Ancora freddo sulle tendopoli. A rilento le operazioni di smantellamento

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1667

L’AQUILA. Freddo e gelo sulle tendopoli aquilane. Da oltre sette giorni è diventato proibitivo vivere nei campi ancora in piedi e che la Protezione Civile dovrebbe smantellare nel giro di qualche settimana.



La neve è arrivata sull'Altopiano delle Cinque Miglia tra Rocca Pia e Roccaraso. Nell'area del cratere invece permangono precipitazioni con neve al di sopra dei 900 metri e temperature che oscillano tra 0 e 6 gradi.
Nelle tendopoli aquilane le condizioni di vita sono disagiate: a S. Gregorio nel campo gestito dai volontari della Croce Rossa sono a decine gli sfollati specie dell'area delle case popolari che tornano a chiedere una sistemazione più consona al periodo.
Procede a rilento, però, la chiusura di molti campi più piccoli, la cui gestione dei trasferimenti è demandata ai Centri operativi misti di riferimento.
E' il caso della tendopoli della Murata Gigotti, nella frazione di Coppito, che conta ancora una trentina di sfollati.
A queste persone, tutte residenti in alloggi inagibili di categoria E, non è stata ancora comunicata la nuova destinazione.
In questo campo, come in altre aree assistite minori che fanno capo a diversi Com, si contano decine di sfollati ancora in attesa di una sistemazione, i quali si dicono disposti ad accettare qualsiasi nuova destinazione pur di lasciare le tende.
Proteste si registrano, invece, nella tendopoli del campo sportivo di Coppito, perché molte persone si sono mostrate contrarie alla nuova destinazione provvisoria, spesso troppo distante dall'Aquila dove hanno iscritto i figli a scuola.
Qualche malumore, a causa del pendolarismo, anche tra gli sfollati sulla costa, che ogni giorno tornano in città per lavorare.
«A fare avanti e indietro - ha detto Gianluca Capobianco, sfollato nell'area di Silvi - sto rischiando dei colpi di sonno. Di questo passo - ha aggiunto ironizzando - invece di rientrare in una C.a.s.a. rientrerò all'Aquila in una cassa».
I cittadini ancora accolti nei campi di accoglienza per propria scelta, invece, rigettano «ogni illazione su comportamenti dettati da logiche di appartenenza», stigmatizzano l'atteggiamento «irriducibile , affaristico e partitocratico di chi ci ha portato all'attuale disastrosa situazione» e spiegano di «aver fatto la scelta delle tende per non essere deportati per non e abbandonare il proprio lavoro e soprattutto per garantire una presenza vigile e fattiva nel processo di ricostruzione della nostra città».

UNA DOMENICA DI FESTA NELLA ZONA ROSSA

E ieri è stata una domenica di festa per il centro storico aquilano, riaperto sabato anche al passaggio delle auto.
Sono partiti in 1500 da viale Collemaggio: arrivati da tutta Italia, a testimoniare la vicinanza alla popolazione aquilana correndo l'edizione straordinaria de La Corsa di Miguel, la 10 chilometri che tradizionalmente si svolge a Roma (e si svolgerà nuovamente per l'undicesima volta il 24 gennaio 2010) con oltre 5000 partecipanti.
E' stata una giornata speciale per la città, con centinaia di aquilani che nel centro storico hanno applaudito i podisti.
Il via è stato dato dal sindaco di L'Aquila Massimo Cialente, insieme ai ragazzi di San Gregorio.
Poi la corsa nella zona rossa, aperta al pubblico per la prima volta per l'occasione, con tutte le ferite ancora aperte.
Al via, diversi azzurri del fondo dei gruppi sportivi militari, che hanno onorato la loro presenza con prestazioni vere. In campo maschile vittoria per Cristian Gaeta (Esercito) in 30:38, secondo posto per il compagno di società per Giammarco Buttazzo (30:54), terzo posto per Cosimo Calandro delle Fiamme Gialle (31:05). In campo femminile, invece, successo per Rosalba Console delle Fiamme Gialle (36:40), che in volata ha preceduto Barbara La Barbera dell'esercito (36:40), mentre al terzo posto Virginia Potrei del Cus Roma (38:52).
In occasione della Corsa di Miguel, si sono svolte anche gare su brevi distanze riservate ai più piccoli.

19/10/2009 10.18