Ricostruzione leggera e requisizioni stentano a decollare

Alessandro Biancardi

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Ricostruzione leggera e requisizioni stentano a decollare
L’AQUILA. La ricostruzione leggera non riesce a partire: a causa di problemi burocratici quasi 10 mila famiglie potrebbero perdere l’accesso al finanziamento agevolato. Anche la requisizione delle case, per il momento, pare un flop. * L’AQUILA. SISMOLOGI A CONFRONTO, ATTESO IL RESPONSO
Il sindaco Massimo Cialente l'ha ribattezza «situazione kafkiana»: da un lato ci sono le case costruite in 110 giorni, dall'altro ci sono le mille difficoltà burocratiche per chi non è riuscito ancora a cominciare le riparazioni in casa propria.
«Invito i cittadini a correre per presentare domande e perizie», ha detto il sindaco, «ma spero anche che ci sia nelle prossime ore un chiarimento da parte del governo sulle procedure».
Pare proprio dura riuscirà a risolvere il problema della ricostruzione leggera delle case con lievi danni classificate B e C.
Cialente ha spiegato che i passaggi burocratici stanno bloccando l'accesso al finanziamento agevolato e si rischia di ingenerare una catena di ritardi non più recuperabile.
Secondo una prima stima fatta dal primo cittadino le famiglie coinvolte e incastrate nelle maglie della burocrazia sarebbero almeno 9500 famiglie.
E sempre in linea con la «situazione kafkiana» mentre c'è chi non riesce ad avviare i lavori di ristrutturazione c'è invece chi presto potrà avere a casa la banda larga.
La Telecom Italia ha realizzato una moderna infrastruttura di rete in fibra ottica che rende disponibili da subito servizi di telecomunicazione e collegamenti a larga banda per i residenti delle case antisismiche la cui consegna è cominciata nei giorni scorsi.
Entro l'anno sarà completata la realizzazione di una piattaforma di rete ultrabroadband (NGN) che renderà disponibili collegamenti fino a 100 Megabit al secondo.
Da oggi, inoltre, tutte le famiglie assegnatarie degli alloggi antisismici possono attivare gratuitamente (cioè senza pagare il "contributo impianto") una nuova linea telefonica e l'adsl, oppure richiedere - sempre senza sostenere alcun costo - il trasloco della vecchia linea resa indisponibile dal sisma.
Sarebbe solo una questione di giorni, invece, la riapertura di via XX Settembre, una delle strade più colpite dai crolli e dove si sono registrate più vittime a causa della tragica scossa del 6 aprile scorso. La riapertura era stata annunciata dal capo della protezione civile, Guido Bertolaso, e dal prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli.
Il sindaco Cialente ha sottolineato che tra le possibili prescrizioni c'é quella dell'istituzione di un limite di velocità e di peso in prossimità del ponte.

LA REQUISIZIONE STENTA A DECOLLARE

Doveva essere la soluzione per ogni problema invece pare che la requisizione degli alloggi sfitti porterà meno benefici di quanto si sperava, almeno a breve termine.
Infatti finora sono solo 9 su un totale di 76 visitate, le case requisite su provvedimenti emessi dalla prefettura dell'Aquila; un numero che sottolinea le difficoltà dell'azione messa in campo.
La requisizione non è la soluzione per chi non ha una casa.
E' stato evidente ieri quando il prefetto Franco Gabrielli ha spiegato che si tratta di una procedura complessa.
Da un primo elenco stilato della guardia di finanza è emerso un elenco di 6.578 case.
Per il momento i provvedimenti emessi dalla prefettura sono complessivamente 53 che interessano 214 alloggi: 41 sono stati già notificati e 12 sono in fase di notifica.
Dei 76 appartamenti visitati, 65 sono risultati per vari motivi non requisibili: 19 per contratti di locazione, 12 per comodato d'uso ed 11 per lavori in corso.
Delle 6.578 case che figurano nell'elenco della Guardia di Finanza circa 1400 sono all'Aquila, all'incirca metà di privati e metà di imprese, e il resto nei comuni del circondario, numeri che mettono in evidenza come la gran parte delle case sfitte ed eventualmente disponibili per la requisizione si trovino fuori dal capoluogo abruzzese.
«Le requisizioni non sono la panacea per risolvere la situazione del post terremoto», ha detto Gabrielli. «Sono comunque ragionevolmente ottimista - ha aggiunto il prefetto - che riusciremo a trovare una soluzione per tutte le persone che hanno bisogno».

RITARDI PAGAMENTI, LA DENUNCIA DEGLI IMPRENDITORI

Intanto un gruppo di imprenditori che sta portando avanti lavori nell'ambito dei numerosi appalti per il terremoto ha denunciato i ritardi del pagamento delle prime fatture da parte della protezione civile nazionale. Gli imprenditori sottolineano che le somme non sono state corrisposte nonostante i lavori siano stati terminati da tempo e da parecchi giorni sia stata presentata la documentazione richiesta. «Abbiamo pagato materiali e fornitori - spiegano -. Se i ritardi si dovessero protrarre, andremmo in serie difficoltà economiche e finanziarie. Facciamo appello alla protezione civile di provvedere con urgenza».
E protestano anche i commercianti di via Castello, alle porte del centro storico dell'Aquila per la mancata riapertura di questa arteria, che ospita numerose attività, a causa dei ritardi nelle operazioni di puntellamento.

01/10/2009 9.30


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L'AQUILA. SISMOLOGI A CONFRONTO, ATTESO IL RESPONSO

L'AQUILA. Si è riunita ieri a L'Aquila la Commissione Internazionale di sismologi voluta dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile all'indomani del terremoto del 6 aprile scorso.
L'obiettivo è quello di valutare le conoscenze attualmente in possesso della comunità scientifica a livello globale sulla previsione dei terremoti e per elaborare linee guida condivise in merito alla previsione e prevenzione del rischio sismico.
Al termine dei tre giorni di lavori, la Commissione, che si incontra per la quarta volta, presenterà un documento di sintesi dei risultati cui e' giunta in questi mesi di lavoro.
Giovedi' 2 ottobre alle 12,00, e' previsto un incontro dei rappresentanti della Commissione presso la sala stampa della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito.
La Commissione e' composta da nove scienziati, specializzati in sismologia e geofisica, ai vertici delle Universita' e Centri di ricerca piu' importanti del mondo.

Ecco chi sono i partecipanti:

- Tom Jordan, presidente del gruppo di lavoro, direttore del Southern California Earthquake Center (SCEC), e professore di Earth Sciences alla University of Southern California a Los Angeles
- Yun Tai Chen, professore di Geofisica e Direttore onorario dell'Istituto di Geofisica della China Earthquake Administration
- Paolo Gasparini, professore di Geofisica alla Universita' Federico II di Napoli
- Raoul Madariaga, professore di Sismologia alla Scuola Normale Superiore di Parigi
- Ian Main, professore di Sismologia e Fisica delle Rocce all'Universita' di Edinburgo
- Warner Marzocchi, dirigente di Ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
- Gerassimos Papadopoulos, Direttore di Ricerca dell'Osservatorio Nazionale di Atene,
- Guennadi A. Sobolev, Direttore del Dipartimento di Catastrofi Naturali e Sismicita' della Terra dell' Accademia Russa delle Scienze a Mosca
- Jochen Zschau, Professore di Geofisica all'Universita' di Potsdam.


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