Appalto macerie, Giuliante non molla:«Ora il Comune fa prezzi stracciati»

Alessandro Biancardi

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TUTTI I DOCUMENTI. L’AQUILA. Gianfranco Giuliante denuncia: «scandaloso, si era affidato a 29 € ciò che ora si mette in gara a 7,64€ e si chiede il ribasso d’asta».




TUTTI I DOCUMENTI. L'AQUILA. Gianfranco Giuliante denuncia: «scandaloso, si era affidato a 29 € ciò che ora si mette in gara a 7,64€ e si chiede il ribasso d'asta».



Una storia ancora tutta da chiarire quella che ruota intorno al maxi appalto da 50 milioni di euro per smaltire le macerie del sisma del 6 aprile.
Nei mesi scorsi la gara era stata vinta dalla ditta “T&P”, un'azienda che fin da subito pareva che non avesse i requisiti: inattiva fino al 31 maggio, solo un paio di giorni prima dell'affidamento, avvenuto il 12 giugno, ha fatto denuncia di attività.
Dopo le polemiche sollevate dal capogruppo in consiglio regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante e dopo che anche la commissione consiliare di vigilanza si era espressa duramente sulla procedura attuata la gara è stata annullata.
La Commissione lo scorso 16 luglio ha però inviato una informativa all'autorità giudiziaria per fare chiarezza su ciò che è accaduto.
Il capogruppo del Pdl Gianfranco Giuliante parla dell'affaire macerie come di una «brutta pagina dell'amministrazione di centrosinistra del Comune di L'Aquila».
Nel frattempo sono scattate anche le perquisizioni ed è stata aperta una inchiesta di cui però fino ad ora non si sa molto di più di
quanto già denunciato pubblicamente.

LA REVOCA E LA NUOVA GARA

Dopo vari tentativi di difendere l'aggiudicazione dell'appalto si è arrivati alla revoca della concessione alla società “T&P” per «mancanza di requisiti».
A distanza di qualche mese Giuliante parla però di «un quadro inquietante» di quella che doveva essere «la madre di tutte gli affari».
«Da qualche giorno», spiega il capogruppo del Pdl, «si è ufficializzata la quantità di macerie da smaltire e si è riconosciuto che la cifra dell'affidamento era superiore ai 50 milioni di €. Si è implicitamente ammessa l'abnormità di un affidamento senza gara per l'entità del servizio che si convenzionava a soggetti senza requisiti accettandone a scatola chiusa il listino prezzi che prevedeva importi spropositati per i servizi che si offrivano».
Oggi il Comune di L'Aquila indica un capitolato speciale di appalto per il recupero dei materiali inerti omogenei con codice CER 17.09.04 e 17.01.07 provenienti dalle macerie del terremoto dell'Aquila.
Il prezzo ipotizzato a base d'asta per le operazioni di recupero degli inerti fino al 10% è pari a 7,64€ e verrà aggiudicato al miglior ribasso.
«È stupefacente», attacca ancora Giuliante.
«La convenzione che il Comune de L'Aquila aveva stipulato con la “T&P” per la stessa tipologia di materiale era di 29 € alla tonnellata, più di quattro volte il prezzo a base d'asta da ribassare».
Come è possibile, si chiede il consigliere regionale che nello stesso Comune, lo stesso sindaco, lo stesso assessore, lo stesso servizio, la stessa tipologia di materiali, adesso parlino di un prezzo che si scopre poteva essere intorno ai 7 € e che invece si era affidato a 29 €?
«Alla richiesta di dimissioni del sindaco si rispose di no», ricorda ancora Giuliante. «È possibile rispondere oggi allo stesso modo dinanzi alla verità che è scandalosa?»
Alessandra lotti 10/10/2009 10.17



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Appalto macerie L'Aquila -atto finale-