Previsione dei terremoti: ecco la relazione degli studiosi

Alessandro Biancardi

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IL DOCUMENTO. L’AQUILA. Tre giornate intense di lavoro per arrivare al punto di partenza, scienziati concordi: «non è possibile prevedere i terremoti».



IL DOCUMENTO. L'AQUILA. Tre giornate intense di lavoro per arrivare al punto di partenza, scienziati concordi: «non è possibile prevedere i terremoti».



Questo lo sapevamo già, ce lo hanno ripetuto per settimane, dopo il 6 aprile quando Gioacchino Giuliani, l'uomo che dice di saper prevedere una scossa grazie alle emissioni del radon, lanciava i suoi sos.
Ieri gli scienziati, dopo essersi riuniti a L'Aquila e aver studiato l'andamento del terremoto da 5 mesi a questa parte, hanno confermato che non e' possibile fare previsioni a breve termine, anche dopo uno sciame sismico come quello precedente al sisma che ha colpito la provincia aquilana.
E' questo il risultato dello studio condotto dalla Commissione di esperti internazionali, chiamati dalla Protezione civile a fare il punto sulla sismicità dell'aquilano e dell'Abruzzo.
«Non e' possibile - ha detto Thomas Jordan, presidente della Commissione e direttore del Centro sismologico della California del Sud - fare previsioni sui terremoti a breve termine».
La Commissione ha effettuato un monitoraggio dei fattori precursori e non e' stato possibile arrivare ad una diagnosi che dia sicurezza su quando un terremoto si verificherà.
Per fattori precursori si intendono tutti quegli eventi fisici che precedono un sisma: da un susseguirsi di scosse, alla presenza di gas radon, a mutamenti nei campi elettromagnetici. «Riteniamo - ha spiegato Jordan - che le previsioni a lungo termine siano, al momento, le più affidabili».
E sulle linee guida che la Commissione ha inviato alla Protezione civile, il presidente ha evidenziato la necessita' «di creare una struttura di esperti che possa eseguire un'analisi dei modelli previsionali, in modo da fornire nuovi elementi alle istituzioni».
«La previsione a lungo termine - ha sottolineato Jordan - consente di avere informazioni sul luogo, sulla magnitudo e sulla frequenza di un sisma».
E' inoltre necessario, secondo la Commissione, effettuare una mappatura degli edifici per renderli antisismici e informare continuamente la popolazione utilizzando anche internet.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, infine, il professor Paolo Gasparini, docente di Geofisica all'università Federico II di Napoli e componente della Commissione, ha detto che «la faglia di Paganica e' ancora poco conosciuta e non si può sapere quanta energia sia stata rilasciata durante il sisma del 6 aprile scorso».
A livello mondiale, invece, i terremoti di Sumatra non devono far preoccupare. Secondo la Commissione, infatti, l'attività sismica della Terra non e' in aumento.

IL DOCUMENTO DI SINTESI

Gli scienziati hanno redatto un documento di sintesi sulle conoscenze scientifiche attuali, con una proposta di linee guida in materia di previsione e prevenzione del rischio sismico, definito «una pietra miliare per l'attività previsionale» dal professore Mauro Dolce, direttore dell'Ufficio Valutazione, prevenzione e Mitigazione del Rischio Sismico del Dipartimento della Protezione Civile.
Ad illustrare i risultati il Professor Tom Jordan, Presidente del gruppo di lavoro e Direttore del Southern California Earthquake Center.
Il Prof. Jordan ha innanzi tutto chiarito come si debba distinguere tra predizioni deterministiche e previsioni probabilistiche e ha ribadito come allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non sia possibile predire quando, dove e con quale magnitudo potrà verificarsi un terremoto.
La Commissione ha infatti elaborato un'analisi dei fattori cosiddetti precursori dei terremoti, come, ad esempio, i mutamenti nei campi elettromagnetici, o la presenza di gas radon, ed è arrivata alla conclusione che questi fattori non consentono ad oggi di fare previsioni a breve termine.
La Commissione internazionale ritiene, invece, valida, anche ai fini di protezione civile, la previsione probabilistica a breve e a lungo termine, che permette di differenziare la pericolosità delle diverse aree, anche tenendo conto di una variabilità nel tempo.
Tra le raccomandazioni della Commissione, il fatto che il Dipartimento della Protezione Civile debba svolgere un ruolo di coordinamento tra le agenzie italiane, per migliorare il flusso dei dati e delle informazioni che derivano dalle diverse reti di monitoraggio, utili a stimare la probabilità che arrivino i terremoti.
Altra raccomandazione è che si costituisca un gruppo di esperti di supporto alle autorità preposte a prendere decisioni, che relazioni direttamente al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, con il compito di valutare i modelli previsionali disponibili o le singole previsioni, in modo da fornire indicazioni utili alla definizione di eventuali azioni di protezione civile da attuare.
Importante è anche l'informazione alla popolazione sulla sismicità in Italia, che la Protezione Civile potrà fornire sulla base delle previsioni probabilistiche, non solo per permettere ai cittadini di prepararsi a un eventuale terremoto, ma anche per avere una fonte ufficiale che fornisca indicazioni convalidate scientificamente sulla previsione dei terremoti.

La Commissione è giunta a queste conclusioni dopo quattro riunioni che si sono svolte all'Aquila, a Potsdam in Germania, a Roma e di nuovo all'Aquila, dal 30 settembre al 2 ottobre.
La Commissione è composta da nove scienziati, specializzati in sismologia e geofisica, ai vertici delle Università e Centri di ricerca più importanti del mondo: il Prof. Tom Jordan, Presidente del gruppo di lavoro, Direttore del Southern California Earthquake Center (SCEC), e Professore di Earth Sciences alla University of Southern California a Los Angeles, Yun Tai Chen, Professore di Geofisica e Direttore onorario dell'Istituto di Geofisica della China Earthquake Administration, Paolo Gasparini, Professore di Geofisica alla Università Federico II di Napoli, Raoul Madariaga, Professore di Sismologia alla Scuola Normale Superiore di Parigi, Ian Main, Professore di Sismologia e Fisica delle Rocce all'Università di Edinburgo, Warner Marzocchi, Dirigente di Ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Gerassimos Papadopoulos, Direttore di Ricerca dell'Osservatorio Nazionale di Atene, Guennadi A. Sobolev, Direttore del Dipartimento di Catastrofi Naturali e Sismicità della Terra dell' Accademia Russa delle Scienze a Mosca, Jochen Zschau, Professore di Geofisica all'Università di Potsdam.