L’inchiesta sui crolli: «20 indagati». Il procuratore: «ne parlo lunedì»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo annunci, smentite e rinvii l’inchiesta su presunte responsabilità riguardo ai crolli a seguito del terremoto del 6 aprile sarebbe arrivata ad un punto cruciale.
Dopo le perizie e le indagini partite dopo la scossa di quasi sei mesi e mezzo fa, dalla procura fanno sapere di avere le idee chiare sul perché molti palazzi non hanno resistito.
Nel tardo pomeriggio di oggi l'agenzia Ansa lancia la notizia che sarebbero più di 20 gli indagati per la casa dello studente.
Tante sarebbero le persone con responsabilità nei crolli della casa dello studente e del convitto nazionale, dove sono morti complessivamente undici giovani.
Dunque starebbero per essere iscritte nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul terremoto per omicidio colposo e disastro colposo. Una svolta che anche le famiglie delle vittime aspettavano da tempo.
Secondo fonti interne alla stessa Procura della Repubblica, sarebbe questo –per l'agenzia Ansa- il risultato a cui finora sono arrivati i magistrati nel corso del duro lavoro di approfondimento delle perizie presentate dai consulenti di parte.
Potrebbero dunque arrivare nei prossimi giorni anche gli avvisi di garanzia e potrebbero dunque partire i primi interrogatori.
Ma sono tutte supposizioni che dunque farebbero escludere eventuali arresti (a questo punto piuttosto remoti).
Sempre secondo fonti della principale agenzia di stampa la Procura avrebbe un quadro chiaro sulle cause dei crolli.
«I magistrati vogliono cominciare con il piede giusto la fase dei primi provvedimenti - dicono ancora fonti della procura - per cui stanno facendo approfondimenti certosini sul voluminoso materiale anche per mettere a punto un metodo di valutazione e lavoro che sarà utilizzato nelle altre vicende gravi».
Appare certo che in questa prima fase gli indagati riguarderanno casa dello studente e convitto nazionale. Secondo il procuratore capo, Alfredo Rossini, che ha annunciato la svolta prima per la fine di settembre, poi per la prima decade di ottobre, sono cinque le perizie presentate finora: oltre alle due già citate, l'ospedale e l'università.
La quinta non è stata resa nota.
Secondo l'agenzia Agi invece le cose starebbero diversamente.
Ascoltato il procuratore Rossini avrebbe detto: «questo numero appare come un grosso salto in avanti».
Il procuratore ha aggiunto che solo lunedi' potrà fornire qualche elemento utile per fare il punto.
17/10/2009 19.34