Multe, zona franca e graduatorie rendono difficile la ripresa

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La città sta lentamente tentando di ripartire ma non è facile. Sia per le difficoltà oggettive sia perchè le difficoltà sono sempre dietro l'angolo. *RINVIO TASSE TERREMOTATI, IL SENATO BOCCIA GLI EMENDAMENTI
In più, soprattutto i commercianti, hanno denunciato già nei giorni scorsi poca elasticità dei soggetti preposti al controlli.
Così ieri arrivando al Gran Caffè dell'Aquila, nella nuova sede di via Corrado IV ci si imbatteva nella protesta del titolare Stefano Biasini.
Trenta biglietti da cinquanta euro appesi con le mollette su un filo all'uscita del locale, in attesa gli ispettori del lavoro.
Un gesto singolare per contestare la multa salata comminata al locale a seguito di alcune irregolarità riscontrate nella posizione di un dipendente.
«Quattro ispettori si sono presentati martedì mattina presto - ha spiegato Stefano Biasini, uno dei due gestori - e, applicando la legge alla lettera, hanno multato un ragazzo al suo primo giorno, noncuranti del fatto che altre due dipendenti erano perfettamente regolari e che io avevo già i documenti in mano per presentarmi al consulente del lavoro».
I gestori si sono visti verbalizzare una multa di 3500 euro per lavoro in nero da pagare, insieme alle sanzioni aggiuntive per le aziende che hanno oltre un terzo dei dipendenti non registrati.
«Ci hanno intimato di pagare 1500 euro in 24 ore - ha aggiunto Michele Morelli, l'altro gestore - pena la chiusura del locale e, di fronte alle difficoltà che gli abbiamo esternato di reperire i soldi di pronta cassa ci hanno anche riso in faccia».
I soldi però Morelli e Biasini li hanno trovati. «Li abbiamo appesi qui sul filo - spiegano - se li vengano a prendere».

LE GRADUATORIE CHE GETTANO SCOMPIGLIO

Ma le proteste in città sono ormai all'ordine del giorno. Un tasto dolente è anche quello delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi del progetto C.a.s.e.
Alcuni cittadini hanno riscontrato errori e anomalie e Comune e Protezione Civile continuano a ripetere che si tratta solo di liste provvisorie.

Ieri una trentina di esclusi hanno protestato davanti all'ingresso della Scuola Ispettori Sottufficiali della Guardia di Finanza, a Coppito.
Il gruppo di persone, tra cui anche alcuni feriti per la tragica scossa del 6 aprile scorso, hanno rumoreggiato perché, a loro avviso, pur avendo diritto non sono stati inclusi nella graduatoria stilata dal Comune dell'Aquila per l'assegnazione delle circa 4.500 case prefabbricate nelle quali dovrebbero trovare posto circa 15 mila persone.
E protestano anche molte famiglie, assegnatarie di alloggi di proprietà dell'ATER e del Comune classificati E ed F, che non risultano inseriti nei vari elenchi.
«Eppure», ha ricordato Pio Rapagnò, «è la stessa e medesima Protezione Civile ad avere classificato 2.176 alloggi Ater “A-agibili”, 624 “B-temporaneamente inagibili”, ma resi agibili con provvedimento di pronto intervento e 156 “C-parzialmente inagibili”».
Da Palazzo di Città hanno sottolineato che sono già in corso controlli che potrebbero presto portare alle rettifiche delle liste presenti sul sito istituzionale.

ZONA FRANCA, LA RIVOLTA DEGLI ESCLUSI

Preoccupazioni ce ne sono anche per l'istituzione della zona franca urbana. Si dice «incredulo» il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, per la decisione presa dall'intero Consiglio regionale di istituire la zona franca nel solo comune dell'Aquila.
«Forse i nostri politici», ha attaccato Menna, «non si rendono conto che il provvedimento penalizza fortemente le aziende del comprensorio che hanno portato e potrebbero portare ricchezza al nostro territorio».
«Come si può pensare di costruire una città- territorio, argomento sbandierato in campagna elettorale da molti politici che ieri hanno votato la risoluzione, - ha chiesto Menna - se non si danno a tutte le aziende del comprensorio gli stessi strumenti? Ricordo a coloro che dovrebbero essere i nostri rappresentanti in consiglio regionale che il sisma ha colpito duramente non solo il Comune dell'Aquila, ma moltissimi comuni che rientrano nel cosiddetto cratere e che i comuni limitrofi non devono essere solo serbatoi di voti in campagna elettorale, per poi essere dimenticati e addirittura esclusi quando si prendono importanti decisioni».
Questa soluzione non piace nemmeno a Elia Serpetti, vice presidente della circoscrizione 6 Arischia Provvidenza: «se così fosse», ha detto, «sarebbe davvero una situazione tragica perché le circoscrizioni con le varie frazioni di appartenenza sarebbero ancor più danneggiate; non solo il sisma ha provocato un arretramento psico-sociale di vaste dimensioni, ma ancor più se fosse veritiera tale ipotetica delimitazione, la stessa porterebbe la quasi sparizione delle circoscrizioni e delle relative frazioni».

