Costantini:«inciucio Cialente-Berlusconi?». Ma il sindaco:«problemi col Governo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Carlo Costantini, capogruppo regionale dell’Idv sente «odore di inciucio. Cialente è lo scudo umano di Berlusconi». * PEZZOPANE: «L’OSPEDALE DEVE TORNARE A REGIME» * LA LETTERA DI CIALENTE E BERTOLASO: «COLLABORAZIONE DA CHI STA IN TENDA»

Sindaco dell'Aquila e presidente del Consiglio “troppo” vicini?
Sebbene uno sia del Pd, il secondo del Pdl, secondo Costantini sarebbe ormai difficile distinguere le loro affermazioni.
«Il primo cittadino del Partito Democratico», spiega il consigliere dell'Idv, «si è fatto “scudo umano” di Berlusconi, assumendo su di se la responsabilità delle promesse non mantenute e dei ritardi in una lettera appositamente scritta agli Aquilani che nei prossimi giorni saranno costretti, senza alcun preavviso, ad abbandonare la città. Ormai si è superato il limite della decenza e non è più una questione di senso di responsabilità istituzionale, come piace ripetere a molti; a l'Aquila c'è aria di inciucio».
«In un paese normale», spiega ancora Costantini, «gli amministratori locali costretti in questi mesi a subire tutte le scelte del Governo e privati di ogni potere decisionale sarebbero nelle piazze, insieme ai cittadini ed a tutta l'opposizione, a contestare questo fallimento ed a rivendicare il diritto di decidere del futuro delle loro comunità».

CIALENTE: «PROBLEMI COL GOVERNO»

Ma Cialente in una intervista a Radio Radicale parla invece dei suoi problemi con il Governo. Se, infatti, i suoi rapporti con il presidente Chiodi li definisce «molto buoni», con i vertici decisionali di Roma pare che le cose non vadano troppo bene.
«I problemi ce li ho con il Governo», ha detto il sindaco. «Si è pensato di intervenire subito con il decreto legge delegato che trovasse poi attuazione con successive ordinanze. Per dare una risposta ai problemi che di volta in volta si sarebbero creati. Ora pur concordando insieme le ordinanze, purtroppo il Ministero delle finanze, con una visione ragionieristica, pensando di risparmiare li va a correggere così perdiamo tempo prezioso, provocando pericolosi ritardi, disagi e ulteriori sprechi.
Resta il problema molto serio degli studenti (questa è la 4° città universitaria d'Italia), dovremmo realizzare anche spazi comuni per i ragazzi, trovare gli alloggi sufficienti, i trasporti gratuiti».

E Cialente non ci va cauto nemmeno sulla ricostruzione: «per le case B e C si pensava che nel giro di 2-3 mesi (cioè per fine agosto) avremmo risolto ma per una serie di problemi, lentezze burocratiche e un'idea che presumeva di risparmiare ma che si è tradotta invece in disagi e aggravio di spesa ci ritroviamo circa 9.000 famiglie ancora fuori casa. Ho chiesto di cambiare metodologie, passando per esempio in una sorta di commissariamento dei condomini che sono tuttora bloccati».

«NECESSARIA TASSA DI SCOPO»


«Per quanto riguarda le risorse», ha continuato Cialente a Radio Radicale, «non voglio dire che finora si è fatto orecchie di mercante, ma occorre che in ogni grado ci si faccia carico della ricostruzione del Centro Storico. Per ricostruire gli edifici pubblici e beni culturali (la sesta città per palazzi vincolati) ritengo assolutamente necessaria una tassa di scopo, non lo si può affrontare con i gratta e vinci. L'unica persona che mi ha appoggiata è Mario Pirani. Con lo 0.17 dell'Irpef in aggiunta avremmo potuto disporre di circa un miliardo l'anno, anche se non l'avrei spesa. Non si possono fare questi grandi appalti senza una copertura finanziaria, non è possibile. Ho bisogno di avere una competenza se non cassa».

VOGLIO UNA LEGGE SULLA SICUREZZA»

«Bisogna evitare che accada ancora quello che è successo a Messina ed a L'Aquila», ha detto poi il sindaco. «In questo momento è necessaria fare una grande operazione, una “Legge Per la Sicurezza” in cui una parte degli sforzi economici del Paese venga dirottata ai sindaci per la messa in sicurezza delle scuole ed altri edifici pubblici».
Cialente non ha negato l'esistenza di «forti tensioni» all'interno del consiglio comunale «anche da parte del mio partito a cui recentemente mi sono iscritto, il Pd. Se non ci dovesse essere più una maggioranza sarei pronto a farmi da parte, ma non sarebbe un bene per la città. Se veniste a registrare con Radio Radicale i consigli Comunali, si capirebbe tutto, qual è la nostra situazione politica : in un momento in cui dobbiamo trovare come sistemare 31.00 sfollati mi sono ritrovato ad avere su 40 consiglieri 24 gruppi consiliari, di cui almeno 12-13 monogruppi».

