «LABORATORI PRIVATI SI' MA INDIPENDENTI»

Chi fa i controlli sui famosi cubetti di cemento che si prelevano per il controllo delle strutture portanti degli edifici sono dei laboratori dotati di personale e macchinari specializzati.
Insomma il punto nodale sulla sicurezza degli edifici sembra passare peri laboratori chiamati a fare i controlli sul cemento. Cosa succede se questi laboratori sono in qualche modo legati alle ditte che devono controllare?
Le prove possono essere fatte nei laboratori dei dipartimenti universitari e in quelli privati autorizzati dal Ministero dei Lavori Pubblici.
Quest'ultimi, secondo la legge, devono rispondere a dei requisiti di indipendenza.
La legge in merito è chiara.
«L'affidamento dell'incarico di verifica è incompatibile con lo svolgimento per il medesimo progetto della progettazione, del coordinamento della medesima» (art. 30, comma 5, dell'allegato XXI al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163).
Numerosi sono i riferimenti normativi che impongono “indipendenza, imparzialità ed integrità” all'attività ritenuta di «pubblica utilità» dei laboratori che effettuano le prove sui materiali da costruzione.
La circolare 14 dicembre 1999 n. 346 /STC -Legge 5 novembre 1971 n.1086 che indica i requisiti dei laboratori privati per ottenere l'autorizzazione, specifica che «il soggetto gestore del laboratorio può essere una ditta individuale, una società o un ente pubblico».
La circolare del Ministero dei Lavori Pubblici esclude dalla concessione i titolari di ditte individuali e le società i cui soci, i rappresentanti legali od altre figure equivalenti, siano direttamente interessati in attività di esecuzione di opere di ingegneria civile, nonché in attività di produzione, rappresentanza, commercializzazione, messa in opera di prodotti o materiali destinati alle opere di ingegneria civile, oggetto di prove.
Ma nell'ambito della società si ammette la presenza, nel capitale sociale, di soggetti operanti nelle attività “delle costruzioni”.
Si impongono dei limiti: la quota complessiva deve essere «inferiore ad un terzo», e sopratutto «il possesso di tale quota non determini da sola od a seguito di accordi con terzi, anche soci, il controllo di fatto della società» (ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile). Qualora un costruttore avesse delle quote della società del laboratorio, quel laboratorio non dovrà effettuare prove riguardanti materiali dei cantieri di quel costruttore. E se non bastasse, per assicurare l'indipendenza è prevista anche la figura del “garante”.

FATTA LA LEGGE, TROVATO L'INGANNO

E' chiaro quindi: il controllato (costruttore) non può essere proprietario del controllore (laboratorio). Elementare.
Ma si rispetta questo sacro santo principio?
Altrettanto elementare, in questo paese, è cercare sempre di aggirare la legge, come se a rimetterci fossero sempre gli altri.
E se chi controllasse fosse legato a doppio filo ad un'associazione di costruttori?
Basterebbe detenere la quota maggioritaria e controllare di fatto la società del laboratorio.
Potrebbe succedere.
Ma come si potrebbe poi pensare che il laboratorio ed il suo personale restino liberi «da qualsiasi pressione commerciale, finanziaria o di altro genere che possa influenzare la conduzione delle prove»?
Come si potrebbe pensare che venga evitata «qualsiasi influenza sui risultati degli esami e delle prove da parte di persone od organismi esterni al laboratorio»?
Se a scuola l'interrogazione me la facevo da me, che voto avrei dato ogni volta?
Fare luce su commistioni e conflitti di interessi: passa da qui la strada verso la giustizia per i crolli dell'Aquila.

