L’antimafia a L’Aquila il 15 ottobre. Di Orio: «Università non ha colpe»

Alessandro Biancardi

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L’antimafia a L’Aquila il 15 ottobre. Di Orio: «Università non ha colpe»
L’AQUILA. Il 15 ottobre arriverà a L’Aquila la Commissione nazionale antimafia per parlare con il procuratore Alfredo Rossini. * PATRIMONIO CULTURALE: LE LINEE GUIDA PER LA RICOSTRUZIONE * …E LA REGIONE AVVIA L’ITER PER UNA NUOVA ZONIZZAZIONE SISMICA

Mentre l'inchiesta sui crolli va avanti (e dovrebbero arrivare in questi giorni gli avvisi di garanzia) procede pari passo il controllo degli inquirenti su possibili infiltrazioni criminali nell'ambito della ricostruzione post sisma.
L'allarme è stato lanciato fin dalle prime ore dopo il terremoto e sembra chiara la volontà degli investigatori di stanare e allontanare tutte quelle aziende che risultino vicine agli ambienti della malavita organizzata.
Questa mattina Rossini ha confermato che si sta lavorando sul fronte delle infiltrazioni mafiose. Con lui in Procura era presente anche Olga Capasso, sostituto presso la Direzione nazionale antimafia.
Capasso insieme ai magistrati Vincenzo Macrì, Alberto Cisterna, Gianfranco Donadio fa parte del pool della Direzione nazionale antimafia istituito a fine aprile dal procuratore Piero Grasso.
Il compito assegnatogli è proprio quello di vigilare sulla ricostruzione delle aree terremotate.
«Noi abbiamo vari procedimenti - ha proseguito Rossini - relativi ai fatti di origine mafiose e come tali li stiamo approfondendo per andare avanti».
Per quanto riguarda l'inchiesta sui crolli ai giornalisti che chiedevano al magistrato se fosse rimasto convinto dell'idea di arrestare i responsabili senza indagarli, lo stesso Rossini ha detto che «tutti mi hanno detto che bisogno c'e' di arrestarli? Facciamogli solo l'interrogatorio, io però ho le mie idee e le vedrò al momento opportuno».
Intanto oggi il rettore dell'Università dell'Aquila ha replicato ad alcuni genitori che hanno perso i figli nel crollo della Casa dello studente.
Ieri i parenti avevano puntato il dito contro l'Ateneo che avrebbe «dovuto e potuto» salvare i giovanissimi.
«L'università», ha detto di Orio, «non può essere ritenuta responsabile» e ha annunciato un'azione legale per diffamazione aggravata a mezzo stampa avviata per un servizio del Tg3 Regionale sul ricordo delle vittime della Casa dello studente, a 6 mesi dal sisma.
Secondo il rettore - che si é detto «comunque vicino alle famiglie per l'immane tragedia che le ha colpite» - le accuse rivolte all'università sarebbero lesive nei confronti dell'ente.
«E' un'infamia pensare delle nostre responsabilità in questa vicenda - ha spiegato Di Orio - il sabato precedente alla tragedia tutte le scuole pubbliche sono rimaste aperte, comprese scuole materne ed elementari. Cosa sarebbe successo se avessimo chiuso da soli? Inoltre - ha aggiunto il rettore - nell'intervista si fa riferimento ad una mia comunicazione che imponeva l'obbligo di firma per le presenze degli studenti. E' tutto falso dire questo, vuol dire che avrei costretto i miei studenti a restare all'Aquila».
A questa posizione ha replicato l'autore del servizio, Umberto Braccili - presente alla conferenza stampa - il quale ha detto: «L'intervista riporta solo il comprensibile grido di dolore di un genitore che ha perso un figlio».

