Settimana della svolta:dall'inchiesta della Procura i primi indagati

Alessandro Biancardi

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Settimana della svolta:dall'inchiesta della Procura i primi indagati
L'AQUILA. Comincia una settimana importante per L'Aquila: martedì la prima consegna delle case antisismiche e attesi sviluppi sull'inchiesta della Procura aquilana che sta indagando sui crolli. * RICOSTRUZIONE. CHIODI:«SERVE UNA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE» * LA RICOSTRUZIONE CHE STENTA. CIALENTE: «TROPPA BUROCRAZIA E POCA CHIAREZZA»
I magistrati si sono messi al lavoro poche ore dopo il terremoto del 6 aprile scorso e questa settimana potrebbero arrivare i primi sviluppi.
Un lavoro enorme, senza interruzione, i cui risultati sono attesi con ansia da tutti gli aquilani e soprattutto dai familiari delle vittime che chiedono giustizia.
Una svolta potrebbe arrivare a breve: sono attesi, infatti, i risultati scientifici sulla qualita' del cemento e delle barre di acciaio dei pilastri degli edifici pubblici e privati, crollati o danneggiati nel terremoto, per i quali la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta ipotizzando reati penali.
L'attenzione degli inquirenti si e' appuntata sulle risposte dei periti relative ai motivi che hanno determinato i crolli.
Perchè edifici pubblici e privati non hanno retto? Erano costruiti male? Bisognava compiere manutenzione straordinaria per evitare la catastrofe?
Quello dei magistrati è stato un lavoro molto complesso che ha richiesto analisi sofisticate che hanno riguardato, al momento, solo alcuni edifici, ovvero quelli che, in qualche modo, sono diventati simbolo della tragedia dell'Aquila: l'ospedale, il tribunale, la casa dello studente e diversi edifici privati sotto le cui macerie sono morte 300 persone.

CI SONO I PRIMI INDAGATI

Sono state depositate in questi giorni le prime perizie sugli edifici crollati.
Secondo quanto emerge dai primi riscontri sarebbero in pratica confermate le voci che parlavano di strutture che se fatte a regola d'arte non sarebbero dovute crollare.
E' probabile dunque che i periti abbiano riscontrato anche deficit nel calcestruzzo probabilmente non rinforzato così come prescrivono le norme.
Dunque la notizia che viene confermata anche dal procuratore Rossini in tarda mattinata è che sono emerse le prime responsabilità anche se formalmente non si può parlare ancora di iscrizione nel registro degli indagati che probabilmente avverrà la prossima settimana.
Rossini ha chiarito anche come la polizia giudiziaria sia riuscita -per gli immobili crollati di cui si dispongono le perizie – a risalire nella filiera delle persone che dovevano controllare e non lo hanno fatto o a quelle che la legge impone una responsabilità (titolari di imprese, direttori dei lavori…).
Con il deposito di tutte le perizie dunque si avrà un quadro tecnico dell'accadute e delle cause dei crolli.
Il passo successivo sarà l'iscrizione nel registro degli indagati dei presunti responsabili che poi saranno ascoltati dai pm titolari delle varie inchieste aperte, già a ottobre.
Rossini ha poi parlato anche di infiltrazioni mafiose dicendo che sarebbero circa cinque i casi di ditte in qualche modo con contatti pericolosi nella criminalità.

