Alloggi antisismici, polemiche e critiche degli esclusi sulle assegnazioni

Alessandro Biancardi

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Alloggi antisismici, polemiche e critiche degli esclusi sulle assegnazioni
IL MODULO PER GLI ESCLUSI. L'AQUILA. E' polemica sulla graduatoria provvisoria di assegnazioni dei 4587 alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. *COSPA ABRUZZO:«OFENA È RIMASTA AL 6 APRILE: PRONTI A BLOCCARE I CANTIERI DELL’AQUILA»
Già nei giorni scorsi Gino Antognetti, Segretario dell'Associazione Radicale "Ignazio Silone", aveva denunciato anomalie ed errori riscontrati dopo una sommaria consultazione degli elenchi.
Anche oggi le polemiche continuano e la pubblicazione degli assegnatari sta generando tante perplessità, legate alla mancanza di chiarezza vera sui criteri di assegnazione.
«Troppe voci, troppe famiglie avrebbero dovuto avere le case antisismiche ed invece sono nella terza lista:quella in via di assegnazione», commenta Giulio Petrilli, dell'esecutivo provinciale del Pd.
«Tante persone, tante famiglie che ho avuto modo di sentire», denuncia ancora Petrilli, «esprimono un forte disappunto per esclusioni incomprensibili».
E la richiesta è quella di una graduatoria «precisa e trasparente, con esposizione del punteggio».
Questo per allontanare l'ombra che anche le macchine informatiche addette alle assegnazioni potevano commettere errori.
Petrilli invita quindi il Prefetto Gabrielli ed il sottosegretario Bertolaso a pubblicare i punteggi assegnati e i criteri adottati.
«Mai come ora, in questo contesto di forte difficoltà è necessaria la massima trasparenza e onestà», chiude l'esponente del Partito Democratico.
Ma stesse perplessità sono state espresse anche da Fabio Pelini, segretario provinciale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea.
«Sarà anche un gioiello, ma l'algoritmo che ha elaborato le graduatorie per l'accesso agli alloggi del piano C.a.s.e. ha palesato errori grossolani», denuncia Pelosini: «come si spiega altrimenti la presenza nella lista dei beneficiari di single e coppie giovani, di proprietari di abitazioni principali classificate B o di codici fiscali (e quindi cittadini) presenti in più nuclei familiari?»
L'esponente di Rc si domanda che fine abbiano fatto tutti gli altri nuclei familiari che hanno regolarmente partecipato al censimento del 1-10 agosto: «sono proprio sicuri Protezione Civile e Comune che è regolare assegnare una collocazione abitativa come i M.A.P. che nel censimento non era prevista e quindi non poteva essere opzionata?»
«Non si è mai vista», continua, «una graduatoria pubblica senza i punteggi maturati dai richiedenti. Vogliamo sperare, inoltre – e siamo sicuri che ciò avverrà – che il Prefetto mantenga fede agli impegni presi e vigili accuratamente sulla correttezza dei dati forniti e sulle procedure adottate».

E graduatorie aggiornate con tanto di punteggio non se ne sono ancora viste. Ma oggi la Protezione Civile ribadisce sul proprio sito internet che si tratta di «graduatorie provvisorie».
«Dallo scorso 18 settembre», si spiega ancora, «è partita la procedura per strutturarli definitivamente, che proseguirà fino al completamento della consegna degli alloggi».

Tutti i cittadini che figurano nei 4 elenchi provvisori come “dichiaranti” avranno a disposizione un colloquio con i funzionari incaricati per la verifica dei requisiti.
Da sabato 19 settembre è partito il sistema di prenotazione: Linea Amica Abruzzo telefona agli interessati per fissare l'appuntamento.

IL MODULO PER CHIEDERE CHIARIMENTI

Alcuni nuclei familiari potrebbero non figurare nelle liste provvisorie per un errore nell'inserimento dati, ammettono dalla Protezione Civile.
Oltre che per nome e cognome, bisogna verificare cercando anche per codice fiscale.
Per segnalare un'esclusione, è disponibile un modulo per le segnalazioni (lo pubblichiamo qui sotto e si può scaricare e stampare).
Si può così inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno a: Comune de L'Aquila, Via Rocco Carabba 6 67100 L'Aquila. La raccomandata con la richiesta di chiarimento dovrà contenere: copia della ricevuta di consegna o di spedizione del modulo utilizzato per il rilevamento dei fabbisogni alloggiativi; nome, cognome, codice fiscale e numero di telefono.
Il cittadino verrà richiamato per le verifiche, a seguito degli opportuni accertamenti.

