La prima campanella a L'Aquila. Cialente: «situazione drammatica»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Anche nella provincia dell'Aquila oggi si torna sui banchi. Le partenze saranno scaglionate e continueranno fino al 5 ottobre. Per la Protezione Civile tutto sotto controllo. Cialente: «non si dimentichi che la situazione è ancora drammatica». * PAGANICA, SCUOLE MOBILI ALLAGATE. BIMBI SALTANO IL PRIMO GIORNO



L'AQUILA. Anche nella provincia dell'Aquila oggi si torna sui banchi. Le partenze saranno scaglionate e continueranno fino al 5 ottobre. Per la Protezione Civile tutto sotto controllo. Cialente: «non si dimentichi che la situazione è ancora drammatica».



* PAGANICA, SCUOLE MOBILI ALLAGATE. BIMBI SALTANO IL PRIMO GIORNO



Questa mattina saranno venti i cancelli che subito dopo le otto apriranno i battenti tra edifici scolastici in muratura e moduli provvisori per otto direzioni didattiche.
E con l'emozione del primo giorno di scuola ci sarà anche la tensione di genitori e ragazzi che per la prima volta dopo il 6 aprile rientreranno nelle strutture ristrutturate.
Il capo della protezione civile Guido Bertolaso ieri pomeriggio ha effettuato sopralluoghi in oltre 10 edifici per garantire con i ritocchi la massima sicurezza agli studenti.
Questa mattina Bertolaso, prima di partire per Roma dove assisterà ai funerali di stato per i parà morti a Kabul, farà a sua volta gli onori di casa nel complesso dell'istituto Gianni Rodari di Pile, alle porte dell'Aquila dove gli studenti troveranno anche i moduli provvisori.
«Immagino che molte famiglie saranno scettiche», ha commentato il prefetto Franco Gabrielli, «vorranno capire, vedere quante aule sono piene, ma è nella fisiologia della patologia del terremoto. Perciò sarà interessante vedere i dati all'esito della risposta, ora la situazione è abbastanza variegata con casi da chiarire: l'esito finale ci sarà il 5 ottobre, fino ad allora lavoreremo per centrare l'obiettivo che tutti tornino a scuola».
Secondo il prefetto, «in questo periodo si potranno capire molte cose: ad esempio, chi ha chiesto il nulla osta e chi no, in quanto esiste un ambito di autonomia e ci sono scuole che prendono qualche giorno in più per fare un percorso di approccio meno affannato».
Nel tardo pomeriggio di ieri il commissario Bertolaso ha raggiunto anche la frazione di Arischia, dove indicazioni idro-geologiche costringono ad individuare una nuova area per il Musp che ospiterà la scuola elementare.
Dopo aver fatto visita alla vecchia scuola distrutta, il capo della protezione civile ha incontrato i rappresentanti della circoscrizione insieme ad alcuni cittadini.
Sarà proprio il consiglio circoscrizionale ad indicare il terreno dove far ripartire gli scavi, interrotti la scorsa settimana.
La scuola, per il momento, dovrà ripartire in una tensostruttura pneumatica.
«Il nostro sforzo per far ripartire l'anno scolastico in tempo», ha insistito il prefetto, «dura dal mese di maggio, domeniche comprese. Non siamo persone abituate né al concetto di settimana corta né a quello di ferie perché crediamo che la scuola sia una delle cose più importanti. Fa male sentire questi soloni che pontificano e battezzano queste cose mentre tu giorno dopo giorno ti danni l'anima perché devi dare un servizio. Poi, invece tutto viene liquidato con un mero ed autorefenziale appagamento di una promessa fatta».

CIALENTE: «LA SITUAZIONE E' DRAMMATICA»