COMPLEANNO CON CONSEGNA

Martedì invece sarà la volta della consegna delle prime case antisimiche costruite in tempi record che come ricordano i comitati cittadini non riusciranno ad essere assicurati a tutti gli oltre 40 mila sfollati.
Sono oltre 500 gli appartamenti, in 29 palazzine, già pronti per la consegna nella cerimonia alla quale parteciperà anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Non tutti gli appartamenti per i terremotati, però, saranno occupati nello stesso giorno, perché occorre ancora definire la situazione di persone che hanno rinunciato o non hanno i requisiti per essere inclusi nell'assegnazione degli alloggi del Progetto C.a.s.e.
Si prevede a regime la realizzazione di 4.700 appartamenti, per dare un tetto a circa 15.000 persone. La data di ultimazione delle consegne potrebbe slittare da fine dicembre 2009 a fine gennaio 2010, alla luce dell'ampliamento del progetto con altre 20 piastre.
Sono pronte, con 9 giorni di anticipo, anche 6 palazzine -per un totale di 150 appartamenti- nel cantiere aquilano di Bazzano che è, insieme a Cese di Preturo, quello in fase più avanzata.
I lavori sono stati effettuati dalla Edimal - associazione temporanea di imprese (ati) costituta dal gruppo industriale dell'Aquila Edimo e dalla romana Maltauro.
Le case sono già arredate ed è in corso la sistemazione finale delle aree esterne.
Potrebbe slittare di qualche giorno, invece, la chiusura di tutte le tendopoli. Dopo l'ultima forte scossa dei giorni scorsi, infatti, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso ha annunciato l'ipotesi di far slittare di qualche giorno lo smantellamento dei campi di accoglienza.
«Sorge il dubbio che il piano di dismissione entro fine settembre sia fallito perché i conti sono stati fatti male», commenta il comitato Rete- Aq, «cosa confermata da alcuni capi-campo che ufficiosamente sapevano che la previsione era per la seconda meta' di ottobre. E questo prima della scossa ultima».
Da maggio sono state fatte numerose richieste pratiche a Bertolaso da parte di persone che vivono la situazione ed esprimono dei bisogni concreti, primo tra tutti quello di conoscere con qualche giorno di anticipo la data dello smantellamento.
«Facciamo l'ennesima richiesta al capo della protezione civile», dice il comitato, «non ci prendere ancora in giro, non prendere una scossa come pretesto per mascherare un fallimento. La ricostruzione mediatica (il centro ha riaperto, le case sono ricostruite, i negozi riaprono, ...) funziona solo fuori dal nostro territorio, noi la realtà, non il reality, la vediamo e viviamo ogni giorno».
Intanto le famiglie degli Inquilini e Assegnatari delle Case Popolari ATER e dei Comuni continuano a chiedere case sicure e lavori verificabili.
Il comitato Mia Casa d'Abruzzo di Pio Rapagnà denuncia il «ritardo accumulato nella ricostruzione, recupero e messa in sicurezza antisismica del patrimonio residenziale pubblico colpito dal terremoto» e manifesta tutta la sua preoccupazione per le «voci autorevoli che lanciano l'allarme circa il pericolo di un possibile interessamento da parte di soggetti e imprese collegati con la criminalità organizzata, tra l'altro, anche nelle modalità “appetibili” di gestione e utilizzazione dei 150 milioni di euro stanziati dal Decreto di Ferragosto per la Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà dell'ATER, del Comune dell'Aquila e della Regione Abruzzo».

28/09/2009 9.31

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RICOSTRUZIONE. CHIODI:«SERVE UNA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE»

La chiama "struttura tecnica di missione" ma potrebbe essere l'ennesimo organismo rimpolpato di presunti esperti preposti alla vigilanza e alla pianificazione della ricostruzione. E' quello che ha annunciato sabato il presidente Gianni Chiodi che ha probabilmente già in mente la figura di spicco da inserire a capo di questo organismo che dovrà sovrintendere la politica della ricostruzione magari con uno sguardo d'insieme.
«Quella che dobbiamo inaugurare è una nuova stagione di collaborazione. Non è più tempo di sterili discorsi su responsabilità e ritardi che obiettivamente non esistono», ha detto Chiodi intervenuto alla tavola rotonda organizzata dall'Istituto nazionale di urbanistica, sul leit motiv del governo della ricostruzione.
«Quando invoco una nuova governance - ha spiegato il Presidente - parlo di una governance delle competenze. Attualmente c'è un commissario per l'emergenza, che è Guido Bertolaso, un commissario per la ricostruzione degli edifici pubblici, che sono io, e poi ci sono gli Enti locali, responsabili della pianificazione urbanistica d'intesa con la Regione. Questo tipo di impostazione non può essere cambiata - ha aggiunto Chiodi - ma è necessario integrarlo con la creazione di una Struttura tecnica di missione che sarà guidata da una personalità con competenze tecniche ed amministrative. Una personalità sulla quale tutti noi amministratori ci troveremo d'accordo».
Il presidente Chiodi ha insistito sull'importanza di questo organismo «perchè ci aspettano istruttorie di altissimo livello, complesse e diverse, perchè dovremo fare appalti per i quali i metodi tradizionali saranno anacronistici, perchè dovremo elaborare una visione strategica generale anche per quel che riguarda la ripresa economica».