DUBBI SUGLI UFFICI DELLA GIUSTIZIA MINORILE

L'AQUILA. Che fine faranno gli uffici della Giustizia Minorile dell'Aquila? A chi andranno?
A domandarselo sono le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl e Uil che denunciano una pesante incertezza sul futuro. Non è ancora chiaro, infatti, quali uffici saranno ospitati al suo interno.
Infatti il perpetuarsi delle dichiarazioni che danno per certa l'occupazione, da parte dell'Università, del complesso che ospita gli Uffici della Giustizia Minorile, compreso l'istituto penale per i minorenni, e il silenzio da parte del Ministero e delle Autorità locali sull'eventuale nuova collocazione degli Uffici ivi presenti, destano preoccupazione soprattutto nell'eventualità dello spostamento di questi servizi in altra città.
Inoltre lo scorso 14 aprile sarebbero dovuti iniziare i lavori di ristrutturazione già appaltati per 2 milioni di euro mai partiti.
L' inizio è infatti slittato proprio a causa del sisma ma già sollecitato più volte dai competenti servizi del Ministero della Giustizia nei mesi scorsi.
«Chiediamo risposte sul perché tali lavori non sono ad oggi iniziati», dicono i sindacati.
«Chiediamo alle Autorità politiche ed istituzionali competenti risposte certe sulla permanenza dei servizi della Giustizia Minorile a L'Aquila», chiudono.

24/09/2009 9.49

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RINVIO TASSE TERREMOTATI, IL SENATO BOCCIA GLI EMENDAMENTI

L'AQUILA. E adesso che succede? Il Senato ha infatti bocciato gli emendamenti sul rinvio delle tasse. Duro il Pd contro i senatori del Pdl abruzzesi che hanno votato contro.
Il senatore del partito Democratico Luigi Lusi ha parlato di «proclami e promesse del ministro dell'Econimia, Giulio Tremonti, che vengono clamorosamente smentiti dai fatti».
All'emendamento a firma dei senatori Finocchiaro, Lusi, Legnini e Marini, respinto dalla maggioranza, hanno votato contro i senatori abruzzesi Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancedi. Assente in aula, invece, Filippo Piccone.
Insomma un provvedimento bocciato in casa. Ed è scoppiata la protesta dell'opposizione che sperava di mettere così la parola fine su una delle questioni più controverse degli ultimi mesi.
«La maggioranza ha intenzione di trattare la gente d'Abruzzo in modo diverso dagli altri terremotati», ha denunciato ancora Lusi. «I fatti, e non le parole, sono che nella votazione di oggi i due emendamenti che riguardavano le tasse in Abruzzo sono stati bocciati».
Ma per Lusi sarebbe in atto un chiaro disegno da parte della maggioranza che viene da lontano: «tutte le promesse fatte e le accuse di demagogia rivolte all'opposizione sulla questione “tasse” si stanno rivelando un boomerang. La verità è che non c'è nessuna volontà di trattare il terremoto abruzzese alla stregua degli ultimi terremoti di Umbria e Marche. Vorremmo chiedere ai senatori del Pdl che hanno votato contro, cosa racconteranno domani ai loro elettori?».
Ma il Senato ieri ha bocciato anche l'emendamento 1.58 presentato dal gruppo dell'Italia dei Valori, di cui era primo firmatario Alfonso Mascitelli, che prevedeva il differimento al 2014 del piano di rientro dai disavanzi sanitari nonché la ricontrattazione delle modalità di attuazione con il Governo nazionale.
«La maggioranza di centro-destra, con i suoi senatori abruzzesi al completo, ha votato contro l'emendamento 1.58 E' un fatto di gravità inaudita - ha continuato il senatore Mascitelli - perché chiunque abbia un minimo di responsabilità sa bene che gli obiettivi di risparmio di questo piano non potranno per il momento essere attuati, soprattutto in considerazione della interruzione traumatica della precedente legislatura e della successiva tragedia del terremoto nella provincia dell'Aquila».
«Far finta che non sia successo nulla», ha detto ancora Mascitelli, «significa sottoporre i cittadini abruzzesi, incolpevoli, a un piano di risanamento del debito che potrà prevedere, come già sta succedendo, solo tagli selvaggi ai servizi sanitari pubblici, senza una realistica prospettiva a breve di riduzione delle aliquote Irpef e Irap a carico delle famiglie e delle imprese. Tutto questo perché non hanno il coraggio di far sentire la voce e gli interessi della nostra regione e manifestano solo, anche in occasioni così importanti, una silenziosa sudditanza nei confronti della linea politica imposta a Roma».
24/09/2009 10.32

PICCONE: «IL GOVERNO NON STA FACENDO MARCIA INDIETRO»

«In pochi mesi sono stati realizzati migliaia di alloggi, che proprio in questi giorni verranno consegnati agli sfollati; il Consiglio regionale ha deliberato la zona franca urbana per il Comune dell'Aquila; il Governo Berlusconi ha fornito più di una prova che le promesse fatte, vengono mantenute e portate a compimento. Ecco cosa racconteremo domani agli elettori abruzzesi».
Così il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl, replica a Lusi, sul rinvio del pagamento delle tasse per i terremotati.
«Il governo», ha detto Piccone, «non sta facendo nessuna marcia indietro, né tantomeno vengono smentite le promesse del Ministro Tremonti. L'esecutivo sta portando avanti il proprio programma che affronta il tema della ricostruzione, del recupero del tessuto sociale e del rilancio dell'economia. Tutto ciò potrà avvenire intervenendo in maniera concreta soprattutto sulle possibili forme di agevolazione fiscale per le imprese e per i cittadini. Non è vero, quindi, che la questione tasse si sta rivelando un boomerang e che la maggioranza di governo intende trattare diversamente i terremotati d'Abruzzo».
«Non è vero – conclude il senatore Piccone - che è in atto, come dice Lusi, un disegno che viene da lontano. Ma è vero l'esatto contrario. Le risposte del Governo sono state immediate e concrete e posso rassicurare il senatore Lusi che anche in tema di fiscalità verranno adottati tutti provvedimenti idonei a far ripartire l'Aquila e l'Abruzzo».
25/09/2009 8.01