Commissione antimafia a L'Aquila. Pisanu soddisfatto

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Stamattina è arrivato a L'Aquila il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Pisanu.
Da oggi impegnato insieme ad altri 14 parlamentari della commissione in una serie di audizioni del Prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli, del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso e del Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini.
L'obiettivo è quello di fare il punto della situazione sull'eventuali infiltrazioni malavitose nella ricostruzione post-terremoto.
Nel descrivere i controlli dinamici, Pisanu ha spiegato: «Significa che accertiamo che una impresa abbia tutte le carte in regola oggi per vedersi assegnato l'appalto. Puo' accadere per esempio che dopo qualche mese quella impresa cambi tutto o in parte la titolarita' e che i titolari che subentrano non abbiano l'idoneita' dei precedenti. Se non ci fossero i controlli dinamici - ha proseguito Pisanu - non saremmo in grado di accertare insidie di questo genere perche' puo' essere benissimo che imprese, che sanno di non avere le carte in regola, non partecipino oggi alla gara d'appalto ma si riservino magari di intervenire su una societa' che ha vinto l'appalto offrendo condizioni di particolare favore e di subentrare totalmente o in parte ad essa. Chi ha alle spalle - ha concluso Pisanu - organizzazioni criminali ha a disposizione liquidita' enormi e si puo' permettere il lusso di sostenere costi finanziari molto piu' alti rispetto all'impresa che sta onestamente sul mercato».

Il presidente ha anche spiegato che «ci saranno molte piu' imprese impegnate, molti piu' soggetti coinvolti e quindi la vigilanza dovra' essere piu' minuta e puntuale. Oggi ha funzionato bene perche' ci siamo trovati in una fase di alta concentrazione delle decisioni e dei sistemi di vigilanza. Quando passeremo alla fase successiva, la gestione non sara' piu' di emergenza ma ordinaria e dunque ci saranno molti piu' centri di decisione coinvolti ed e' chiaro che si moltiplicheranno per i malintenzionati, le occasioni per interferire».
I controlli antimafia riguarderanno gli appalti, i subappalti, la gestione dei cantieri: «con questi tre livelli di attenzione abbiamo gia' dei margini di sicurezza e poi ci sara' un controllo dinamico che interviene quotidianamente anche in momenti imprevedibili in modo che i margini di sicurezza siano sempre piu' alti possibili».
Pisanu ha anche sottolineato che l'impressione che personalmente ha ricavato e' che lo scudo antimafia predisposto dal Governo e dal Parlamento con l'approvazione del decreto sul terremoto, «finora abbia funzionato bene».
«Sono stati compiuti circa 700 interventi che hanno interessato alcune migliaia di persone; sono state accertate alcune irregolarita' e vi si e' posto subito rimedio. Questo ci fa pensare che il sistema sicurezza posto in essere sia buono».
15/10/2009 17.25