12/10/2009 9.09

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PEZZOPANE: «L'OSPEDALE DEVE TORNARE A REGIME»

L'AQUILA.«E' ora che l'ospedale torni a regime», ha detto la presidente Stefania Pezzopane intervenendo al congresso regionale Amd (Associazione Medici Diabetologi) e Sid (Sociaetà Italiana Diabetologia).
«Gli aquilani stanno tornando e la popolazione ha bisogno della certezza di un ospedale efficiente».
Attualmente dei 460 posti letto (360 più 100 della riabilitazione e lungodegenza) solo 114 sono attivi, più i 39 dell'ospedale del G8.
Per quanto riguarda i servizi, il laboratorio analisi lavora al 70% della capacità antecedente il 6 aprile e la diagnostica per immagini al 30%.
«Tali servizi», ha chiarito Pezzopane, «sono attivi solo per i ricoverati che comunque devono subire lunghe attese. Gli esterni non vengono serviti e devono rivolgersi altrove. Tra l'altro non potendo il laboratorio garantire ambienti sterili per mancanza di strutture adeguate, non è in grado di effettuare gli esami batteriologici e immunologici che vengono inviati a Teramo. Così altri esami come la mammografia».
La presidente ha detto di essere «ben consapevole» delle difficoltà, «ma non si capisce perché se siamo riusciti in altri obiettivi più complicati, come riaprire le scuole in tempo, la Regione sia assolutamente ferma sull'ospedale».

«Questa scarsa sollecitudine», ha continuato, «avvantaggia nel frattempo altre strutture non aquilane. Mentre ci si chiede ad esempio perché non sia stata scelta la ASL di Avezzano, che pur ricade nel territorio provinciale, per sopperire alle carenze. Tutto ciò si somma ad una politica sanitaria che già vedeva il territorio provinciale dell'Aquila svantaggiato rispetto ad altri».

E' già in corso un contatto con il nuovo commissario della ASL Giancarlo Silveri, col quale la Pezzopane si incontrerà prossimamente per discutere di questi ed altri problemi.
«L'assessore regionale Venturoni, invece, è stato più volte invitato ad incontrare le autorità locali per risolvere la questione, ma non si è mai interessato. Cosa dobbiamo fare, andare da lui senza invito? Se saremo costretti a farlo, porteremo con noi la gente».

12/10/2009 10.04
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LA LETTERA DI CIALENTE E BERTOLASO: «COLLABORAZIONE DA CHI STA IN TENDA»

L'AQUILA. Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente hanno inviato una lettera ai cittadini aquilani ancora ospitati nelle aree di accoglienza per informarli del piano di trasferimento dai campi e sensibilizzarli alla collaborazione.
Ad oggi, le persone ospitate nei 68 campi di accoglienza sono 6430. Sono 22000 quelle che invece hanno trovato una sistemazione negli alberghi e nelle case private. 766 cittadini alloggiano provvisoriamente nella Scuola della Guardia di Finanza di Coppito, nelle stanze che hanno accolto le delegazioni estere del G8.
Oltre 1100 aquilani che hanno una casa di tipo E, F o in “zona rossa” vivono da una decina di giorni nei nuovi appartamenti dei complessi sismicamente isolati di Bazzano e Cese di Preturo, dove oggi sono stati consegnati rispettivamente altri 4 e 5 nuovi edifici, per un totale di circa 225 appartamenti.
Cialente e Bertolaso nella loro lettera spiegano che la preoccupazione più grossa adesso è quella del freddo: «l'inverno sappiamo bene che si sta avvicinando. Conosciamo i modi con cui la stagione fredda si annuncia: senza preavviso, nell'arco di pochi giorni le temperature, oggi accettabili e addirittura piacevoli, scenderanno rapidamente, rendendo le tende assolutamente inospitali.

TUTTI DOVRANNO LASCIARE LE TENDE

A partire da sabato scorso la Protezione civile ha avviato un piano di trasferimenti dalle tende che si esaurirà nell'arco dei prossimi giorni. «Vi chiediamo di rispettarne le indicazioni», scrivono il sindaco e il capo della Protezione civile, riferendosi in particolar modo agli “irriducibili” che non vogliono lasciare le tende perché l'alternativa è essere trasferiti lontano dal capoluogo.
«Conosciamo tutti la difficoltà di trovare, nell'immediato, un alloggio provvisorio che risponda ai desideri e alle aspettative di ogni famiglia», si legge ancora. «Se vi fosse la disponibilità di alloggi a L'Aquila o nei dintorni per tutti, la gravità della nostra situazione post terremoto sarebbe infinitamente meno complessa e difficile, ma sappiano bene che purtroppo la nostra città è stata in parte distrutta e che gli sfollati nei comuni del cratere sono stati più di 70.000».

«SAPPIAMO CHE E' DURA»

«Siamo consapevoli di questo nuovo sforzo e sacrificio che richiediamo a persone già provate dal lungo periodo», scrivono ancora, «ma consideriamo questo passaggio, difficile e per molti sgradevole, indispensabile per non correre rischi gravi per la salute e il benessere di tutti nei prossimi mesi».

12/10/2009 10.39