Cialente torna sindaco: «serviva uno scossone per far ripartire la città»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La mattina del 7 marzo non ho commesso un atto improvvisato e dettato dall’impulso».

Ha iniziato così il suo intervento in aula il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in apertura dei lavori del Consiglio comunale.

«Erano circa 3 settimane – ha proseguito il sindaco- che avevo la sensazione che la situazione all’Aquila fosse ferma e non si vedesse via d’uscita. Con le ultime ordinanze c’erano stati problemi seri. Inoltre era diventato difficile, a differenza dei mesi precedenti, trovare un interlocutore. La ricostruzione era bloccata e le domande per le riparazioni delle abitazioni in categoria E erano pochissime rispetto a quelle che ci aspettavamo. L’Sge sembrava ormai più orientata a forme di repressione piuttosto che di comprensione rispetto ai cittadini aquilani. C’era poi il problema dei 25 milioni necessari a quadrare il bilancio comunale. Avevo la sensazione che stessimo scivolando verso una forma esasperata di commissariamento che finiva per bloccare tutto. A questa sensazione se ne aggiungeva un’altra: quella di uno sfilacciamento progressivo del consiglio comunale e di un modo di affrontare i problemi molto diversa dalla mia idea di amministrazione.. C’era stata anche la vicenda dei precari della Asl, che avevo risolto già dal venerdì precedente, chiamando il ministro Brunetta, ma che aveva costituito il chiaro segnale di come l’attenzione sulla città fosse così marginalizzata che nessuno si era preoccupato che l’ospedale dell’Aquila potesse chiudere. Non era più possibile andare avanti così. Mi sono dimesso pensando, poiché avevo avuto notizie imprecise, che si potesse andare al voto anticipato. Il pomeriggio del 7 però mi ha chiamato il ministro Maroni chiarendo che non era possibile indire elezioni anticipate. Occorreva uno scossone definitivo perché la città si interrogasse su quale strada volesse prendere».

«Io devo ringraziare tutti – ha dichiarato ancora Cialente - perché ho ricevuto innumerevoli attestazioni di stima e di affetto. Anche grazie a questo, pur in giorni difficilissimi in politica estera e non solo, il governo italiano ha dedicato alla vicenda terremoto oltre tre ore. Un momento necessario ed utile, anche in vista dell’approdo in parlamento della legge sul terremoto. Vi era un problema di metodo- ha spiegato Cielente - D’ora in avanti il tavolo tecnico sarà invece il luogo dove tutti ascolteranno le ragioni di tutti. In questa situazione io invidio che ritiene di avere la soluzione in tasca, ma la realtà è che con questa presunzione non ha funzionato e non sta funzionando nulla. La risposta al mare enorme dei problemi che ci sono va invece costruita giorno per giorno. Ora, con un rilancio forte di tutte le decisioni su quel tavolo, il metodo di lavoro cambierà. Nelle prossime settimane potremo certamente constatare che un cammino si può finalmente intraprendere. Lo stesso sottosegretario Letta ha assicurato la sua presenza al tavolo».

Il sindaco ha poi parlato della questione relativa alla maggioranza. «Ammetto le mie responsabilità in alcuni attriti, legate forse alla spigolosità del mio carattere, causata dal fatto che su alcune cose sono particolarmente esigente con me stesso – ha dichiarato Cialente – Da parte mia, in questo momento, sento però il dovere di dover preservare quest’aula dalle tensioni della campagna elettorale. Vorrei un consiglio più operativo, in questo senso le commissioni dovranno divenire più partecipate e proficue».

Infine un accenno al bilancio. «Non è un commissariamento. Le nostre ragioni – ha detto il sindaco - verranno semplicemente confrontate tra settori dello Stato. Quindi se dovremo votare uno strumento finanziario “doloroso” per i cittadini, le responsabilità saranno anche del governo e del ministero».

APPROVATA DELIBERA SU RIASSETTO PARTECIPATE

Il consiglio comunale ha inoltre approvato l’atto di indirizzo contenente le linee guida per la riorganizzazione delle società partecipate. Il documento era già stato illustrato e discusso nell’ultima riunione dell’assemblea, lo scorso 7 marzo. Hanno votato a favore 25 consiglieri (Cialente, Albano, Benedetti, Bernardi A, Bernardi G, Capri, Corriere, De Rubeis, Di Piero, Durante, Faccia, Ludovici, Mancini A, Mancini P, Orsini, Padovani, Perilli, Pistoia, Placidi, Ranieri, Rivera, Salem, Santilli, Valentini, Vicini) mentre sono stati 6 i voti contrari (D’Eramo, Di Carlo, Di Luzio, Imprudente, Tiberi, Sciomenta) e 4 quelli di astensione (Cavaliere, Iovenitti, Verini, Mucciante).

In particolare, il testo della delibera prevede la costituzione di un’unica società multiservizi, strutturata in holding, che inglobi le società Ama (Azienda per la mobilità aquilana), che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano, e Asm (Aquilana società multi servizi), che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulitura delle strade. Le due società potranno continuare ad operare in base alle convenzioni stipulate con l’ente comunale, beneficiando così di una deroga accordata dal’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Afm (Azienda farmaceutica municipale) sarà invece trasformata in azienda speciale per quanto attiene alla gestione delle farmacie comunali, mentre sarà istituita una fondazione di iniziative sociali per i servizi relativi ad asili nido, mense scolastiche e servizi in favore di anziani e minori. La fondazione gestirà inoltre il polo pedagogico, costituito dall’asilo nido “Casetta Fantasia”. Il servizio cimiteriale, sulla base della delibera, tornerà invece nelle competenze del settore Ambiente del Comune dell’Aquila. Per quanto riguarda il Centro turistico del Gran Sasso è prevista invece la cessione dell’intero pacchetto azionario attraverso un bando in via di definizione. Il Sed (Servizio elaborazione dati), società completamente a capitale pubblico, si occuperà della riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie, della gestione delle reti informatiche comunali e del’eventuale, futura riscossione degli affitti degli alloggi del progetto Case e dei Map.

LA SODDISFAZIONE DI ALBANO E ARDUINI

             Dopo l’esito della votazione sulla delibera contenente gli atti di indirizzo per le società partecipate, soddisfazione è stata espressa dal vice sindaco Giampaolo Arduini e dal capogruppo Pd Vito Albano.

«Un voto a larga maggioranza – ha dichiarato Arduini – che rafforza la coalizione al governo della città e dà ulteriore incisività alla stessa azione amministrativa. Una coesione basata su progetti e delibere condivise nel nome dell’interesse comune».

«Una pausa di riflessione – ha dichiarato invece il capogruppo Pd Albano – che evidentemente è stata utile per ritrovare motivazioni e coesione. La riprova che la maggioranza c’è e sostiene con forza e convinzione il primo cittadino».

29/03/2011 10.25