Casa dello studente,«scarsa sorveglianza, le ditte facevano quello che volevano»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Una testimonianza importante quanto sconcertante quella fornita ieri alla Procura della Repubblica dall’ingegnere Giuseppe Carraro. * CASA STUDENTE, «ACQUA IN TRAVI E PILASTRI ZONA MENSA»



L'AQUILA. Una testimonianza importante quanto sconcertante quella fornita ieri alla Procura della Repubblica dall'ingegnere Giuseppe Carraro.

* CASA STUDENTE, «ACQUA IN TRAVI E PILASTRI ZONA MENSA»



I magistrati lo hanno ascoltato con attenzione, probabilmente trovando conferma a quanto hanno già appreso negli ultimi mesi grazie ad altre testimonianze e perizie tecniche.
Ieri Carraro, docente di estimo presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila, ha incontrato il pm Fabio Picuti e il procuratore Alfredo Rossini, titolari dell'inchiesta sui crolli degli edifici avvenuti dopo il sisma.
Ha raccontato di essere stato chiamato la sera prima dell'evento disastroso, il 5 aprile, da una sua studentessa, (poi morta a seguito del terremoto) preoccupata dello sciame sismico in atto ma soprattutto delle condizioni strutturali della Casa dello Studente.
La giovane aveva espresso i propri dubbi, le perplessità e le paure. L'edificio qualche ora dopo si sarebbe completamente sbriciolato e al suo interno avrebbero perso la vita 8 ragazzi.
L'ingegnere avrebbe raccontato al sostituto procuratore i consigli che aveva dato alla ragazza: tardare il rientro nella struttura. «Non potendo intervenire», ha spiegato, «ho raccomandato loro di stare il meno possibile in casa, tornando all'Aquila il lunedì».
Un consiglio che però la sua ex allieva non ha poi seguito.
Il professionista ha anche raccontato che la vittima l'aveva sollecitato ad effettuare dei sopralluoghi proprio nella Casa dello studente.
L'ingegnere avrebbe fornito al magistrato una propria teoria sul crollo della struttura di via XX Settembre, conseguenza secondo il docente universitario «della scarsa sorveglianza sull'edificio e dal comportamento delle ditte che facevano quello che volevano».
Il tecnico, autore di numerose pubblicazioni, ha riferito di aver pubblicato sui "Quaderni di legislazione tecnica" una relazione nella quale in particolare spiega, sempre in relazione ai crolli, «che mentre per la responsabilità civile ci sono dieci anni, quella penale sussiste anche dopo 10 anni».

LEGALE PARTI CIVILI, MASSIMA FIDUCIA IN PROCURA

L'inchiesta è ormai arrivata al punto di svolta. Solo per la Casa dello Studente e il Convitto sono 12 le persone iscritte nel registro degli indagati. L'avviso di garanzia non sarebbe ancora arrivato a causa delle procedure tecniche che richiedono qualche giorno di tempo.
Ieri però i familiari delle vittime della casa dello studente hanno espresso «massimo fiducia nella procura e sono soddisfatti che l'indagine già sia a buon punto nonostante siano passati solo sei mesi. Vogliono che sia fatta giustizia senza caccia alle streghe», tramite l'avvocato Marino Marini che li rappresenta.
In relazione ai primi avvisi di garanzia, l'avvocato Marini ha sottolineato: «i magistrati mi hanno detto che è giusto prima di consegnare le consulenze, interrogare gli indagati, ritengo giusto questo atteggiamento perché conviene anche a noi che il processo inizi con il rispetto di tutte le regole anche per non avere poi intoppi procedurali successivamente».

21/10/2009 8.21

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CASA STUDENTE, «ACQUA IN TRAVI E PILASTRI ZONA MENSA»

L'AQUILA. La scala di emergenza della parte crollata della casa dello studente dell'Aquila - oggetto della penultima ristrutturazione, nel 2002 - non era saldamente attaccata alla struttura.
E' una delle irregolarità riscontrate dai consulenti di parte civile durante i numerosi sopralluoghi fatti in estate nell'edificio (costruito nel '65 come magazzino privato ed adibito a residenza universitaria nel 1980), insieme con i consulenti nominati dalla procura della Repubblica.
Tra le altre anomalie riscontrate dai tecnici, ci sono il sovraccarico sul tetto crollato, causato dai pannelli solari (circa 400 chilogrammi) e dai serbatoi d'acqua, ed il fatto che le travi ed i pilastri del piano terra - nello spazio della mensa - erano intrisi di umidità.
«Nell'armatura - affermano i consulenti di parte civile - dentro il calcestruzzo era presente acqua tanto da rendere debole la struttura e la conseguenza è che travi e pilastri erano filtrati ed infiltrati d'acqua. Come se non bastasse al di sopra della Casa dello studente c'era un grosso terrazzo non impermeabilizzato e quindi esposto alle piogge. Proprio la situazione di travi e pilastri è quella denunciata dagli studenti che hanno parlato di "colonne che trasudavano».
Anomalie e irregolarità sono state riscontrate durante i sopralluoghi fatti in tutti i piani e durante i carotaggi «in due o tre colonne di ogni piano».
I tecnici dei consulenti di parte civile sottolineano che il calcestruzzo utilizzato nel resto della costruzione era di buona qualità.
Legali e tecnici si incontreranno venerdì per fare il punto della situazione: attualmente, non sono a conoscenza del fatto che il caso della scala di emergenza sia tra gli elementi inseriti nelle perizie. L'avvocato romano Marino Marini, coordinatore dei legali delle parti offese della casa dello studente, ha infatti spiegato «che ad oggi l'aspetto giuridicamente più rilevante, senza conoscere le carte è che lo studio di Abruzzo Engineering del 2006 aveva rilevato una carenza strutturali sanabili attraverso lavori stimati in un milione e 400 mila euro. Ma nessuno è intervenuto. Questo è l'unico elemento. Le altre anomalie - ha aggiunto - devono essere provate dai tecnici che non si possono ancora pronunciare scientificamente perché hanno visto l'edificio ma non hanno carte né perizie perché non abbiamo ancora avuto accesso agli atti delle indagini».
L'ingegnere Alessio Anzuini, tra i legali della famiglia di una delle vittime, Alessio De Simone, ha sottolineato: «ho visto come hanno lavorato gli inquirenti ed i tecnici; sono stati molto meticolosi. Sono sicuro che il risultato sia quello che tutti attendono e cioé che siano appurate le responsabilità per i crolli e che emerga che l'effetto scatenate sia stato il terremoto ma che l'edificio aveva delle carenze strutturali».


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