«L'UNICO RITARDO E' QUELLO DEI PRIVATI»

«Questa nuova stagione della collaborazione - ha però puntualizzato il Presidente« non può prescindere dal discorso dei ritardi. Chi li invoca dimentica che nessuno di noi ha i superpoteri. Del resto, per la restituzione delle tasse la decisione sarà presa a fine anno; siamo in tempo utile per la definizione della Zona franca urbana; non siamo in ritardo neanche per i fondi stanziati. Se essi saranno sufficienti si vedrà in seguito. Di sicuro, nessun governo di destra o di sinistra lesinerà risorse. L'unico ritardo accumulato riguarda la ricostruzione affidata ai privati. Ritardo determinato dalla scelta di favorire l'equità, il rimborso al cento per cento, che ha fatto scattare perizie e percorsi burocratici più tortuosi».

«LA LEGALITA' E' NEL NOSTRO STILE DI VITA»

Il presidente Chiodi ha esortato parlamentari e rappresentanti delle istituzioni presenti alla tavola rotonda a fare squadra, con regole agili e trasparenti «perchè la legalità è nel nostro stile di vita».
Chiodi ha annunciato che oggi, lunedì, avrà un importante incontro a Roma che servirà a definire i dettagli della Struttura tecnica di missione.
«Saranno individuati i primi componenti», ha assicurato, «Poi mano a mano verrà definito per intero l'organico. Di certo, i membri della Struttura usciranno da una rigorosa selezione, di concerto con Ocse e ministero dello Sviluppo economico, attingendo soprattutto dalle Università abruzzesi. I prescelti costituiranno il serbatoio della nuova classe politica locale».
«Dobbiamo mettere insieme un grande staff - ha concluso Chiodi - di elevata qualità. Valorizzeremo merito, professionalità ed impegno: il minimo per ricostruire questo martoriato territorio».

28/09/2009 8.40

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LA RICOSTRUZIONE CHE STENTA. CIALENTE: «TROPPA BUROCRAZIA E POCA CHIAREZZA»


L'AQUILA. La ricostruzione delle case parzialmente inagibili stenta a decollare. Perchè? Il sindaco Cialente spiega: «troppa burocrazia e poca chiarezza nelle ordinanze».
Chi sta vivendo questa emergenza terremoto lo sa bene: prima di poter fare qualsiasi cosa bisogna compilare moduli, spesso non semplici.
E' stato così fin dalla prima notte post terremoto quando chi è rimasto senza casa ha dovuto scegliere se andare a vivere in un albergo della costa o se rimanere in tenda.
Ancora oggi a quasi sei mesi dal 6 aprile si continuano a riempire moduli e non per tutti è cosa semplice tanto che Comune e Protezione Civile hanno predisposto anche un manuale che spiega come farlo.
Riempie moduli chi ha una abitazione distrutta e chiede di ottenere una delle nuove case antisismiche e lo fa anche chi ha case parzialmente inagibili ma non può rientrarvi se non effettua prima dei lavori di ristrutturazione.
Secondo il primo cittadino, Massimo Cialente, però, proprio la troppa burocrazia, la poca chiarezza nelle ordinanze e la difficoltà di comunicazione sono alla base dei ritardi negli interventi di ricostruzione sulle case parzialmente inagibili, i cui proprietari rischiano di non poterci entrare per mesi.
Cialente ha definito «critiche le prospettive per chi vive in case B o C» e ha ribadito la richiesta di «moduli abitativi removibili».
«Paradossalmente - ha sostenuto il sindaco - la situazione per chi vive in questo tipo di abitazioni è addirittura più difficile rispetto a chi ha la casa inagibile per categoria E o F oppure vive nel centro storico e che ha diritto agli alloggi».
Il sindaco, in particolare, si è soffermato sulla tempistica per le case B e C, definita solo a luglio, con ingresso della Fintecna ad agosto.
«La difficoltà è soprattutto di ordine burocratico - ha detto - anche perché l'80 per cento dell'Aquila è fatta di condomini».
Il timore è che molte persone siano costrette a lasciare la città perché non ci sono alloggi, anche alla luce della chiusura delle tendopoli.

RENDICONTAZIONE SPESE, I MODULI PER I COMUNI

Intanto la Protezione Civile ha messo a disposizione le versioni aggiornate del Manuale e della Modulistica per la rendicontazione delle spese sostenute dai Comuni per l'emergenza Abruzzo.
Gli enti locali dovranno compilarli e inviarli, in via anticipata, all'indirizzo vcrendicontazioneabruzzo@protezionecivile.it e poi al Vice commissario delegato. Attraverso questa procedura, gli enti locali potranno chiedere il rimborso delle spese straordinarie sostenute per far fronte all'emergenza terremoto.


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