Appalto macerie, Moroni:«non c’è nessuno scandalo. Tutto limpido»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Non esiste alcuno scandalo sull’appalto per lo smaltimento delle macerie».

Ad assicurarlo è l'assessore all'Ambiente Alfredo Moroni dopo che nei giorni scorsi il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante aveva messo a confronto i 29 euro per tonnellata proposti a suo tempo dalla società T&P con i 7,64 euro per tonnellata posti oggi a base della gara per il servizio di trasporto.
Non si placano così le tensioni su quello che verrà ricordato come uno degli appalti più consistenti della ricostruzione aquilana e che potrebbe fruttare diverse centinaia di migliaia di euro.
«Giuliante», conferma Moroni, «grida a uno scandalo che non esiste».
Per l'assessore la vicenda di luglio «poggiava su un mero atto di indirizzo della Giunta comunale, che aveva individuato la soluzione in questione come quella possibile. Aveva in altri termini preso atto della proposta della T&P per la selezione delle macerie, ovvero del materiale proveniente dai crolli e dalle demolizioni, comprendenti al loro interno materiali di ogni genere (frigoriferi, legno, plastica ecc.)» P
Dunque, sostiene Moroni, nulla a che vedere con la procedura attuale, «che si occupa esclusivamente del recupero dei materiali inerti che hanno subito una prima selezione, cioè senza altri rifiuti al loro interno».
Per questo servizio, fa sapere sempre l'assessore all'Ambiente, «la T&P aveva proposto 4,60 euro per tonnellata. Cioè, 3 euro in meno rispetto alla base d'asta posta dal Comune in questa fase. Rendo noti solo ora questi elementi aggiuntivi, essendo scaduti i termini per la gara in questione, senza dunque condizionare la procedura. Ricordo, inoltre, che i 29 euro per la selezione proposti da questa azienda comprendevano anche l'allestimento del sito».
Moroni spiega inoltre che «l'atto di solo indirizzo della Giunta comunale è stato trasmesso al Dirigente del servizio Ambiente, che ha ritenuto che la società in questione non avesse i requisiti di legge per svolgere questo compito. E dunque – contrariamente a quello che continua a sostenere Giuliante, che prosegue in modo infondato a parlare di affidamento poi revocato – la storia è terminata lì, senza l'assegnazione di alcun tipo di incarico».
Oggi l'assessore chiede a Giuliante di lavorare «a vantaggio della città» e abbandonare «i comportamenti denigratori. Senza considerare la confusione che fa lui e che rischia di ingenerare nella gente. Cosa che, al momento, sarebbe da evitare».

13/10/2009 11.52