L’Aquila, elezioni a primavera. Ancora 7.294 sfollati in tenda

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Senato ha approvato, all'unanimità con 268 sì, la conversione in legge del decreto che rinvia alla primavera del 2010 le elezioni amministrative nella provincia aquilana. * COSPA, ESPOSTO AL PREFETTO SU ALLOGGI ATER * RICOSTRUZIONE, BANCHE PAGHERANNO SUBITO ANTICIPAZIONE 25%

Il provvedimento, che passa all'esame della Camera, è stato reso necessario dalla situazione ancora difficoltosa dovuta al terremoto con l'impossibilità di effettuare comizi e di affiggere manifesti elettorali in tutte le più importanti vie e piazze della provincia.

LUSI (PD): «PARLAMENTARI ABRUZZESI HANNO GETTATO LA MASCHERA




«E' il momento della verità per i parlamentari abruzzesi che oggi hanno gettato la maschera di fronte ai propri elettori e cittadini», così ha commentato il senatore Lusi (Pd), vice presidente della Commissione Bilancio, la bocciatura dei due emendamenti al DL 1773 (ulteriore rinvio delle consultazioni elettorali amministrative nella Provincia dell'Aquila) a firma Lusi/Legnini, con i quali si chiedeva la possibilità per i comuni marsicani di Celano, Capistrello e San Benedetto dei Marsi (turno di ballottaggio) di andare subito al voto e non aspettare la prossima tornata elettorale nel 2010.
«I due emendamenti non sono stati approvati in Senato, rispettivamente per soli 6 e 7 voti» ha proseguito Lusi che ha continuato: «determinanti per l'esito negativo i quattro voti contrari dei senatori della Destra abruzzese, Di Stefano, Pastore, Piccone e Tancredi.
La volontà dei cittadini di terminare la fase della paralisi dell'attività amministrativa per tornare ad organi eletti dai cittadini è stata negata dai senatori della Destra abruzzese. Ora si sa con chiarezza chi vuole i Commissari al governo dei Comuni e chi vuole le Giunte elette dai cittadini».

LE TENDOPOLI RIMASTE

Intanto la Protezione civile aggiorna il dato sugli sfollati: sono attualmente 24.704 gli aquilani rimasti senza casa.
Di questi 15.704 sono ricoverati negli alberghi della costa abruzzese, soprattutto teramana, in quelli della provincia dell'Aquila e nella caserma della scuola ispettori della guardia di finanza a Coppito. I restanti 9 mila sono nelle case private percependo l'assegno per la autonoma sistemazione.
Nelle 73 tendopoli rimaste aperte rimangono 7.294 sfollati. Dal mese di maggio sono state dismesse 98 tendopoli.
Il processo di dismissione si sarebbe dovuto concludere entro il 30 settembre, ma è stato rallentato - come sostiene la Protezione Civile nazionale - per le istanze di alcuni sindaci e per la paura generata dalla scossa di magnitudo 4.1 di qualche settimana fa.
Secondo la protezione civile i sindaci hanno chiesto che alcune tendopoli possano rimanere aperte perché i cittadini vogliono direttamente trasferirsi nelle case, pronte nelle prossime settimane, senza passare per la sistemazione momentanea negli alberghi della provincia dell'Aquila.
E' partito, invece, un tavolo di confronto e coordinamento per la sicurezza nei cantieri di comune accordo tra la prefettura dell'Aquila e la Provincia.
A darne notizia e' stato oggi il vicecommissario vicario e prefetto del capoluogo abruzzese, Franco Gabrielli, intervenuto durante la conferenza stampa della Legacoop.
«Se e' vero che bisogna sempre pretendere di piu', credo che bisognerebbe in parallelo riflettere sui tempi necessari nella realizzazione di opere che sono umane», ha detto Gabrielli. «Il terremoto non c'e' stato tre anni fa ma il 6 aprile scorso. Questo e' il terremoto ai tempi di internet, dove tutti sono sismologi, ma e' anche il terremoto ai tempi della legislazione europea che in materia di rifiuti, ad esempio, impone limiti e procedure ben precise: non si puo' fare una buca e buttarci dentro tutte le macerie».
«L'Aquila deve rinascere dov'era ma non com'era ed ha, gia' ad oggi, esempi di costruzioni a norma», ha detto invece la Pezzopane. «L'Accademia delle Belle arti, ad esempio, e' una testimonianza che gli aquilani hanno saputo ben costruire. E' stata riaperta cinque giorni dopo il sisma e si trova a poche centinaia di metri dalla faglia. Se si mettono impegno e i materiali giusti, si puo' convivere con una realta' terribile come il terremoto».
Dai dipendenti dell'Asm è arrivata invece la richiesta di mezzi nuovi ed una differente organizzazione aziendale.
«E' sotto l'occhio di tutti infatti - afferma un rappresentante dei lavoratori - che i rifiuti aumentano, giustamente, in forma considerevole vista la situazione....l'unica che sembra non accorgersi di questo è proprio la Presidente". Proprio quest'ultima è accusata dal sindacato di "latitanza».
Per l'Ugl «in questo modo l'azienda ripaga la buona volontà degli operai che da appena dopo il 6 aprile lavorano a tempo pieno e soprattutto a pieno ritmo e di questo ne siamo e ne saremo sempre più orgogliosi».


