In 11mila nelle tende. Ferrero (Rc):«show mediatico per coprire fallimento»

Alessandro Biancardi

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In 11mila nelle tende. Ferrero (Rc):«show mediatico per coprire fallimento»
L’AQUILA. Le prime case di legno ad Onna sono state consegnate e il pensiero corre subito a quanti vivono ancora nelle tende e a chi viene spostato di albergo in albergo. (Foto:Michele Raho)

Ad oggi ci sono ancora circa 36mila persone assistite, di cui 11mila nelle tendopoli e 25mila tra alberghi e case private.
Entro il 28 dicembre - con scadenza ogni 15 giorni a partire dal 29 settembre - ci saranno quasi 4mila alloggi per circa 18mila persone nelle abitazioni antisismici del progetto C.a.s.e.
Poi ci sono i 2.000 aquilani ospitati nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito, 9.300 posti letto saranno disponibili negli alberghi dell'Aquila e provincia (6.500 all'Aquila) entro il 20 settembre e, infine, 6.200 persone andranno nelle 2.500 casette di legno (mille pronte entro la fine di settembre, le altre entro fine ottobre) che saranno realizzate nei comuni della provincia.
Un totale, appunto, di 36mila persone.



I comitati e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, temono una diaspora e la perdita di identità del territorio.
In più l'inverno incombe, le basse temperature delle notti aquilani si fanno già sentire e c'è la paura che entro la fine di dicembre non si troverà una sistemazione per tutti.
Ieri questo timore lo ha ripetuto anche il sindaco della città, Massimo Cialente: «non credo si faccia in tempo a sistemare tutti per il 30 dicembre», ha detto. E nemmeno se l'è sentita di lanciarsi in queste sfide: «il problema è dare certezze a ogni cittadino».
Ma c'è anche un altro problema che incombe: quello delle riparazioni delle case danneggiate che è partita in ritardo.
«La ricostruzione leggera», ha ammesso il primo cittadino, «non è partita nei tempi giusti. Ora ci sono nuclei che cercano appartamenti in affitto e così si ingolfa la ricerca delle case. Ci aspettano mesi difficili, la situazione migliorerà per la prossima primavera».
«Ho chiesto ripetutamente di fare interventi con case di legno, come quelle di Onna», ha detto ancora Cialente, «dobbiamo solo valutare dove metterle in modo da dare una risposta a tutte le periferie distrutte e anche a quei nuclei familiari del centro che sono in difficoltà».



Anche i comitati dei cittadini fin da subito aveva sposato l'idea delle casette di legno rispetto alle tende ma, come si sa, la strada intrapresa è stata diversa.
Ha parlato invece di «show mediatico del premier per coprire il fallimento» il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, secondo il quale «la maggioranza della popolazione dell'Aquila e dei comuni abruzzesi limitrofi non avrà la casa per l'inverno e la stragrande maggioranza dei cittadini abruzzesi non ha la casa neanche ora che sono iniziate le scuole, ma dovrà andare a iscrivere i propri figli altrove».
Per Ferrero il Governo ha messo in piedi «un piano di bugie e finzioni» con il quale «si è sancita definitivamente la disgregazione del tessuto sociale della città e dei comuni vicini egualmente colpiti dal terremoto mentre con le assegnazioni delle case solo per pochi fortunati si dà spago alla solita guerra tra poveri. Si tratta di un vero fallimento di Berlusconi e del suo governo, che invece di risolvere i problemi vuole solo mettere in atto una speculazione edilizia camuffata da show mediatico».



SCONTRI TRA FRAZIONI

E ieri durante la consegna delle prime abitazioni in legno da parte del premier si è accesa la rabbia di altri sfollati che non hanno ricevuto ancora le chiavi di casa. E' il caso dei residenti di Castelnuovo, un paese poco distante da Onna, che ieri hanno esibito uno striscione con scritto "belle le case di Onna. Ma le altre?".
Surreale il dialogo tra le due fazioni: «Noi abbiamo avuto 41 morti, siamo i più colpiti» dicono quelli di Onna.
«Noi 39 - rispondono gli abitanti di Castelnuovo - ma in paese ancora non si è fatto nulla».
Preoccupazione anche a Tempera: «dove andremo a settembre? No alla deportazione».

Anche Bertolaso sa che la sfida è ancora tutta da vincere, nonostante il primo tassello sia stato messo. E non è un caso che da giorni ripete che la consegna delle prime case «é soltanto un primo passo»; che entro dicembre «tutti avranno un tetto»; che entro la fine dell'anno la Protezione Civile lascerà il campo alle autorità locali che dovranno occuparsi, in prima persona, della ricostruzione di un intero territorio; che entro settembre nessuno sarà più in tenda.

16/09/2009 9.51