Manuela Rosa 23/10/2009 9.21

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«L'ACCIAIO E' DETERMINANTE NELLE COSTRUZIONI ANTISISMICHE»

L'acciaio è un materiale molto efficace nelle costruzioni, soprattutto per l'edilizia antisismica: non a caso, nella ricostruzione post terremoto è stato molto utilizzato e L'Aquila da questo punto di vista è il cantiere più all'avanguardia d'Italia.
E' quanto emerso in maniera chiara dai lavori del convegno nazionale “L'Acciaio nelle opere di ricostruzione in Abruzzo”, che si è concluso ieri sera all'Aquila presso la Tensostruttura Farmaindustria del Polo Universitario di Coppito.
L'evento ha costituito una utile occasione per fare il punto sullo sviluppo della cultura di costruzioni in acciaio sismo resistenti in Italia.
Ai lavori hanno partecipato circa 300 persone tra i rappresentanti italiani nel mondo dell'acciaio e docenti e tecnici nel settore delle costruzioni.
Ad aprire la lunga e qualificata sequenza degli interventi è stato l'alto dirigente della protezione civile Mauro Dolce, coordinatore del progetto For C.A.S.E., riguardante la realizzazione all'Aquila di circa 4700 appartamenti antisismici dove stanno trovando e troveranno un tetto oltre 16mila persone rimaste senza casa.
«L'Aquila è capofila su tutti i tipi di costruzione perché i cantieri aperti forse sono equivalenti al numero di cantieri aperti in tutta Italia e questo crescerà ancora di più nel futuro – ha spiegato Dolce nell'illustrare le caratteristiche del progetto Case -. L'acciaio per i motivi di rapidità e di buona resistenza al sisma e' e sarà uno dei maggiori protagonisti di questa azione rapida di ricostruzione, ovviamente sul nuovo ma anche sul vecchio per i lavori di adeguamento e rafforzamento».
Il filo conduttore di tutti gli interventi è stato il drammatico sisma del 6 aprile scorso, un evento catastrofico che ha dato lo spunto all'assessore regionale ai Lavori Pubblici Angelo Di Paolo, di affermare che «da parte delle istituzioni e delle associazioni imprenditoriali, rispetto al problema terremoto, si deve costruire il futuro in maniera più concreta ed anche più responsabile, tenuto conto che il governo del territorio deve guardare soprattutto alla sicurezza del cittadino».
Secondo Di Paolo, gli interventi preventivi delle Istituzioni diventano ancora più importanti se si considera che già dal 1999 il rapporto Barberi evidenziava la criticità sismica dell'Abruzzo, a cui si aggiungono le recenti ricerche che rivelano anche il rischio di dissesto idrogeologico di alcune zone costiere.
Durante la discussione i saluti degli ospiti, rappresentanti dei principali enti territoriali della città, moderati da Giancarlo Coramina, presidente CTA (Collegio dei Tecnici dell'Acciaio).
Il professor Pierangelo Pistoletti dell'Università di Genova e il professor Raffaele Landolfo (chairman Commissione TC13-Seismic Design dell'ECCS) hanno illustrato le caratteristiche di questo importante elemento per l'edilizia, grazie al quale si garantisce la realizzazione di edifici e strutture altamente resistenti, funzionali e esteticamente godibili.
Le varie tecniche di costruzione, consolidamento, adeguamento e rinforzo degli edifici utilizzando l'acciaio sono state illustrate dal professor Federico Mazzolani del'Università degli Studi Federico II di Napoli).
Unanime è stata la sottolineatura che l'acciaio è stato impiegato nelle più diverse realizzazioni edili-architettoniche: dalle chiese alle università, dai grandi complessi edilizi alle strutture in legno, dalle biblioteche ai palazzetti dello sport.
Il convegno è stato organizzato da ACAI (Associazione dei Costruttori Metallici Italiani), AIPPEG (Associazione Italiana Produttori Pannelli ed Elementi Grecati), AIZ (Associazione Italiana Zincatura) CTA (Collegio dei Tecnici dell'Acciaio), Costruire con l'Acciaio, Commissione Sismica per le Costruzioni in Acciaio e FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO con il patrocinio di CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila, RELUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) e Università degli Studi dell'Aquila.
23/10/2009 09.49