07/10/2009 16.40
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COSPA, ESPOSTO AL PREFETTO SU ALLOGGI ATER

OFENA. Un esposto inviato dal Cospa al prefetto Gabrielli che a sua volta ha chiesto informazioni al sindaco.
L'associazione degli allevatori diretta da Dino Rossi a seguito del sisma che ha sconvolto L'Aquila ha allargato il proprio raggio d'azione.
Raccolte alcune segnalazioni l'associazione ha così inoltrato un esposto al prefetto. Già nei giorni scorsi Rossi aveva espresso perplessità perchè «non si sa nulla dei moduli abitativi provvisori e dei fondi per la messa in sicurezza. In molte occasioni, mi sono recato presso il Dicomac», ha raccontato il presidente del Cospa, «dove nessuno dei responsabili ha voluto rilasciare dichiarazioni sia in merito alle famose casette, sia per quanto riguarda i fondi assegnati per i puntellamenti degli stabili del paese di Ofena».
Tre appartamenti Ater, racconta Rossi, adesso sono stati ceduti ai terremotati sprovvisti di servizi di prima necessità come acqua e corrente elettrica.
«L'ufficio tecnico», denuncia Rossi spedendo tutti i documenti a Gabrielli, «ha ingrandito miracolosamente l'appartamento con tanto di certificato di agibilità nonostante abbia il tetto cancerogeno perchè fatto di eternit, la volumetria non idonea e le finestre come un oblò, senza tener conto del parere negativo della ASL, la quale si rifiutò verbalmente di rilasciare documentazioni di idoneità».
Rossi si domanda come possono essere sufficienti i tre appartamenti dell'ex casa Anas ora della Provincia dell'Aquila per i terremotati di Ofena.
«Si spera che vengano presi seri provvedimenti nei confronti di chi gestisce i poteri di protezione civile solo per arrecare danni ad una popolazione già psicologicamente ed economicamente provata e che molto presto per rientrare nelle loro case dovranno mettere mani al portafoglio contrariamente a quanto è accaduto per i terremotati aquilani che si ritrovano le case belle e sicure senza pagare l'affitto».

07/10/2009 16.39

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RICOSTRUZIONE, BANCHE PAGHERANNO SUBITO ANTICIPAZIONE 25%


L'AQUILA. A partire dai prossimi giorni, le banche cominceranno a pagare l'anticipazione del 25% del contributo provvisorio per la riparazione e la ricostruzione degli edifici con esito “B”, “C” ed “E”.
Lo ha reso noto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il quale ha ricevuto l'assicurazione che, entro la prossima settimana, la Cassa Depositi e Prestiti e l'Abi – con il consenso del Ministero dell'Economia – sottoscriveranno una nuova convenzione, che renderà appunto possibile l'ottenimento del finanziamento agevolato per avviare i lavori.
Finora il contributo provvisorio, previsto dall'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3803 per accelerare l'inizio delle opere da parte delle imprese, non era riconosciuto dagli istituti di credito. Ciò perché la convenzione vigente prevedeva la messa a disposizione di risorse unicamente dopo il contributo definitivo.
«Una grande vittoria per la città, che mi ripaga dell'impegno che ho profuso per superare questo handicap – ha spiegato Cialente – Tutto ciò è importante non solo per i privati, ma soprattutto per i condomini e le cooperative, fino a qualche tempo fa esclusi da questi benefici. Pertanto, con la nuova convenzione, saranno in sostanza due i grandi vantaggi. Il riconoscimento dell'efficacia del contributo provvisorio e l'anticipazione immediata del 25% sul relativo importo da parte delle banche che aderiscono alla convenzione».
In altri termini, non appena avranno in mano la lettera del Comune di accoglimento della richiesta di contributo provvisorio, imprese e cittadini avranno subito accreditati i fondi dell'anticipazione.
Il sindaco ha inteso ringraziare sentitamente l'amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti, Massimo Varazzani, il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, il Consigliere giuridico della Protezione civile, Giacomo Aiello, il prefetto Franco Gabrielli e il Ministero dell'Economia «per la sensibilità espressa in questo ambito. Con tutti questi soggetti istituzionali – ha proseguito Cialente – mi sono incontrato ripetutamente, allo scopo di arrivare al risultato positivo. In particolare, il prefetto Gabrielli ha sostenuto con me questa importante battaglia. Ora si sta risolvendo un problema che stava creando non poche difficoltà alla ricostruzione».
«Alla soddisfazione per aver raggiunto questo importante traguardo – ha detto ancora il primo cittadino dell'Aquila – si aggiunge la considerazione oggettiva che ora i progetti per la ricostruzione possono avere effettivamente un'accelerazione decisa. In particolare per tante case classificate “B” e “C”, con danni lievi, il risultato che sono riuscito a ottenere può voler dire il completamento dei lavori e il ritorno a casa di migliaia di famiglie nel giro di poche settimane. Proprio per questo motivo, rivolgo un appello ai proprietari e ai progettisti affinché, concordemente, predispongano in modo rapido tutti gli adempimenti necessari per la presentazione dei progetti e delle richieste di contributo, anche in considerazione che la scadenza per le “B” e le “C” è attualmente prevista al 25 ottobre».

07/10/2009 17.05