Esame avvocati: l'angoscia dei praticanti faccia a faccia con l'emergenza

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1835

L'AQUILA. Ne avevamo già parlato sabato e l'email di un nostro lettore evidenzia che la situazione è più grave del previsto, le incognite tante e non si sa come muoversi. Di dati certi pochi.

Il 15, 16 e 17 dicembre prossimi si terrà a L'Aquila la tre giorni per l'esame di abilitazione alla professione forense.
Come si riuscirà a gestire l'arrivo di centinaia di laureati che dovranno restare in città almeno tre giorni?
Di alberghi liberi non ce ne sono e bisognerà anche risolvere l'incognita sulla sede per svolgere l'esame.
Pieni di dubbi anche i praticanti che, come ogni anno, già si stanno organizzando per la trasferta e che nei giorni scorsi hanno inviata una lettera al presidente della Regione e all'Ordine forense per chiedere che vengano presi provvedimenti. Possibilmente in fretta.
«Stiamo vivendo una situazione incredibile», si legge nella missiva. «A tutt'oggi, infatti, non riesco a reperire nessun posto letto, nessun tipo di alloggio nel territorio interessato dal sisma avvenuto lo scorso 6 aprile 2009».
Il lettore che ci ha inviato l'email ha contattato gli albergatori della zona, per cercare di adattarsi alla situazione di emergenza, «ma gli stessi», racconta, «mi hanno negato ogni qualsivoglia prenotazione, poiché hanno ricevuto ordine dalla Protezione Civile di riservare preventivamente le stanze disponibili per i terremotati vittime del nefasto evento. Ho così contattato telefonicamente la stessa Protezione Civile, la quale, sgomenta, mi ha confermato la situazione di assoluta emergenza, manifestandomi l'ovvia inopportunità di far svolgere un esame – con più di 1000 iscritti - in un luogo ad oggi impraticabile».
Il lettore si è rivolto anche al Consiglio dell'Ordine, ma anche qui nessuno è riuscito a risolvere l'annoso problema.
Dinanzi a difficoltà così evidenti, non si ritiene opportuno delocalizzare l'evento: l'esame si svolgerà all'Aquila, anche se non ci sono i requisiti, anche se le scosse continuano anche senza posti letto disponibili.
L'Aquila si troverà quindi ad avere oltre 1000 aspiranti avvocati sparsi per la città, che necessiteranno di alloggi, di vitto, di tranquillità psicologica determinanti per sostenere proficuamente un esame così importante.
«Siamo dinanzi ad una situazione di assoluta follia», scrive il praticante, «che crea nocumento agli stessi terremotati aquilani ed agli organi preposti alla ricostruzione, i quali si vedrebbero catapultati – in pieno inverno ed in una zona off limits - più di 1000 persone, tutte sprovviste di case e luoghi di ristorazione.
Vi scrivo, quindi, per manifestarVi il mio sgomento, la mia paura, il mio forte dissenso di fronte a simili scellerate scelte, nella speranza che qualcuno si degni di risolvere un problema ai limiti dell'inverosimile, che però andrà ad incidere direttamente sulla mia vita professionale».

28/09/2009 11.53