Terremoto «5mila auto distrutte non risarcite»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. A quasi sei mesi dal terremoto la maggior parte delle 5.000 auto distrutte nel sisma sono ancora sotto le macerie, senza alcuna possibilità di recupero o di ottenere un risarcimento danni.


Lo svela un'inchiesta che appare sul fascicolo di ottobre di "Quattroruote" già in edicola.
L'auto è un altro dei tanti problemi ai quali hanno dovuto far fronte i terremotati che, senza una abitazione e dislocati in varie zone d'Abruzzo, avevano necessità di muoversi per raggiungere il posto di lavoro e parenti spostati altrove.
Quando non è stato possibile viaggiare con il proprio mezzo si è fatto affidamento sui mezzi pubblici messi a disposizione gratuitamente per quanti vivevano nelle zone terremotate.
Ma l'articolo di Quattroruote di oggi rivela che, emergenza nell'emergenza, pochissimi abruzzesi si sono visti rifondere i danni dalle compagnie assicurative, che a meno di specifiche polizze non coprono gli eventi catastrofici.
Numerose case automobilistiche hanno varato una serie di agevolazioni volte a favorire l'acquisto di auto nuove, ma il problema rimane: l'auto è indispensabile per i 25 mila sfollati negli hotel della costa adriatica e l'economia locale è di fatto immobilizzata dallo scorso aprile.
Ecco perché dal fronte dell'imprenditoria abruzzese si chiede con sempre maggiore insistenza l'istituzione di una zona franca fiscale, che nel settore automobilistico significherebbe almeno l'azzeramento dell'Iva.
Per fortuna, invece, nei comuni della provincia dell'Aquila e quelli inseriti nel “cratere”, sono sospesi i pagamenti relativi alla tassa automobilistica fino al 30 novembre.
Alla scadenza della sospensione, sarà l'ufficio stesso a fornire ai contribuenti le informazioni per il pagamento.


29/09/2009 15.53