«Non vorrei che questi nostri sforzi venissero letti come un ritorno alla normalità», ha sottolineato il primo cittadino, Massimo Cialente.
«Si torna a scuola tra i disagi in una zona devastata dal terremoto. La situazione è e rimane drammatica ed i prossimi mesi saranno mesi durissimi durante i quali chiederemo anche ai più piccoli di fare sacrifici perché per andare a scuola dovranno camminare visto che le case non sono vicine oppure dovranno prendere bus navetta da luoghi più lontani».
«Nella nostra battaglia quotidiana per uscire dall'emergenza e per ricostruire - ha continuato Cialente -, le scuole sono un pezzo importante. I sacrifici che tutti insieme stiamo facendo dimostrano la forza degli aquilani, fatto questo che diciamo con orgoglio».
«I lavori sono di buona natura, gli edifici sono stati migliorati e resi più sicuri», ha commentato l'assessore provinciale all'edilizia scolastica Benedetto Di Pietro, «anche se nelle strutture in cemento armato non ci sono stati crolli strutturali. Ma i disagi ci saranno a partire dal pendolarismo per finire con le famiglie rimaste senza lavoro e senza casa. Non avrei visto male un ulteriore rinvio della riapertura». Per Di Pietro, «la priorità ora è mettere sul piatto della discussione politica il problema dell'edilizia scolastica per avere una sicurezza adeguata al livello di sismicità con finanziamenti ad hoc».
Tanti saranno i problemi anche secondo l'assessore alla promozione sociale e all'istruzione del Comune dell'Aquila, Luca D'Innocenzo. «I disagi sono notevolissimi», ha detto, «come lavori non tutti, ma quasi tutti sono nella tempistica quindi c'é il rischio di doppi turni. Ma i problemi maggiori sono nel raggiungimento delle sedi, soprattutto da parte di famiglie ancora lontane dall'Aquila, e nel sistema di viabilità che non sono stati sperimentati. E poi l'apprensione di studenti e famiglie».
Per D'Innocenzo la riapertura dell'anno scolastico «sarà uno start up disagevole dal quale emergeranno criticità che dovremo affrontare e risolvere in fretta. Sulla paura e l'effetto psicologico nei primi dieci giorni ci sarà un pool organizzato di vigili del fuoco e protezione civile che lavorerà per rassicurare i ragazzi facendo anche prove di evacuazione».
D'Innocenzo sottolinea che ci sono molte lamentele, soprattutto delle famiglie che hanno saputo del rientro a casa tra novembre e dicembre prossimi, «la riorganizzazione genera preoccupazione ma prima o poi bisognava cominciare».

21/09/2009 8.51

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PAGANICA, SCUOLE MOBILI ALLAGATE. BIMBI SALTANO IL PRIMO GIORNO


PAGANICA. Le prime e le seconde elementari della scuola di Paganica non hanno potuto fare lezione perché le strutture mobili che le avrebbe dovuto ospitare sono state invase dall'acqua piovana caduta ieri e nella nottata.
Doveva essere un giorno da ricordare per tutta la vita e probabilmente lo sarà per i piccoli di Paganica. Loro del primo giorno di scuola, però, non ricorderanno l'incontro con la maestra o i nuovi amici ma il ritorno a casa prima del previsto.
La sorpresa per i genitori è arrivata infatti solo questa mattina quando si sono recati con i loro bambini nella struttura di via Onna. Tutti i ragazzini, per i quali sarebbe stato il primo giorno di scuola, vestiti e preparati di tutto punto con grembiuli e zainetto, sono tornati a casa delusi per l'inconveniente.
I moduli resteranno chiusi fino a data da destinarsi, mentre per le altre classi ospitati nell'edificio in muratura da poco ristrutturato non c'é stato nessun problema.
Ma ci sono problemi anche per i ragazzi più grandi.
Da settimane i genitori della frazione di Paganica vivono una situazione di incertezza dovuta alla mancanza di risposte certe circa lo svolgimento dell'attività didattica nelle classi della scuola media Dante Alighieri, sezione distaccata di Paganica. L'edificio che ospitava le aule della scuola è stato reso completamente inagibile dal sisma del 6 aprile e a oggi i genitori degli alunni iscritti presso la sede di Paganica della Dante Alighieri non sanno ancora dove e come i loro figli potranno seguire le lezioni.
Delle preoccupazioni e del malcontento dei genitori si fa portavoce il consigliere provinciale Domenico Leone che spiega:« i genitori lamentano i forti ritardi nella messa a punto delle strutture destinate a ospitare gli alunni della scuola media , che provengono non solo da Paganica ma anche dalle altre frazioni della X circoscrizione (Onna, S. Gregorio, Tempera; Pescomaggiore, Bazzano) oltre che dalle frazioni di Camarda, Assergi e Filetto. Tali strutture sono state messe a disposizione dalla Regione Umbria per poi essere messe a punto dalla Provincia Autonoma di Trento. Le strutture però non sono ancora pronte, a causa delle lungaggini nelle procedure di esproprio dei terreni destinati alla loro realizzazione, che si trovano nei pressi del campo sportivo di Paganica.Vanno inoltre realizzate tutte le opere di urbanizzazione».
Il ritardo nella realizzazione di queste strutture si traduce per i ragazzi iscritti alla Dante Alighieri nella prospettiva di dovere seguire le lezioni presso l'edificio della sede centrale di Via Acquasanta a L'Aquila, con il conseguente ricorso ai doppi turni che prevedono lezioni pomeridiane dalle ore 15 alle 18.
«Questo contribuisce non poco alle preoccupazioni e ai malumori dei genitori», prosegue Leone, «visto che si tratta di ragazzi della scuola media, e anche del Preside della Dante Alighieri, il prof. Giuliano Tomassi, che si sta impegnando al meglio nella ricerca di una soluzione che limiti al minimo i disagi per gli alunni. Rivolgo pertanto un appello al Comune dell'Aquila, per quanto di competenza, e alla Protezione Civile, affinché queste strutture siano ultimate e messe a disposizione degli alunni al più presto possibile, soprattutto in vista dell'inverno».

21/09/2009 10.23