07/10/2009 15.47




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PATRIMONIO CULTURALE: LE LINEE GUIDA PER LA RICOSTRUZIONE

Un documento che traccia le prime linee guida per la ricostruzione del patrimonio culturale aquilano.
E' il risultato dell'incontro “Territorio storico de L'Aquila: dall'emergenza alla rivitalizzazione – strategie di gestione e metodologie d'intervento”, che si è svolto oggi a Roma, presso l'Ecole française de Rome.
Il documento è suddiviso in tre momenti fondamentali: le raccomandazioni sull'importanza delle misure di prevenzione e di politiche di prevenzione dei rischi; le tre fasi da considerare: prima, durante e dopo il restauro, in cui si focalizza l'attenzione sulla disponibilità di un programma generale della valutazione dei rischi, su finanziamenti adeguati e sugli strumenti essenziali di protezione per una riduzione del rischio, c'è poi la risposta all'emergenza che deve essere disponibile e immediatamente applicata dalle agenzie competenti e responsabili, il restauro e la ricostruzione che deve rispettare il principio generalmente accettato della conservazione con le zone su cui intervenire sottoposte ad una pianificazione che rispetti il paesaggio culturale.
«Il caso dell'Aquila – spiega il vice commissario per il recupero del patrimonio culturale, Luciano Marchetti – è unico perché in una strategia di intervento non dobbiamo considerare il singolo monumento, ma tutta la città. In questo senso la ricostruzione del centro storico non potrà mai restituirci una realtà antecedente all'evento, la ricostruzione sarà in ogni caso un'interpretazione. Per questo con le università si sta lavorando su gruppi di edifici del centro storico per capire come si sono comportati anche alla luce di interventi successivi. In questa catastrofe la risposta all'emergenza ha funzionato benissimo,ma questa fase deve fare un passo avanti e garantire la protezione anche dei monumenti».

LA SENSIBILIZZAZIONE DEL PUBBLICO

Per questo il terzo momento del documento finale della giornata distudi si occupa della formazione e sensibilizzazione del pubblico intesa come preparazione di adeguate competenze che sappiano valutare il rischio e rispondere adeguatamente in caso di emergenza, che sappiano implementare le misure di prevenzione dei rischi anche attraverso il pubblico e gli amministratori locali.
L'incontro di oggi a Roma potrebbe essere importante anche sotto un altro punto di vista: quello della cooperazione con l'Unesco nella fase della ricostruzione della città dell'Aquila.
«Subito dopo il terremoto – ha detto Marie Paule Roudil, Responsabile per la Cultura all'Ufficio Unesco, a Venezia – abbiamo cercato di capire come aiutare questo territorio, ci siamo però resi subito conto che non c'era bisogno di tecnici, perché le capacità tecniche italiane e aquilane sono tra le migliori al mondo, c'è però bisogno di una cooperazione anche con l'Iccrom che dia impulso alla ricostruzione del patrimonio culturale di questa città perché crediamo che l'emergenza non sia solo la prima necessità del cibo o della casa, ma anche quella della cultura per ridare alla gente i luoghi della loro socialità, perché la cultura contribuisce alla felicità».

07/10/2009 16.15

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…E LA REGIONE AVVIA L'ITER PER UNA NUOVA ZONIZZAZIONE SISMICA

ABRUZZO. Una serie di riunioni tecniche con tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, al termine delle quali uscirà una proposta di zonizzazione sismica necessaria per la nuova riclassificazione sismica del territorio.
È il percorso avviato dalla Presidenza della Giunta regionale per arrivare ad una nuova classificazione che interesserà il territorio dell'Aquila.
«E' un percorso che la Regione Abruzzo, nel rispetto naturalmente delle proprie competenze, ha voluto avviare con la Protezione civile nazionale, gli enti locali e le associazioni professionali interessate», spiega il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
«Fra meno di due settimane», aggiunge il Presidente,«è prevista un'altra riunione tecnica nella sede della Regione propedeutica all'intesa finale con gli enti locali interessati. In quella sede contiamo di presentare una bozza di microzonazione sismica sulla quale dovrà concentrarsi il consenso degli enti locali e degli altri soggetti».
Dal punto di vista tecnico, il documento di microzonazione sismica è uno di quegli atti necessari per arrivare ad una nuova riclassificazione sismica del territorio, atto che spetta alla Protezione civile nazionale.

«La volontà politica della Regione - conclude il presidente Chiodi - è di non emarginare nessuno in un processo decisionale che segnerà il futuro della prevenzione sul territorio».

07/10/2009 16.08