Parte la requisizione delle case:«chi ha mentito sarà denunciato»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Scatteranno dalla prossima settimana le requisizioni degli appartamenti sfitti nella provincia dell'Aquila per far fronte all'emergenza abitativa.

«Tutti quelli che avevano appartamenti e potevano metterli a disposizione della cittadinanza lo hanno fatto e per noi il tempo è scaduto», ha detto il prefetto. «Sabato- ha aggiunto - faremo un vertice e poi cominceremo con le requisizioni che riguarderanno piccoli numeri, grandi numeri e tutte le segnalazioni che in questi giorni abbiamo ricevuto di cittadini vessati da richieste moralmente deplorevoli».
Il prefetto ha annunciato un'azione decisa contro «tutti quelli che hanno proposto richieste esorbitanti in nero verranno inseriti nell'elenco delle requisizioni che verranno fatte anche qualora vi siano comportamenti dilatori e ostruzionistici perché noi accederemo comunque delle abitazioni anche senza il consenso degli interessati, notificando anche attraverso la forza pubblica e interverremo - ha detto ancora - perché noi crediamo che non c'é solo una questione di emergenza abitativa ma anche di morale e di etica dalla quale non bisogna mai sottrarci».
Il prefetto ha annunciato anche che chi ha mentito sarà denunciato.
«Il Sottosegretario Guido Bertolaso e' buonista, quando lui chiama errori quelli che il mio mestiere mi ha insegnato a chiamarli reati. Risponderanno penalmente coloro che nella compilazione del censimento hanno dato risposte non corrette e non conformi alla verita'».
«I censimenti - ha detto il Prefetto - li abbiamo fatti acquisendo le informazioni per mezzo degli operatori delle forze di polizia e su queste cose non si scherza. Posso capire - ha detto ancora - la vecchina che magari poverina non e' nella condizione di esprimere una indicazione corretta, ma mi rifiuto di pensare che cio' possa essere fatto da persone che lavorano nella pubblica amministrazione. Mi hanno insegnato - ha concluso Gabrielli - che si presume sempre la buona fede, per questo noi verificheremo e accerteremo e, qualora vi siano dichiarazioni mendaci, ho gia' dato disposizione alle forze di polizia di denunciare alla Procura della Repubblica chi le ha prodotte perche' ognuno deve fino in fondo assumersi le responsabilita'».

10% DELLE C.A.S.E. AGLI EXTRACOMUNITARI

«Tutte le famiglie con un figlio a carico sono state tutte inserite nella lista degli aventi diritto, ed i nuclei di questa specificità sono 329», ha spiegato Bertolaso.
Ma il dato interessante e sul quale si e' anche polemizzato e' quello sulla cittadinanza di coloro che sono stati inseriti nella lista: su 4.588 nuclei, 4.212 sono nuclei di cittadinanza italiana, 142 appartenenti all'Unione europea, e 214 extracomunitari, ovvero meno del 10 per cento.
Bertolaso ha spiegato che il «criterio di assegnazione e' stato realizzato in maniera computerizzata». «Quindi - ha aggiunto - non ci sono state interferenze della mano dell'uomo ma con criteri adottati all'origine; siamo pronti a gestire qualsiasi ricorso. Le schede, i criteri - ha detto Bertolaso - sono a disposizione di tutti, siamo sempre trasparenti e sicuri di aver perseguito un criterio di correttezza».

PREFETTO: «CRITERI DI ASSEGNAZIONE SACRI»

Per il Prefetto dell'Aquila «i criteri adottati nella stipula della graduatoria sono sacri solo che tutto questo e' avvenuto con un algoritmo definito 'Gioiello' perchè e' la sintesi di uno sforzo enorme e proprio perchè non e' stato manipolato che potrebbe aver creato degli incidenti di percorso sui quali interverremo immediatamente».

18/09/2009 16.35