Confcommercio:«per ripartire è necessario un piano commercio d’emergenza»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ormai la domanda per quanto scomoda comincia a circolare: perché non si riparte? Il centro storico è praticamente uguale al 6 aprile, le attività commerciali e l’economia del capoluogo abruzzese sembrano non essere ancora ripartiti.

Insomma, la normalità è davvero un sentiero lungo e impervio.
Dopo 5 mesi stanno arrivando le prime case provvisorie per alcuni ma non sembra che parallelamente si stia lavorando per far ripartire il motore di tutto: l'economia.
Anche la curia lamenta ritardi ingiustificati nella riapertura del centro storico mentre il lavoro di abbattimento degli edifici non è nemmeno cominciato.
Nel frattempo il settore commercio è in coma profondo.
La Confcommercio è tornata oggi ad auspicare un intervento normativo del Comune per riportare ordine, dare nuovo slancio ed arginare tutte quelle situazioni che approfittando della emergenza e della carenza normativa si sono create a danno magari di chi le regole le segue.
Così fin dai primi giorni dopo il sisma, la Confcommercio aveva auspicato una regolamentazione d'urgenza e di emergenza per il riavvio delle attività commerciali, anche al fine di evitare un regime di far west.
Ma questo suggerimento, non è stato affatto preso in considerazione dall'amministrazione comunale, determinando iniziative singole ed individuali, che nel tentativo di sopravvivere, hanno provveduto a nuovi insediamenti nella carenza più assoluta di regole.
«Ora, dopo aver consentito questo stato di cose», ha spiegato il responsabile Celso Cioni, «abbiamo avuto notizia che in alcuni casi si sta intervenendo con il pugno di ferro, con una filosofia per cui, si chiude la stalla quando i buoi sono ormai scappati. Visto e considerato il clima privo di regole, la Confcommercio continua ad auspicare una rapida regolamentazione nel settore, da parte dell'amministrazione comunale, che dia garanzie a tutti gli operatori. Continuare a far finta di nulla, vorrebbe dire consentire ancora, l'insediamento di iniziative non regolamentate, mentre d'altra parte piovono sanzioni, senza aver predisposto un regime normativo valido per tutti gli operatori commerciali. La Confcommercio auspica dunque che il Comune, comprenda l'urgenza di un Piano commerciale d'emergenza, che ponga fine a questo stato confusionale, dove risulta incomprensibile, permettere la deregulation più totale, per poi agire ed intervenire con metodi rigidi e punitivi».
L'organizzazione ha invece accolto con favore la proposta di trasferire gli ambulanti a Piazza d'Armi: la Protezione civile ha garantito un intervento per un milione di euro, e per lunedì prossimo alle ore 16, è stata convocata una riunione concertativa, che dovrà definire un ulteriore pezzo di tale progetto.

18/09/2009 13.17