CONTROLLI CON LE FORZE ARMATE


«Le verifiche sui dati per assegnare le case saranno fatte da addetti della protezione civile e del comune dell'Aquila anche alla presenza delle forze armate», ha detto l'assessore comunale alla promozione sociale e all'Istruzione Luca D'Innocenzo.
«Se qualcuno fa dichiarazioni mendaci corre il rischio di denunce penali. Non saranno permessi abusi: chi non ha diritto, non potrà avere la casa».
«Le persone che hanno sbagliato a scrivere i dati, che hanno cambiato la condizione, che hanno segnalazioni da fare o ancora presentare rinuncia, facciamo con serenità ma al più presto le comunicazioni del caso - spiega D'Innocenzo -, da martedì controlleremo tutte le famiglie in graduatorie e nei cinque tavoli che allestiremo nella scuola della guardia di finanza incroceremo le banche dati».
D'Innocenzo ha spiegato che in poche ore c'é stata una decina di rinunce «per cui le 200 famiglie, compresa la mia, che sono nella lista ''in collocazione'', potrebbero essere assorbite velocemente con i controlli e le rinunce».

ECCO IL MODULO PER GLI ESCLUSI CHE VOGLIONO CHIARIMENTI



9/21/2009
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COSPA ABRUZZO:«OFENA È RIMASTA AL 6 APRILE: PRONTI A BLOCCARE I CANTIERI DELL'AQUILA»


OFENA. Nel piccolo centro dell'Aquilano, Ofena, sembra non regnare la tranquillità visto che da subito il comitato degli allevatori di Dino Rossi si è trasformato in cassa di risonanza di tutti i problemi della cittadinanza.
Sono state molte le denunce in questi mesi di presunti abusi o irregolarità nella gestione del'emergenza nella “periferia” dell'aquilano dove i riflettori dei media sono molto affievoliti.
Secondo Rossi il sindaco Anna Rita Coletti avrebbe firmato diverse ordinanza dubbie (Rossi dice «illegittime») che avrebbero spaventato la popolazione e contribuito al malumore.
«Il Comune di Ofena», denuncia oggi il responsabile del Cospa, «è rimasto come la mattina del 6 aprile, nulla è stato fatto, non è stato messo nessun puntello, i cittadini si sono dovuti arrangiare alla meglio, come ad esempio un allevatore rimasto senza casa, il quale, vista la latitanza del sindaco, è stato costretto ad istallare gli elettrodomestici nella stanza dove munge le proprie mucche: provate ad immaginare a cucinare tra le mosche e il letame ed a dormire come lui e la sua famiglia usando dei container senza riscaldamento acquistati per l'emergenza».
Rossi ricorda anche come molti cittadini per mezzo di ordinanze sindacali hanno dovuto abbandonare la tendopoli per tornare nelle loro case, spesso lesionate, altri invece hanno trovato sistemazioni temporanee nelle abitazioni dei propri parenti residenti all'estero.
I più fortunati avrebbero trovato una sistemazione proprio grazie al Comune ma senza stilare una gradutoria pubblica.
E pare che proprio questi alloggi siano inabitabili per la mancanza di servizi primari.
Nella tendopoli è rimasta una sola tenda dove dorme un cittadino rumeno che non ha ricevuto ancora una sistemazione, pare, per alcuni problemi burocratici.
E delle case provvisorie?
«Non si sa nulla dei moduli abitativi provvisori», spiega Dino Rossi, «e dei fondi per la messa in sicurezza. In molte occasioni, mi sono recato presso il Dicomac, dove nessuno dei responsabili ha voluto rilasciare dichiarazioni sia in merito alle famose casette, sia per quanto riguarda i fondi assegnati per i puntellamenti degli stabili del paese di Ofena, ma l'unica risposta è stata quella di chiedere al sindaco. Dal Comune però non esce nulla e se qualcuno prova ad andare a chiedere, come è capitato a me, il sindaco chiama i carabinieri, come è già successo quando un giorno mi sono recato nei pressi dell'ufficio di ragioneria per avere delle informazioni riguardanti i fondi per la messa in sicurezza».
Rossi ha raccontato di essere stato cacciato dagli uffici comunali per mezzo della forza pubblica e dunque dei carabinieri.
Resta il fatto che le vie del paese percorribili sono poche e per quelle che sono state compromesse dal sisma il primo cittadino ha ordinato ad alcuni proprietari di metterle in sicurezza entro trenta giorni, altrimenti lo farà il Comune d'ufficio e poi presenterà la fattura al terremotato.
«Questo comportamento da parte del sindaco è stato adottato molte volte», conclude Rossi, «sfornando ordinanze senza senso e nessuno ha preso provvedimenti. Per questo il Cospa Abruzzo, il giorno 23 settembre 2009, alle ore 9.30, con i propri mezzi partirà da Ofena per raggiungere i cantieri aperti a L' Aquila per bloccare i lavori dove si stanno costruendo le casette antisismiche. «Non è giusto che si facciano due pesi e due misure, i terremotati di Ofena e di Castelnuovo sono uguali a quelli dell'Aquila».

21/09/2009 8.47